Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

ALTERAZIONI UNGUEALI INDOTTE DAI COSMETICI
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*§
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e §Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

I cosmetici per unghie possono dar luogo a numerose affezioni causate da traumi meccanici o dal contatto con sostanze irritanti o allergizzanti. Recentemente è stato pubblicato un lavoro che tratta in modo approfondito questo problema (Dermatol Clin 2006; 24, 233).
Tra le principali affezioni delle unghie vi è la paronichia, che è una reazione infiammatoria dei tessuti delle unghie. La paronichia può insorgere in seguito a traumi meccanici dovuti all’utilizzo di strumenti per la cura delle unghie, come pinzette e forbici appuntite, o attrezzi in legno o metallo per eliminare la cuticola o per rimodellarla. Tra le sostanze irritanti che possono indurla troviamo quelle utilizzate per la rimozione degli smalti, che sono in genere solventi quali acetone o etil o butil acetato che, malgrado il veloce contatto con l’unghia, combinati ad un vigoroso sfregamento, possono portare alla sua insorgenza. Sono irritanti anche i prodotti utilizzati per rimuovere la cuticola, che contengono generalmente sostanze basiche, più comunemente idrossido di sodio o potassio, che distruggono la cheratina tramite la rottura dei ponti disolfuro. Il contatto prolungato o l’uso frequente può appunto causare irritazione, che può anche essere indotta dall’acido metacrilico, utilizzato come “innescanti o primer” nell’applicazione delle unghie artificiali (vedi sito) o dagli indurenti contenenti formaldeide, il cui utilizzo è comunque regolamentato.
La più comune sostanza allergizzante è la resina toluene sulfonamide formaldeide presente nello smalto per unghie. Altri allergeni sono i monomeri di acrilato e cianoacrilato che vengono utilizzati nell’applicazione delle unghie artificiali e possono causare dermatite da contatto allergica e paronichia quando vengono in contatto con l’unghia prima della polimerizzazione. La reazione allergica può verificarsi anche dopo 16 mesi dopo la prima applicazione. L’etilcianoacrilato è utilizzato come collante e può indurre sensibilizzazione. Il verificarsi della reazione allergica porta inoltre alla creazione di un varco per l’entrata di lieviti (della specie Candida), batteri gram-negativi (Escherichia coli, Proteus, Klebsiella, più frequentemente negli adulti), batteri gram-positivi (streptococchi del tipo A, Staphylococcus aureus, Eikenella corrodens, più frequentemente nei bambini) ed anaerobi (Bacteroides, Fusobacterium nucleatum e cocchi gram-positivi, più frequentemente nei bambini). Le infezioni batteriche sembrano aver un ruolo nell’aggravamento della paronichia piuttosto che nella sua patogenesi, mentre il ruolo esercitato dai lieviti non è ancora chiaro. I soggetti affetti da paronichia cronica devono usare misure profilattiche, come l’uso di guanti (doppi) per lavori a contatto con l’acqua e per maneggiare cibo crudo ed anche usare con cautela i cosmetici per unghie.
L’onicolisi è la separazione della lamina dal letto ungueale, con formazione di nuovo spazio che appare solitamente bianco, se questo spazio è colonizzato da Pseudomonas o Aspergillus, acquista invece una colorazione verde-bluastra. Forti irritanti, come gli indurenti contenti formaldeide o altri, possono dar luogo a tale patologia. Sostanze allergizzanti come la resina toluene sulfonamide formaldeide, presente nello smalto per unghie, o i monomeri di acrilato possono anch’essi dar luogo a onicolisi. Anche in questo caso il ruolo della Candida non è stato ancora chiarito. Le misure da adottare sono le stesse già riportate per la paronichia.
L’onicoschizia lamellare è lo sdoppiamento lamellare della parte distale dell'unghia e può essere associata a onicorressi, alterazione delle unghie, che si presentano striate longitudinalmente, fragili e soggette alla esfoliazione della lamina. Il 20 % della popolazione è affetta da questa patologia, con un’incidenza doppia nelle donne. Si pensa che i cosmetici per le unghie, ed in particolar modo i prodotti utilizzati per rimuovere lo smalto, possano esacerbarla.
I rischi potenziali associati all’utilizzo dei cosmetici sono numerosi anche se sottovalutati. Gli autori riportano, infatti, che l’Associazione Americana dei centri per il Controllo degli Avvelenamenti, nel 2004, ha verificato 224,792 casi di esposizione ai cosmetici, che costituiscono la terza causa più comune di esposizione umana, dopo gli analgesici ed i prodotti per le pulizie. Sono soprattutto gli individui in età pediatrica ad essere esposti, ed i cosmetici per le unghie costituiscono più del 12% delle esposizioni. Sebbene gli smalti ed i prodotti per rimuoverli rappresentino la maggior parte dei prodotti coinvolti nell’esposizione accidentale, nell’uomo, i collanti e gli “innescanti o primer”, utilizzati per la costituzione delle unghie artificiali, sono responsabili di circa il 7% delle esposizioni totali. Questo dato riflette sia l’uso crescente di questo tipo di cosmetico che l’abitudine crescente ad eseguirne l’applicazione a casa, piuttosto che in un salone di bellezza e quindi con costi minori. Circa l’85% dei bambini che hanno subito un avvelenamento da unghie artificiali sono stati ad esse esposti nelle proprie case. Nonostante siano sottoposte a regolamentazione sia la confezione (deve essere a prova di bambino) che l’etichettatura di questi prodotti, tuttavia si è visto che ciò non è sufficiente a garantirne la totale sicurezza. Sono soprattutto carenti le informazioni sul prodotto ed inadeguate quelle sui pericoli ad esso associati e sulle istruzioni di primo soccorso.
Particolare attenzione deve essere rivolta al personale che esegue l’applicazione delle unghie artificiali in quanto esposto costantemente a solventi, metacrilati, ed a bassi livelli di neurotossine. Si è visto che spesso queste persone presentano significativi sintomi cognitivi e neurologici.
Un altro problema è quello correlato alla possibilità che le unghie artificiali costituiscano un terreno di coltura per batteri pericolosi, difficili da eliminare anche con appositi saponi. E’ per questo motivo che un associazione di infermieri ha raccomandato che il personale delle sale operatorie mantenga le proprie unghie corte e disadorne.
Non si deve inoltre sottovalutare, secondo gli autori, il pericolo connesso all’utilizzo di strumenti di uso comune , che possono essere contaminati con sangue.
Gli autori concludono quindi sottolineando che l’utilizzo, sia professionale che non, delle unghie artificiali può essere potenzialmente associato ad un rischio e che il consumatore, seguendo delle semplici linee guida, può limitarlo.


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