Riportiamo di seguito l’elaborazione dell’articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont Derm 2007: 57: 193) di S. M. Winhoven et al., inerente alle allergie indotte dall’utilizzo delle tinture permanenti per capelli che, secondo gli autori, non sempre vengono identificate come causa di problemi cutanei.
Liberata Sportello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” (S. M. Winhoven et al. Toluene-2,5-diamine may be an isolated allergy in individuals sensitized by permanent hair dye. Contact Dermatitis 2007; 57: 193) un articolo riguardante le allergie indotte dall’utilizzo delle tinture permanenti per capelli che, secondo gli autori, è un problema in continuo aumento ma che il più delle volte, è sottovalutato sia dai medici che dai pazienti.
Come riportato dagli autori, i patch test sono generalmente eseguiti utilizzando serie standard contenenti para-fenilendiammina (PPD). E’ noto, tuttavia, che sono comunemente impiegate nella formulazione delle tinture per capelli anche altre sostanze, soprattutto quelle strutturalmente ad essa correlate, in particolare la toluen-2,5-diammina (PTD) che differisce dalla PPD per il fatto che conferisce una colorazione rossa (1).
A tal riguardo, mediante la consultazione delle banche dati, gli autori hanno valutato 10.722 casi di allergia alle tinture per capelli in pazienti sottoposti a patch test. Dalle indagini effettuate dagli autori è emerso che tutti i soggetti erano stati sottoposti a patch test per la PPD, mentre solo 511 simultaneamente per PPD (1% in paraffina) e PTD (1% in pet.).
Lo studio ha evidenziato che dei 164 pazienti risultati allergici, 14 (9%) lo erano solo alla PTD; 65 (40%) solo alla PPD e 85 (51%) ad entrambi. Tra i 14 pazienti allergici solo alla PTD, 13 erano donne con un’età media di 33 anni, 8 erano o erano state parrucchiere, 4 avevano già riportato problemi cutanei attribuibili alle tinture e solo 2 non avevano mai manifestato problemi inerenti alle tinture.
Gli autori hanno riportato, inoltre, che la maggior parte delle imprese produttrici di tinture per capelli utilizza sia la PPD sia la PTD.
Tuttavia, in alcuni paesi è impiegata solo la PTD, soprattutto in quelli in cui l’utilizzo della PPD è stato bandito.
Una recente analisi condotta su 9 prodotti presenti sul mercato danese ha dimostrato che 8 contenevano PTD e solo 1 PPD (2). Gli autori hanno esaminato, inoltre, 2 precedenti studi condotti in Italia ed in Belgio.
Nel primo studio è stato rilevato che dei 261 individui che fanno abitualmente uso di tinture per capelli, 49 (19%) hanno manifestato una reazione positiva ad uno o più ingredienti delle tinture, tra cui la PPD, che è risultata essere l’allergene più frequente (7,3%), subito seguita dalla PTD (4,6%) (3).
Nello studio condotto in Belgio, invece, è stato evidenziato che, dei 5000 pazienti presi in esame, il 7,2% era allergico alla PPD e 1,6% alla PTD (4).
In conclusione, con il presente studio, gli autori hanno posto l’accento sull’importanza di includere la PTD nelle serie standard utilizzate per effettuare i patch test, dal momento che le allergie indotte simultaneamente dalla PPD e dalla PTD sono molto comuni e non è ancora chiaro se ciò sia un fenomeno indipendente o dovuto a reazioni di sensibilità crociata.
Bibliografia: