Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

DERMATITE DA CONTATTO CAUSATA DAL BISOLFITO D’AMMONIO CONTENUTO IN UNA CREMA DECOLORANTE PRESENTE IN UNA TINTURA PER CAPELLI
Antonietta Rossi* e Lidia Sautebin*°, *Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

I solfiti sono composti utilizzati come conservanti in cibi e bevande, specialmente nei vini, ma anche in cosmetici, prodotti farmaceutici e fotografici (1). I solfiti di sodio, potassio, calcio ed ammonio possono essere usati per le loro proprietà antibatteriche, antiossidanti e decoloranti. Inoltre è stato riportato che possono indurre asma, shock anafilattico, orticaria ed eczema da contatto (2,3). Quasi tutti i casi descritti riguardano il bisolfito di sodio contenuto negli anestetici locali (3), negli steroidi per uso topico, nelle pomate antifungine, nei colliri, negli impasti per prodotti da forno (4) e nei prodotti fotografici (2). È stato riportato in letteratura un solo caso di reazione avversa causata dal bisolfito di potassio (5). Inoltre, sono stati riportati due casi di dermatite da contatto causata dal bisolfito di ammonio contenuto in una tintura per capelli. Il primo di questi riguarda una donna di 44 anni che sviluppò un eczema sulle sopracciglia dopo l’utilizzo di una crema decolorante contenente bisolfito di ammonio. La paziente risultò positiva al bisolfito di sodio e di ammonio (6). Il secondo caso è stato pubblicato recentemente su Contact dermatitis (2006; 55: 124) e riguarda una donna di 49 anni con una precedente rinite allergica, che da molti anni si tingeva, senza presentare alcun problema, i capelli con l’hennè. Un giorno dopo l’applicazione del colorante all’hennè, che era solita utilizzare, le cominciò a prudere il viso. Ventiquattro ore dopo l’applicazione notò che il prurito si era esteso alla fronte ed alle tempie ed il giorno seguente anche alle orecchie. Dopo tre settimane di trattamento con pomate a base di corticosteroidi le furono effettuati dei pach test, sospettando un’allergia alla tintura per capelli. La paziente inoltre affermò che il parrucchiere, durante la tintura, aveva applicato sul viso due pomate protettive. Dopo 48 ore i patch test diedero risultati negativi per la parafenilendiamina, mentre si ebbero dei risultati positivi alla pomata decolorante Wella. In seguito furono effettuati dei pach test con i singoli ingredienti della crema. Dai risultati si evinse che l’ingredienti responsabile della dermatite era il bisolfito d’ammonio al 2% pet. Quindi bisogna sottolineare che la parafenilendiamina non è l’unico allergene presente nelle tinture per capelli, ma ne sono presenti altri come il bisolfito d’ammonio.

Bibliografia

  1. Bonneau JC. Contact allergy to sulfites: contact allergens, sources of exposure, and clinical profile. Allerg Immunol 1994: 26: 324-326.
  2. Jacobs MC, Rycroft RJ. Contact dermatitis and asthma from sodium metabisulfite in a photographic technician. Contact Dermatitis 1995: 33: 65-66.
  3. Dooms-Goossens A, et al. Local anesthetic intolerance due to metabisulfite. Contact Dermatitis 1989: 20: 124-126.
  4. Apetato M, Marques MS. Contact dermatitis caused by sodium metabisulphite. Contact Dermatitis 1986: 14: 194.
  5. Nater JP. Allergic contact dermatitis caused by potassium metabisulfite. Dermatologica 1968: 136: 477-478.
  6. Pambor M. Contact dermatitis due to ammonium bisulfite in a bleaching cream. Contact Dermatitis 1996: 35: 48-49.

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