ALLERGIA DA CONTATTO INDOTTA DALLA PARA-FENILENDIAMMINA (PPD) CONTENUTA IN TINTURE PERMANENTI PER CIGLIA.
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°, *Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Il reagente comune più attivo, contenuto nelle tinture per capelli, è la para-fenilendiammina (PPD), che si ritiene sia anche uno dei più potenti allergeni da contatto, sia in base a quanto valutato in studi sperimentali eseguiti su animali da laboratorio sia in base all’esperienza clinica (1, 2). La reazione più comune ad una tintura, contenente PPD, è l’ipersensibilità ritardata, ma sono state osservate anche reazioni di ipersensibilità immediata ed anafilassi sistemica, che può risultare mortale (3–6). I soggetti sensibili a questo tipo di allergene sono principalmente parrucchieri e donne (raramente uomini), in quanto vengono più facilmente a contatto con tinture per capelli (7, 8). Un altro gruppo di pazienti a rischio è rappresentato da arabi che sono soliti tingere la barba con questi prodotti (9). Recentemente, un numero crescente di casi di allergia da contatto a tatuaggi all’Hennè, contraffatti con la PPD, che hanno colpito anche molti bambini, ha permesso di porre l’attenzione su questo allergene come già più volte riportato nel sito (10-14).
E’ stato segnalato, infatti, come riportato su Contact Dermatitis vol. 55, 92, 2006, il caso di una donna di 30 anni, la quale ha avvertito una sensazione bruciante agli occhi, dopo che l’estetista le ha tinto le sopracciglia con una tintura permanente nera, specifica per ciglia e sopracciglia (Combinal, Dr Temt Laboratories, Austria). Il giorno successivo al trattamento, la paziente ha manifestato una grave dermatite alle palpebre, che si è protratta per diversi giorni. La paziente aveva, però, una storia di sensibilità al nichel e al cobalto (confermata da patch test) e aveva anche già manifestato reazioni eczematose, nella parte posteriore delle ginocchia, dopo aver indossato calze scure. Aveva, inoltre, manifestato reazioni allergiche ad una particolare marca di mascara, senza, tuttavia, aver mai fatto indagini per scoprirne le cause.
Dopo due settimane dal trattamento cosmetico, la paziente ha consultato il dipartimento di dermatologia del Katholieke Universiteit Leuven, Kapucijnenvoer (Belgio) e le sue condizioni sono risultate palesemente peggiorate, in quanto presentava un intenso prurito, eritema, gonfiore ed essudazione ed una grave congiuntivite, così come eczema nelle regioni peri-orbitali.
Il trattamento con gocce per uso oftalmico ed una pomata antibiotica non ha dato alcun giovamento, mentre l’applicazione di una pomata oftalmica a base di idrocortisone acetato all’1% ha gradualmente curato le lesioni nell’arco di un mese. La paziente è stata sottoposta ad un patch test con una serie standard europea (Trolab, Hermall, Germany) e con coloranti utilizzati nell’industria tessile (Chemotechnique, Malmo, Svezia). La lettura dei risultati del test è stata eseguita dopo 2-4 giorni e si sono osservate reazioni positive sia alla para-fenilendiammina, diluita allo 0.01% e all’1% in pet., sia alla tintura per ciglia Combinal®. La paziente ha manifestato, inoltre, una reazione allergica ad alcune tinture contenenti coloranti azoici: questo dato è stato rilevante per comprendere la causa della reazione allergica che la donna aveva precedentemente manifestato quando aveva indossato calze di nylon, che potevano rappresentare la primaria fonte di sensibilizzazione ai derivati della PPD, con una successiva reazione crociata tra la stessa PPD e tali derivati.
Attualmente, le case produttrici immettono sul mercato continuamente cosmetici per gli occhi alla moda ed innovativi, tuttavia, il desiderio di creare nuovi prodotti dovrebbe essere bilanciato dal bisogno di garantire innanzitutto la sicurezza di questi. Quindi, l’uso di cosmetici, come ombretti o mascara, non dovrebbe risultare pericoloso e, perciò, causa di un’eventuale reazione allergica (15).
Nel 1938 la FDA (Food and Drug Administration), ente americano per la tutela della salute, in particolare nel settore alimentare e farmaceutico, aveva proibito la vendita di tinture per capelli per tingere ciglia o sopracciglia poiché avevano causato gravi danni agli occhi, se non addirittura cecità.
