Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

CHEILITE FOTOALLERGICA CAUSATA DALL’OSSIBENZONE PRESENTE IN UN ROSSETTO
Antonietta Rossi* e Lidia Sautebin*°, *Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

La cheilite è una reazione infiammatoria delle labbra, che può essere causata da fattori esogeni ed endogeni. Tra i fattori esogeni ricordiamo la dermatite allergica da contatto e la dermatite da contatto irritante. Inoltre, possono indurre cheilite diverse allergeni, tra cui gli ingredienti presenti nei cosmetici per le labbra, nelle creme solari, negli smalti per unghie e nei dentifrici (1,2). Uno studio retrospettivo, condotto su 2715 pazienti sospettati di avere una fotodermatosi (3), mostra che, sebbene ci sia un aumento dell’uso di filtri UV nei cosmetici e nelle creme solari, la comparsa di reazioni fotoallergiche è rara. Infatti, in tale studio, solo nel 2,3% dei pazienti sono state individuate delle reazioni fotoallergiche, e l’agente fotoallergico più comune è stato il 3-benzofenone. Di questi il 50% aveva di base una fotodermatosi, principalmente una dermatite attinica cronica o una eruzione polimorfa alla luce. In realtà, anche se raramente, i fenomeni fotoallergici possono indurre cheilite. Infatti recentemente è apparso su Contact Dermatitis (Contact Dermatitis 2006: 55: 54) il caso di una donna di 79 anni, che presentava da 2 mesi, irritazione e gonfiore delle labbra superiori ed inferiori, associato a secchezza, screpolatura ed ulcerazioni. Prima di tale evento, la donna aveva applicato sulle labbra, ad intervalli, della vaselina, un rossetto da lei posseduto e un rossetto commercializzato con il nome di Blistex. Tutti i patch test effettuati sulla paziente (serie standard europea, prodotti a base di menta, cosmetici per le labbra, etc.) diedero risultati negativi, eccetto i fotopatch test effettuati con l’ossibenzone (3-benzofenone), ingrediente presente nelle creme solari. Infatti, i fotopatch test (UVA 5J/cm2) rivelarono una fotoallergia all’ossibenzone, che non si manifestava nei siti non irradiati. In realtà, il rossetto Blistex conteneva ossibenzone, quindi i medici suggerirono alla paziente di non usare più cosmetici contenenti questo filtro UV. Con tale accorgimento, 4 mesi dopo, la cheilite si era risolta. Gli autori sottolineano che eccetto il 3-benzofenone, i più comuni filtri UV fotoallergenici sono stati rimossi dal mercato. Gli autori inoltre sottolineano che, mentre è ben riconosciuta l’allergia da contatto come causa di cheilite, la fotoallergia è raramente considerata come causa. Tuttavia i fotopatch test non sono rutinariamente effettuati e di conseguenza i fenomeni di fotoallergia potrebbero essere sottostimati.

Bibliografia

  1. Ophaswongse S, Maibach HI. Allergic contact cheilitis. Contact Dermatitis 1995:365-370.
  2. Strass RM, Orton DI. Allergic contact cheilitis in the United Kingdom: a retrospective study. Am J Contact Dermat 2003: 14:75-77.
  3. Darvay A, White IR, Rycroft RJG et al. Photoallergic contact dermatitis is uncommon. Br J Dermatolol 2001:145:597-601

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