Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

DERMATITE DA CONTATTO CAUSATA DAL JOJOBA
Antonietta Rossi* e Lidia Sautebin*°, *Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Il Jojoba (Simmondsia chinensis) è un arbusto legnoso perenne che cresce in molti paesi americani ed africani. I semi di jojoba, ricchi di cera liquida, erano usati nella medicina popolare per diverse patologie. È stato riportato, in diversi modelli sperimentali che la cera liquida estratta dai semi di jojoba ha proprietà antinfiammatorie (1). Oggigiorno i semi di di jojoba sono usati frequentemente in cosmetica, in particolar modo nelle creme per il corpo e nei prodotti per i capelli (1-3). In letteratura è riportato un solo caso documentato di dermatite da contatto da jojoba (2). Recentemente è apparso su Contact Dermatitis (Cont Derm 2006: 55: 57) un caso di una reazione di ipersensibilità ritardata alla polvere dei semi di jojoba. Una donna di 43 anni, con una lunga storia personale di allergie al polline delle graminacee, agli acari, ed all’artemisia mostrò, il giorno successivo all’applicazione di una crema per il corpo, delle lesioni eritematose bollose diffuse su tutto il corpo, particolarmente sull’addome e sugli avambracci. La terapia orale con cortisonici provocò una tempestiva remissione delle lesioni ed il recupero completo dopo circa una settimana. Furono condotti sulla paziente dei test dermatologici utilizzando tutti i componenti delle creme cosmetiche : nelumbo lucifera 15% (soluzione salina 0.9%), hibiscus 15% (soluzione salina 0.9%), camellia sinensis 15% (soluzione salina 0.9%), carbomer 1% (soluzione salina 0.9%), cetearyl 1% (vaselina), clorfenesina 1% (soluzione salina 0.9%), mix di parabeni 15% (vaselina), S. chinensis 15% (vaselina) e bambusa arundinacea 15% (vaselina). Fatta eccezione per il patch test con la polvere di S. chinensis (jojoba), tutti gli altri effettuati con le altre sostanze diedero risultati negativi. Settantadue ore dopo l’applicazione del pach test si svilupparono eritema, edema e vescicole. I risultati erano evidenti ancora 48 ore dopo la rimozione del pach specifico. Lo stesso pach test dava risultati negativi in un soggetto di controllo sano. Quattro mesi dopo, sulla donna e su 5 pazienti sani, fu ripetuto il test usando solo S. chinensis 15% (vaselina). Si osservò un risultato positivo solo nella paziente mentre i soggetti sani non manifestarono alcuna reazione. I risultati ottenuti, come sottolineano gli autori, implicano che la paziente ha sviluppato una reazione di ipersensibilità di tipo-IV alla polvere dei semi di jojoba. Quindi dato l’uso diffuso dei prodotti contenenti estratti di jojoba, sono necessari ulteriori studi, per determinare i fattori scatenanti di questi rari fenomeni di sensibilizzazione.

Bibliografia

  1. Habashy RR, Abdel-Naim AB, Khalifa AE, Al-Azizi MM. Antiinflammatory effects of jojoba liquid wax in experimental models. Pharmacol Res 2005: 51: 95-105.
  2. Wantke F, Hemmer W, Gotz M, Jarisch R. Contact dermatitis from jojoba oil and myrostyl lactate/maleated soybean oil. Contact Dermatitis 1996: 34: 71-72.
  3. Scott MJ, Scott MJ Jr. Jojoba oil. J Am Acad Dermatol 1982: 6: 545.

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