Nel 1933, infatti, due donne furono colpite da una grave reazione allergica ad una tintura permanente per ciglia, chiamata “Lash Lure”: una donna era andata incontro a cecità, mentre l’altra era morta. Questa tintura fu, infatti, il primo prodotto sequestrato dall’autorità della FDA.
E’ opportuno ricordare che non ci sono coloranti approvati dalla FDA per tinture permanenti o per tinture per ciglia e sopracciglia (16). Tuttavia, alcuni centri estetici ed altre strutture di bellezza continuano a promuovere l’uso di queste tinture per capelli per la colorazione di ciglia e sopracciglia. Questa pratica illegale si verifica molto spesso durante i mesi estivi come modo per conservare più a lungo il colore di ciglia e sopracciglia dopo attività all’aperto come il nuoto (17, 18). I conservanti, contenuti sia nei prodotti farmaceutici ad azione locale che nei prodotti cosmetici, sono i principali allergeni in grado di scatenare dermatiti da contatto alle palpebre e congiuntivite. Infatti la PPD, insieme ad eventuali lesioni presenti a livello del cuoio capelluto, è spesso la causa di tali manifestazioni cutanee imputabili all’uso di tinture per capelli. (19-24).
La dermatite allergica da contatto che si manifesta in seguito all’applicazione di una tintura permanente per ciglia e sopracciglia, contenente PPD, è stata, però, raramente descritta: solo Hansson e collaboratori (25) hanno segnalato due pazienti sensibili alla PPD, che avevano manifestato una reazione allergica alla 2-cloro-PPD, presente in una tintura cremosa, mentre Bhat e collaboratori (26) hanno indicato recentemente un caso piuttosto inusuale di xantelasma delle palpebre a seguito dell’uso della PPD.
In diversi paesi europei, in passato, l’uso della PPD è stata alternativamente proibito e riammesso. Tuttavia, dopo la nascita dell’Unione Europea ed un più stretto controllo delle concentrazioni permesse, la PPD viene utilizzata in tutti i paesi dell’Unione (27). Secondo la legislazione europea, la PPD è infatti autorizzata ad una concentrazione fino al 6%, calcolata sia come base libera sia come agente ossidante colorato per le tinture per capelli. Oltre a questa restrizione, è previsto che siano sempre indicate sull’etichetta delle avvertenze, come “Può causare una reazione allergica”, “Contiene fenilendiammina”, “Per uso professionale”, “Usare guanti idonei”, “Non usare per tingere ciglia e sopracciglia” (28). Nella tintura nera Combinal®, a cui si è fatto precedentemente riferimento, le prime quattro avvertenze, ora citate, erano riportate sulla confezione del prodotto, ma il prodotto era raccomandato proprio come tintura per ciglia e sopracciglia. Il produttore ha confermato la presenza di PPD ad una concentrazione del 2.8%, che secondo la sua opinione era in accordo con la legislazione europea. Sul sito www.combinal.com, questo prodotto è pubblicizzato come la tintura per ciglia più popolare al mondo ed è disponibile in varie colorazioni, quali nera, blu e marrone, tutte contenenti PPD, in ordine decrescente di concentrazione, mentre, in base a quanto riportato sul sito www.aestheticnew.com, la Combinal®, marchio che produce la tintura in questione, occupa il primo posto tra le dieci migliori case di vendita che non hanno ancora ricevuto nessun tipo di critica sui propri prodotti, almeno fino ad oggi. Altre marche disponibili di tinture permanenti per ciglia sono Refectocil Tint®, Fortune Dye® e Babor Eyelash Tint®.
Quindi, la PPD è un potente allergene con cui si può facilmente venire a contatto, in quanto fonti inusuali di tale composto sono divenute una realtà, come appena affermato. Sempre più frequenti sono, infatti, gli individui che scelgono trucchi permanenti come modo per risparmiare tempo o perché essi hanno difficoltà nell’applicare un regolare trucco temporaneo, esponendosi così alla PPD.
Con la crescente richiesta di tatuaggi e del trucco permanente, i medici dovrebbero essere maggiormente informati riguardo ai nuovi tipi di utilizzo di prodotti contenenti questo vecchio allergene. Inoltre, sebbene diversi produttori abbiano fatto molti sforzi per migliorare la sicurezza dei cosmetici, alcuni non sono ancora a conoscenza della legislazione cosmetica in vigore o non la rispettano affatto. In ultimo, ma non meno importante, sembra che le strategie di sorveglianza in corso, per difendere la salute del consumatore, non siano adeguate, in particolare perché molti di questi prodotti sono acquistati via internet.
Referenze: