Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Riportiamo di seguito un’elaborazione dell’articolo recentemente apparso sulla rivista “Journal of Contemporary Dental Practice” di Anil S. (J Contemp Dent Pract. 2007; 4:060-066) inerente al caso di tre pazienti che hanno manifestato una gengivite da plasmacellule (plasma cell gengivitis, PCG) in seguito all’utilizzo di un dentifricio a base di prodotti naturali. L’autore sottolinea che l’uso dei prodotti naturali, sebbene stia acquisendo una crescente popolarità, può essere correlato all’insorgenza di effetti avversi, come la PCG in questo caso, le cui lesioni possono essere associate ad alcune forme di leucemia e mieloma, per cui si tratta di una condizione che necessita una diagnosi precoce.
Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Journal of Contemporary Dental Practice”, il caso di tre pazienti, rispettivamente di 26, 27 e 36 anni, che hanno manifestato un’infiammazione gengivale acuta in seguito all’utilizzo di un dentifricio a base di prodotti naturali (Anil S. Plasma Cell Gingivitis Among Herbal Toothpaste Users: A Report of Three Cases. J Contemp Dent Pract. 2007; 4: 060-066). Come riportato dallo stesso Autore, per tutti e tre i pazienti è stata diagnosticata una PCG, ovvero una rara condizione patologica caratterizzata da una diffusa e massiccia infiltrazione cellulare nel tessuto gengivale (1-3), che clinicamente si manifesta con arrossamento e tumefazione delle gengive con una netta demarcazione lungo il bordo mucogengivale (4). Tale condizione è nota anche con il nome di gengivostomatite atipica (5,6), gengivostomatite idiopatica (7) e gengivostomatite allergica (8).
Il primo caso descritto dall'Autore si riferisce ad una paziente di 27 anni affetta da gengivite eritematosa ed edematosa estesa fino alla giunzione mucogengivale, accompagnata da sanguinamento ed accumulo di placca intorno ai denti. Sulla base dei risultati degli esami del sangue e della biopsia del tessuto gengivale, ed in seguito ad esame microscopico delle gengive, è stato appunto possibile diagnosticare una PCG.
Per quanto riguarda il secondo caso, inerente ad un ragazzo di 26 anni, l’Autore descrive sintomi simili al caso precedente ed, in seguito ai risultati dei vari esami clinici, anche per questo paziente è stata diagnosticata una PCG.
Il terzo caso, invece, riguarda una donna di 36 anni, affetta da un’infiammazione persistente delle gengive, accompagnata da sanguinamento che, come riportato dall’Autore, non ha subito miglioramenti nemmeno in seguito ad una terapia con amoxicillina 500 mg/die per una settimana. Anche in questo caso i risultati degli esami clinici hanno rivelato una grave infiammazione del tessuto gengivale ed è stata, inoltre, riscontrata un’allergia della paziente alla penicillina.
Nei tre casi sopra citati, l’Autore sottolinea il fatto che l’insorgenza della PCG è associata all’utilizzo di un dentifricio a base di ingredienti naturali, tra cui la cannella (Cinnamonum zeylanicum) e che la sospensione dell’utilizzo di tale prodotto è coincisa con un notevole miglioramento e con la remissione dell’affezione gengivale.
Dalle ricerche effettuate dall’Autore stesso è emerso che negli anni ’40 e ’50 le reazioni di ipersensibilità e le cheiliti correlate all’uso di chewing-gum erano molto comuni (9), come riportato da Kerr et al. (7) che hanno descritto un caso di PCG indotta da uno degli ingredienti dei chewing-gum. Infatti, agenti aromatizzanti come cannella e cinnamonaldeide, che sono comunemente inclusi nella formulazione di chewing-gum e dentifrici al fine di mascherare il gusto sgradevole dei pirofosfati, sono riconosciuti come agenti eziologici nelle sviluppo di PCG (10-12). A tal riguardo, l’Autore cita il lavoro di Macleod ed Ellis (1) in cui è descritto un caso di PCG indotta dall’utilizzo di un dentifricio a base di erbe e quello di Miller et al. (12) in cui vengono riportati 14 casi di stomatiti e cheiliti indotte dall’uso di prodotti contenenti cannella come agente aromatizzante. Altre spezie ed erbe, quali chili, pepe e cardamomo, possono essere considerate causa frequente di PCG (9,13).
Nel presente articolo, l’Autore sottolinea il fatto che l’utilizzo di prodotti naturali, sebbene stia acquisendo una crescente popolarità, può essere associato all’insorgenza di effetti avversi, come la PCG. Inoltre, enfatizza il fatto che i sintomi della PCG sono simili a quelli di patologie più gravi, quali ad esempio, leucemia, mieloma, AIDS, lichen planus, lupus eritematoso e pemfigo (4,10,13), per cui è importante effettuare una diagnosi differenziale mediante esami ematologici ed istopatologici per poter distinguere una PCG che è, comunque, una condizione benigna per la cui remissione è sufficiente evitare l’esposizione all’agente eziologico (1).
Bibliografia