Riportiamo di seguito l’elaborazione dell'articolo recentemente apparso su “Cutis” di James Kravec e Robert T. Brodell (Cutis 2007; 80: 22) riguardante il caso di un adolescente di sedici anni affetto da una particolare sintomatologia agli occhi causata dall'uso di lenti a contatto cosmetiche.
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II
Recentemente è apparso su “Cutis” il caso particolare di un adolescente di sedici anni, che ha presentato delle anomalie agli occhi, durante un controllo medico di routine per un problema di acne (James Kravee and Robert T. Brodell. Cosmetic Contact Lenses Can Create Diagnostic Confusion. Cutis 2007; 80: 22). Come riportato dagli autori, durante tale visita, il colore dell'iride, di entrambi gli occhi del paziente, era quasi bianco, paragonabile a quello della sclera e le pupille nere rappresentavano gli unici elementi colorati.
Dopo un accurato colloquio, il ragazzo ha riferito di indossare lenti a contatto cosmetiche, che coprivano il normale colore dell'iride. Dopo aver rimosso le lenti a contatto, gli autori riferiscono che il paziente non presentò più tali anomalie. L’eterocromia dell’iride, che è una caratteristica somatica di individui i cui occhi hanno un’iride di colore diverso dall’altra (1) può essere dovuta a diverse patologie.
Gli autori sottolineano che la presenza di iridi di entrambi gli occhi di colore bianco, non è riconducibile a condizioni mediche note. La simmetria delle iridi, affermano gli autori, esclude la sindrome di Waardenburg, di particolare interesse per i dermatologi. La sindrome di Waardenburg, oltre ad un’iride eterocromica asimmetrica, è caratterizzata anche da un’iride di colore blu chiaro, ciocche di capelli bianche, macchie bianche sulla pelle, un prematuro grigiore dei capelli e leggera calvizie (2).
Pertanto, secondo gli autori, i dermatologi, nel formulare la propria diagnosi, dovrebbero tener conto del possibile uso, da parte di un paziente, di lenti a contatto cosmetiche, che possono esistere in una vasta gamma di modelli e colori non naturali.
Inoltre, concludono affermando che, nel caso in questione, è stato necessario effettuare un’anamnesi ed un esame più accurati per confermare che le lenti a contatto erano effettivamente la causa di tali alterazioni.
Bibliografia: