Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

Dermatiti allergiche da contatto, in adulti, dovute all’utilizzo di salviettine umidificate per bambini

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Riportiamo di seguito un’elaborazione dell’articolo recentemente apparso su “Contact Dermatitis” (Contact Dermatitis 2007; 57: 97-99) di An Timmermans et al. inerente al caso di quattro adulti di differente età che hanno manifestato una dermatite allergica da contatto con salviettine umidificate per bambini utilizzate o per la propria igiene personale oppure per quella dei loro figli. Gli Autori ritengono che l’allergene responsabile di tali manifestazioni sia stato una miscela di conservanti costituita da metilcloroisotiazolinone e metilisotiazolinone (MCI/MI). Gli Autori riportano, inoltre, che i casi di dermatiti allergiche da contatto segnalati, dovuti all’uso di salviettine umidificate, non sono frequenti, ma probabilmente non sono nemmeno rari. Nel presente articolo, i casi descritti dagli Autori si riferiscono ad un periodo di circa 6 mesi.

Recentemente è stato pubblicato su “Contact Dermatitis” un articolo inerente al caso di quattro adulti, di differente età, che hanno manifestato una dermatite allergica da contatto con salviettine umidificate per bambini utilizzate o per la propria igiene personale oppure per quella dei loro figli (An Timmermans, Sofie De Hertog, Krzysztofa Gladys, Hilde Vanacker and An Goossens. ‘Dermatologically tested’ baby toilet tissues: a cause of allergic contact dermatitis in adults. Contact Dermatitis 2007; 57: 97-99).
Come riportato dagli Autori, il primo caso riguarda una donna di 44 anni che, nel maggio 2006, presentava una dermatite alle mani, che durava da 3 anni ed era localizzata principalmente a livello dei palmi e delle dita. La paziente è stata sottoposta a patch test con serie standard europea e serie per parrucchieri. I risultati dei test hanno evidenziato una reazione positiva a 200 p.p.m. di MCI/MI ed incerta a 100 p.p.m. La paziente utilizzava salviettine umidificate per la cura del suo bambino (Broekies®; Intigen AG, Zug, Switzerland) ed un detergente per la sua igiene intima Lactacyd® (Glaxo Smith Kline Consumer, Zeist, the Netherlands). Questi prodotti contenevano entrambi, come conservante, il MCI/MI. Gli Autori riportano che la paziente aveva risposto negativamente ai patch test, eseguiti utilizzando sia le salviettine umidificate per bambini (saggiate tal quali), sia la confezione semi-aperta del detergente Lactacyd®, da lei utilizzata. Gli Autori sottolineano, inoltre, che la paziente non aveva manifestato sintomi a livello dei genitali. Tuttavia, nel momento in cui la donna ha sospeso l’uso di questi prodotti, la sua dermatite alle mani è chiaramente migliorata.
Il secondo caso riguarda un uomo atopico di 24 anni che soffriva da molti anni di una dermatite alle mani ed al viso. Quando, nel 1999, fu sottoposto a patch test, il paziente aveva manifestato reazioni positive ad una miscela di fragranze (fragrance mix I), ad Euxyl K 400® (miscela costituita da metildibromoglutaronitrile e fenossietanolo) ed al MCI/MI, 100 p.p.m. Poiché i sintomi non sono mai scomparsi del tutto, nel novembre 2006, il paziente è stato nuovamente sottoposto a patch test (presso il Dipartimento di Dermatologia della Struttura Ospedaliera Universitaria di K.U. Leuven, in Belgio, sede di lavoro degli Autori del presente articolo), manifestando ancora una volta una reazione positiva alla miscela di fragranze (fragrance mix I), all’idrossicitronellale ed al MCI/MI, alla concentrazione sia di 100 che 200 p.p.m. Tuttavia, il paziente ha presentato esito negativo al MI saggiato da solo, alle concentrazioni di 1000, 1500 e 2000 p.p.m. Queste sostanze sono state ritenute gli allergeni responsabili dell’evento indesiderato di cui era affetto il paziente, in quanto egli faceva ancora uso di diversi prodotti contenenti fragranze e MCI/MI, quali prodotti per l’igiene personale (shampoo, gel per la cura dei capelli, preparazioni per la doccia e saponi), così come le stesse salviettine umidificate per bambini, che il paziente usava per i suoi figli dell’età di 8 mesi, 2 e 4 anni. A seguito della sospensione dell’utilizzo dei prodotti contenenti tali allergeni, le lesioni del paziente sono notevolmente migliorate, anche se egli veniva ancora in contatto con le salviettine umidificate, utilizzate per i suoi bambini.
Il terzo caso riguarda un uomo di 30 anni che, nel settembre 2006, manifestava una dermatite a livello delle mani, dei piedi, della schiena e dello scroto. Il paziente è stato sottoposto a patch test con serie standard europea, di tinture tessili e con i prodotti che era solito usare a livello cutaneo. I risultati dei test hanno evidenziato reazioni positive alla formaldeide, al MCI/MI, ma solo alla concentrazione di 200 p.p.m., ed ad una crema per mani della Bodysol® (Omega Pharma, Nazareth, Belgium). Gli Autori riferiscono che i sintomi manifestati dal paziente erano dovuti alla presenza nei prodotti di cui faceva uso dei seguenti allergeni: imidazolidinil urea in uno shampoo, diazolidinil urea nella crema per mani Bodysol® e sia imidazolidinil urea che MCI/MI, presenti nelle salviettine umidificate per bambini, che egli utilizzava per l’igiene intima personale.
Il quarto caso riguarda una donna di 48 anni che, nell’ottobre 2006, presentava delle lesioni eczematose sia alle mani sia ai piedi, così come un intenso prurito nell’area genitale. La paziente in questione era solita utilizzare per l’igiene intima personale delle salviettine umidificate per bambini (Broekies®). E’ stato, quindi, ritenuto opportuno sottoporla a patch test con serie standard europea e con i prodotti che ella era solita usare a livello cutaneo. I risultati dei test hanno evidenziato reazioni positive al nichel ed al cobalto, sufficienti a diagnosticare un’allergia ai gioielli, ed al MCI/MI, alla concentrazione sia di 100 che 200 p.p.m. Anche in questo caso, la paziente ha presentato esito negativo al MI saggiato da solo. Sono state utilizzate, inoltre, per i patch test anche le salviettine umidificate (saggiate tal quali), ma non si è osservata alcuna reazione. La paziente ha, in ogni caso, sospeso l’uso delle salviettine e, dopo 3 settimane, il prurito si è significativamente attenuato. Gli Autori riferiscono, inoltre, che la paziente è stata ricontattata dopo 3 mesi dall’esecuzione dei test ed ha riferito di non aver più manifestato prurito a livello genitale, ma di essere soggetta ancora di tanto in tanto a delle lesioni alle mani, specialmente in seguito al contatto con prodotti per la pulizia. Secondo gli Autori si tratta di una dermatite irritante, difatti, la paziente ha dichiarato di non utilizzare alcuna protezione per le mani durante le pulizie domestiche.
Gli Autori riferiscono che solo occasionalmente sono stati riportati casi di allergia da contatto alle salviettine umidificate nei bambini e negli adulti che si prendono cura di loro. Gli allergeni più frequenti, presenti in tali prodotti, sono fragranze e conservanti.
Il MCI/MI è, infatti, ampiamente usato come conservante nei prodotti cosmetici, per l’industria e per la casa, in quanto è efficace a concentrazioni anche molto basse ed ha un ampio spettro d’azione, reagendo contro batteri, muffe e funghi (1,2). Nonostante ciò, tale composto è anche responsabile dell’insorgenza di dermatiti allergiche da contatto.
Come riportano gli Autori, negli adulti, la sensibilizzazione al MCI/MI sembra essere molto più comune tra le donne e tra i pazienti affetti da dermatiti al viso ed alle mani (3).
Tuttavia, gli Autori commentano che, nella loro clinica, è stato riscontrato che l’allergia da contatto al MCI/MI è molto più frequente negli uomini e la frequenza con cui essa si manifesta sta aumentando di anno in anno (dati non mostrati). Molti di questi casi sono dovuti all’uso di cosmetici senza risciacquo (leave-on), specialmente di creme idratanti e salviette umidificate, e recentemente anche di prodotti con risciacquo come saponi liquidi. Tuttavia, gli Autori fanno riferimento a quanto pubblicato, nel 2003, da Tosti et al. (3), secondo i quali il MCI/MI sembra essere una causa frequente di dermatiti da contatto nei bambini, in particolare in 7 dei 95 bambini tra i 3 e gli 11 anni, presi in esame da tale gruppo di lavoro.
Gli Autori sottolineano che le salviettine umidificate, inizialmente introdotte per essere utilizzate dai bambini, sono ora ampiamente utilizzate anche dagli adulti per la loro igiene intima e, talvolta, anche per controllare eventuali pruriti nella zona peri-anale. I principali ingredienti di questi prodotti sono acqua, fragranze, umettanti come sorbitolo, glicerina e propilenglicole e surfattanti, ma anche diversi conservanti, in particolare se privi di alcool, come nel caso delle salviettine Broekies®. Gli Autori, inoltre, fanno riferimento ad un recente lavoro pubblicato da Zoli et al. (4), che è già stato precedentemente riportato nel sito, in cui sono stati analizzati 23 tipi di salviettine per bambini, distribuiti in tutta Italia, per verificare la presenza di eventuali allergeni da contatto. Gli Autori riportano, infatti, che Zoli et al. hanno osservato che nel 91.3% delle salviettine analizzate erano presenti potenziali sensibilizzanti, in particolar modo fragranze e conservanti (5), quali imidazolidinil urea, iodopropinilbutilcarbammato, fenossietanolo, parabeni e MCI/MI, quest’ultimo considerato il principale responsabile di allergie (6,7). Le salviettine umidificate con marchio Broekies® non contengono soltanto conservanti, quali MCI/MI, imidazolidinil urea e clorexidina digluconato, ma anche 12 delle 26 fragranze che devono essere espressamente riportate in etichetta, secondo quanto previsto dalla Direttiva sui Cosmetici 76/768/CEE.
Pertanto, gli Autori commentano che non ha alcuna validità riportare in etichetta la scritta: “dermatologicamente testato”. Come ricordano gli Autori, inoltre, sono stati Guimaraens et al. (8) a descrivere il primo caso di dermatite, che aveva colpito una donna, a seguito dell’utilizzo di salviettine umidificate per la cura del suo bambino, come verificatosi nel primo e secondo caso descritto dagli stessi Autori, mentre nel terzo e quarto caso i pazienti avevano fatto uso di salviettine per la propria igiene intima. Gli autori riportano che tutti e quattro i pazienti da loro esaminati erano affetti da dermatite alla mano. Nel primo caso, essi ritengono che si tratti di una dermatite irritante, mentre nel secondo caso di una dermatite atopica, che rappresenta una condizione predisponente l’insorgenza di un’allergia da contatto. Inoltre, i patch test eseguiti con le salviettine umidificate per bambini, nel primo e quarto caso, non hanno prodotto reazioni positive, ma anche in altri casi sono state riferite reazioni falso-negative (3,5).
Da quanto osservato, gli Autori concludono che i prodotti per l’igiene intima dei bambini non sono poi così sicuri come sembrano, essendo rischiosi anche per gli adulti, che possono sviluppare dermatiti nella zona peri-anale o alla mano, qualora ne facessero uso.
Gli Autori affermano di poter ritenere il conservante MCI/MI l’allergene responsabile delle manifestazioni osservate nei quattro pazienti, tenuto conto che esso era presente nelle salviettine umidificate da loro utilizzate, tutte della stessa marca. Siccome i patch test eseguiti con MCI/MI alla concentrazione di 100 p.p.m. hanno prodotto esiti falso-negativi, le sue proprietà non sono ancora del tutto chiare. Pertanto, secondo gli Autori, è importante stabilire se l’uso del MCI/MI come conservante, ancora frequentemente inserito nella formulazione di cosmetici senza risciacquo, debba essere vietato in tali prodotti.
Nonostante l’introduzione del MI da solo, come conservante nei prodotti cosmetici e per l’industria, il problema delle allergie da contatto dovuto agli isotiazolinoni non sembra risolto, poiché il MI è anch’esso in grado di indurre tali allergie (9). Secondo gli Autori, quindi, sarebbe opportuno un attento monitoraggio. Inoltre, sebbene non sia il caso dei pazienti esaminati dagli Autori, molti pazienti sensibili al MCI/MI reagiscono positivamente anche al solo MI, e pertanto, gli Autori concludono che pazienti allergici al MCI/MI e/o al MI dovrebbero evitare l’esposizione ai prodotti senza risciacquo contenenti MI (10).

Bibliografia:

  1. Mowad CM. Methylchloro-isothiazolinone revisited. Am J Contact Dermat 2000 Jun; 11(2): 115-8.
  2. de Groot AC, Herxheimer A. Isothiazolinone preservative: cause of a continuing epidemic of cosmetic dermatitis. Lancet. 1989 Feb 11; 1(8633): 314-6.
  3. Tosti A, Voudouris S, Pazzaglia M. Contact sensitization to 5-chloro-2-methyl-4-isothiazolin-3-one and 2-methyl-4-isothiazolin-3-one in children. Contact Dermatitis. 2003 Oct; 49(4): 215-6.
  4. Zoli V, Tosti A, Silvani S, Vincenzi C. Moist toilet papers as possible sensitizers: review of the literature and evaluation of commercial products in Italy. Contact Dermatitis. 2006 Oct; 55(4): 252-4.
  5. Blecher P, Korting HC. Tolerance to different toilet paper preparations: toxicological and allergological aspects. Dermatology. 1995; 191(4):299-304.
  6. Minet A, Eggers S, Willocx D, Bourlond A, Lachapelle JM. Allergic contact dermatitis from Kathon CG in moist toilet paper. Contact Dermatitis. 1989 Aug; 21(2): 107-8.
  7. de Groot AC, Baar TJ, Terpstra H, Weyland JW. Contact allergy to moist toilet paper. Contact Dermatitis. 1991 Feb; 24(2): 135-6.
  8. Guimaraens D, Conde-Salazar L, Gonzalez MA. Allergic contact dermatitis on the hands from chloromethylisothiazolinone in moist toilet paper. Contact Dermatitis. 1996 Oct; 35(4): 254.
  9. Thyssen JP, Sederberg-Olsen N, Thomsen JF, Menne T. Contact dermatitis from methylisothiazolinone in a paint factory. Contact Dermatitis. 2006 Jun; 54(6): 322-4.
  10. Gruvberger B. American Contact Dermatitis Society meeting. February 2007, Washington D.C., pers. Comm.

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