Dermatite allergica da contatto dovuta alla tetraidrocurcumina.
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°, *Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
La tetraidrocurcumina è un derivato idrogenato ed incolore dei curcuminoidi naturali di colore giallo, che sono estratti dalla radice di Curcuma longa, una pianta conosciuta anche come Zafferano dell’India o “turmeric” (1). N on è, tuttavia, da confondere con lo zafferano che ha sapore completamente diverso. E’ nativa del Sud Est Asiatico e veniva usata per tingere gli indumenti e come condimento ed anche per le sue proprietà medicinali. La tetraidrocurcumina è presente in diversi prodotti cosmetici, così come i suoi tre sottoprodotti, quali il tetraidrodiferuloil-metano, la tetraidrodemetossi-curcumina e la tetraidrobisdemetossi-curcumina, che sono utilizzati per la loro attività protettrice antiossidante contro i radicali liberi, per le loro proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche ed immunostimolanti, e perché migliorano l’assorbimento e la biodisponibilità transdermica di composti attivi (1). La tetraidrocurcumina è presente, infatti, in numerosi cosmetici usati per schiarire la pelle, per proteggere dai raggi UVB e in preparati antietà, ma anche in prodotti farmaceutici, come gel ad uso topico, utilizzati per il trattamento dei dolori muscolari.
In passato, sulla rivista Contact Dermatitis, sono stati riportati diversi casi di dermatite allergica da contatto, provocati dalla tetraidrocurcumina e dai suoi sottoprodotti. E’ stato descritto, infatti, nel 1987, un caso di dermatite allergica da contatto alla Curcuma longa manifestatasi in un commesso di un negozio di spezie (2), oltre a precedenti casi di allergia alla polvere “turmerica” (“kum-kum”), applicata sulla fronte di alcune donne del sud dell’India (3). Alcuni anni dopo, sono stati riportati altri casi di dermatite alla curcumina, presente in medicamenti (4), in coloranti alimentari (5) e nella clorexidina che ha appunto una colorazione gialla (6) Recentemente, sono stati descritti altri due casi di dermatite allergica da contatto alla tetraidrocurcumina (7).
Dei due casi quello più recente, apparso su Contact Dermatitis (55: 254-255, 2006), riguarda una donna di 53 anni che ha presentato, nell’arco di un anno, vari episodi, della durata di 2 settimane, di gonfiore al viso ed alle palpebre, associato ad orticaria di colore rossastro, squamosa e pruriginosa. La donna non aveva avuto precedentemente nessun problema dermatologico, e le sue abitudini riguardo la cura della pelle del viso si limitavano al lavaggio con acqua e all’applicazione di una crema antietà della Avon® (Avon Cosmetics Limited, Northampton, UK). La donna è stata sottoposta a patch test con una Serie Standard Europea e con i vari prodotti, che era solita utilizzare, ed ha mostrato una reazione positiva proprio alla crema antietà della Avon® (testata tal quale), valutata dopo 48 e 96 ore. Ulteriori pach test, eseguiti con 26 singoli ingredienti, presenti nel prodotto in questione, forniti dalla stessa casa produttrice (Avon Cosmetics Limited), hanno mostrato una reazione positiva solo alla tetraidrocurcumina (1% in pet.), mentre tutti gli altri ingredienti hanno dato esito negativo. Inoltre, 10 soggetti, utilizzati come “controllo”, sono stati sottoposti allo stesso patch test con la tetraidrocurcumina ed hanno dato risultati negativi. Alla paziente è stato consigliato di interrompere l’utilizzo della crema e da quel momento non ha presentato più altre reazioni. Inoltre, le sono state fornite utili informazioni, affinché evitasse l’uso di altri prodotti, contenenti la tetraidrocurcumina e i suoi tre sottoprodotti.
Gli autori sottolineano che questo caso ed i precedenti dimostrano come un crescente numero di pazienti possa sviluppare una dermatite allergica da contatto per esposizione a tale allergene. Infatti, data l’attuale tendenza del consumatore all’utilizzo di prodotti cosmetici e medicamenti, contenenti ingredienti naturali e, la conseguente crescita della biocosmetica, è probabile che si presentino, in futuro, molti più casi di dermatite allergica da contatto per esposizione a sostanze, come la tetraidrocurcumina.
Referenze: