Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

Allergia da contatto occupazionale causata dalla cisteamina cloridrato presente in una soluzione per permanente per capelli

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Riportiamo di seguito l’elaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont Derm 2007:56:295-296) di Marlène Isaksson e Henk van der Walle, inerente al caso di una parrucchiera di 53 anni che, in seguito al contatto con una soluzione per permanente per capelli, ha manifestato una reazione allergica alle dita delle mani. I risultati dei patch test effettuati hanno evidenziato una reazione positiva alla cisteamina cloridrato (CHC), un composto che, come riportato dagli stessi autori, ha sostituito il gliceril tioglicolato (GTG) nelle soluzioni per permanente, dopo che l’utilizzo di quest’ultimo è stato proibito in molti paesi europei ed americani. Gli autori hanno, inoltre, incluso nel presente articolo i risultati di patch test eseguiti, in una clinica olandese, con varie sostanze utilizzate dalla categoria dei parrucchieri, tra cui il CHC. Tali risultati, evidenzierebbero, secondo gli autori, un’esposizione occupazionale a questo composto contenuto nelle soluzioni per permanente.

Recentemente è stato pubblicato sulla rivista Contact Dermatitis (Marlène Isaksson e Henk van der Walle. Occupational contact allergy to cysteamine hydrochloride in permanent-wave solutions. Contact Dermatitis 2007:56:295-296) il caso di una donna di 53 anni, di professione parrucchiera dall’età di 16 anni, che ha manifestato una reazione allergica alle dita delle mani caratterizzata da eritema, edema, sensazione di bruciore e puntura, seguita da desquamazione. Come riportato dagli stessi autori, la donna aveva sofferto di eczema atopico da bambina e da circa 15 anni soffriva di una forma ricorrente di eczema alla mano. Pertanto, la paziente è stata sottoposta a patch test con serie standard di prodotti cosmetici e per capelli, oltre che ai composti utilizzati dalla paziente stessa in ambito lavorativo. I risultati dei patch test hanno evidenziato una risposta negativa sia al gliceril tioglicolato (GTG) che al tioglicolato di ammonio (ATG) contenuti nelle serie standard di prodotti per capelli, mentre è stata rilevata una risposta positiva alla soluzione per permanente per capelli neutra utilizzata dalla paziente per lavoro (Keune Bioperm Vital Extra-Keuna Haircosmetics, Soest, The Netherlands). Gli autori sottolineano il fatto che, nel prodotto in questione, è stata rilevata la presenza di una concentrazione del 5% di cisteamina cloridrato (CHC). La paziente è stata poi sottoposta ad un ulteriore serie di patch test con i singoli ingredienti della soluzione in questione, i cui risultati hanno dimostrato che la paziente ha reagito positivamente solo al CHC 1.0% pet. Inoltre, gli autori evidenziano il fatto che la dermatite ha subito dei miglioramenti quando la paziente indossava guanti protettivi da lavoro e, quindi, non entrava in contatto con la soluzione.
Oltre al caso appena descritto, gli autori hanno incluso nel presente articolo, anche i risultati di patch test eseguiti con varie sostanze utilizzate dai parrucchieri, tra cui il CHC, su 1347 pazienti per un periodo di 10 anni (dal 1994 al 2004) in una clinica olandese. Sedici dei 1347 pazienti hanno manifestato una reazione positiva al CHC 0,5% pet (1,2%), il che secondo gli autori, mette in evidenza un’esposizione occupazionale al CHC contenuto nelle soluzioni per permanenti per capelli in questa categoria di lavoratori.
Dalle indagini condotte dagli autori è emerso che le allergie causate da tali prodotti sono attualmente poco frequenti, principalmente perché sono meno utilizzati rispetto al passato e perché, nella loro formulazione, la maggior parte dei produttori europei non include quasi più il GTG. Al contrario, ATG e CHC sono ancora utilizzati per la preparazione di tali prodotti. In base alle loro ricerche, gli autori hanno riscontrato che in letteratura è riportato un unico caso di allergia da contatto al CHC (1), sebbene tale composto sia impiegato in prodotti che esaltano i ricci ed in prodotti liscianti per capelli, sin dalla metà degli anni ’80, in Europa e negli Stati Uniti, e sin dal 1993 nelle soluzioni per permanenti per capelli. Come riportato dagli autori, il CHC è un agente riducente comunemente impiegato in concentrazioni tra 5% e 12% nella formulazione delle soluzioni per permanente (2). Esso ha una struttura chimica differente dal GTG e ATG. Pertanto, le reazioni crociate tra CHC e tioglicolati sono improbabili. Secondo gli autori, la co-sensibilizzazione può essere la spiegazione più verosimile nel caso di una reazione allergica ad entrambi i tipi di composti. Come descritto nell’articolo sopra menzionato di Landers et al (1), il CHC presenta una serie di vantaggi rispetto agli altri composti impiegati nelle soluzioni per capelli, quali il fatto di reagire a pH neutro e di essere meno dannoso per il fusto del capello, per cui il suo utilizzo viene preferito agli altri nel caso di capelli tinti o danneggiati. Inoltre, mediante patch test, è stato riscontrato che il CHC non permea attraverso i guanti di lattice e non induce l’insorgenza di dermatiti da contatto quando permea attraverso i capelli. D’altra parte, il CHC risulta essere molto più costoso rispetto al GTG ed all’ ATG (1). Per quanto riguarda i risultati provenienti dalla clinica olandese, gli autori hanno osservato che tutti i casi erano correlati all’uso di un’unica marca di soluzioni per permanente in un determinato arco di tempo e, dopo il 2004, non sono stati segnalati altri casi. Gli autori riferiscono che l’esatta ragione di ciò non è chiara, ma sarebbe riconducibile al fatto che i produttori hanno ridotto le concentrazioni di CHC nei prodotti per permanente. Comunque, dal momento che il CHC è impiegato in tali prodotti per capelli e che i parrucchieri sono, pertanto, esposti a questo allergene, gli autori sono dell’opinione che il CHC dovrebbe essere incluso nelle serie di patch test.

Bibliografia

  1. Landers M, Law S, Storrs FJ. Permanent–wave dermatitis: contact allergy to cysteamine hydrochloride. Am J Contact Dermat 2003: 14: 157–160.
  2. Marks JG, BelsitoDV, De Leo VAet al. North American contact dermatitis group patch-test results, 1996–1998. Arch Dermatol 2000: 186: 272–273.

Cosmetovigilanza - Corso di aggiornamento