Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

Un raro allergene presente negli smalti per unghie.

Riportiamo di seguito la rielaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont. Derm. 2007; 56: 172-173) di Aude S. Nassif et al., nel quale gli autori descrivono il caso di 3 pazienti che hanno manifestato una dermatite o eczema in seguito all’utilizzo di smalti per unghie contenenti il copolimero anidride ftalica/anidride trimellitica/glicoli (PTGC). Gli autori sottolineano il fatto che una dermatite a tale allergene può essere identificata solo effettuando patch test con gli smalti utilizzati dai pazienti stessi ed analizzando i singoli ingredienti dei prodotti cosmetici per i quali i patch test sono risultati positivi.

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II

Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” (Aude S. Nassif. A rare nail polish allergen: phtalic anhydride, trimellitic anhydride and glycols copolymer. Contact Dermatitis 2007; 56: 172-173) uno studio riguardante 3 casi di dermatite dovuta al copolimero anidride ftalica/anidride trimellitica/glicoli (PTGC).
Il primo caso riguarda una paziente atopica di 20 anni che ha manifestato, nel corso dei 4 anni precedenti, eczema generalizzato e lichenificazione (ispessimento) delle labbra e delle palpebre, che avevano subito un progressivo peggioramento. Tuttavia i patch test eseguiti con le serie standard del Gruppo Internazionale di Ricerca sulle Dermatiti da Contatto (ICDRG) (1) avevano dato, come riportato dagli autori, risultati negativi.
Il secondo caso riguarda una donna di 57 anni che ha manifestato una dermatite ricorrente alle palpebre ed al collo ed una forte distrofia alle unghie. Pertanto, la paziente è stata sottoposta a patch test con serie standard, con la resina formaldeide/toluen/solfonammide (TSFR) e con uno smalto da essa stessa utilizzato che hanno però dato risultato negativi. Le lesioni, come riportato dagli autori, sono persistite per molti mesi e la paziente si è rivolta nuovamente ai medici.
Il terzo caso riguarda una donna di 53 anni, assistente in uno studio dentistico, con una storia personale di dermatite da contatto occupazionale ed asma dovuta alla glutaraldeide, che ha manifestato un eczema alla testa ed al collo per 3 mesi.
Gli autori hanno riportato che sono stati effettuati ulteriori patch test con tutti gli smalti utilizzati dalle donne ed i risultati hanno evidenziato reazioni positive ad alcuni ed una reazione negativa alla TSFR. Come hanno riferito gli autori, i test eseguiti sui singoli costituenti degli smalti, che avevano indotto una reazione positiva, hanno permesso di identificare il PTGC (dall’1% al 5% pet.) come l’allergene responsabile delle dermatiti riscontrate nelle 3 pazienti.
Inoltre, ulteriori patch test, effettuati su 2 pazienti, con i 3 monomeri grezzi, vale a dire anidride ftalica, anidride trimellitica e glicoli, hanno evidenziato una reazione negativa. Il copolimero PTGC deriva, infatti, dalla condensazione di monomeri dell’anidride ftalica, dell’anidride trimellitica, del glicole etilenico e del glicole neopentilico (2,3). Gli autori hanno riportato che tutte le pazienti sono guarite dopo aver evitato il contatto con l’allergene identificato ed hanno sottolineato che le dermatiti allergiche da contatto al PTGC sono rare, sebbene questo copolimero sia stato utilizzato per molti anni nella composizione di smalti per unghie.
In letteratura sono riportati pochi casi (4,5) di dermatiti da PTGC presente negli smalti, di durata compresa tra i tre mesi ed un anno, localizzate al collo, alle palpebre, alle labbra ed alle dita.
In base alle indagini condotte, gli autori hanno rilevato che le dermatiti allergiche indotte dagli smalti per unghie possono produrre una grave lichenificazione delle palpebre, delle labbra e/o del collo o anche una dermatite diffusa. Gli autori hanno sottolineato che, inizialmente, il PTGC non era stato identificato come allergene poiché i patch test erano stati effettuati solo con TSFR che, come essi riferiscono, è considerato il principale allergene responsabile delle dermatiti da contatto dovute agli smalti per unghie (6) e non con gli smalti utilizzati dalle pazienti stesse.
Concludendo, gli autori hanno evidenziato la necessità di effettuare dei test con allergeni presenti nei prodotti usati dai pazienti e di ripetere i test nel caso in cui la dermatite peggiori senza nessuna spiegazione. Inoltre, gli autori consigliano ai pazienti allergici al PTGC di utilizzare, come possibile alternativa, uno smalto per unghie contenente TSFR dal momento che non si verificano reazioni crociate tra i due composti.

Bibliografia:

  1. Lachapelle J M, Ale S I, Freeman S et al. Proposal for a revised international standard series of patch tests. Contact Dermatitis 1997; 36: 121-123.
  2. Budavari S, O’ Neil M J, Smith A, Heckelmann P E , Kinneary J F, (eds). The Merck Index, 12 th edition. Whitehouse Station, NJ, Merck & Co., Inc, 1996.
  3. WenningerJ A, Canterbery R C, Mc Ewen G N Jr (eds). International Cosmetic Ingredient Dictionary and Handbook, 8 th edition. Washington DC, The Cosmetic Toieltry, and Fragrance Association, 2000.
  4. Moffit D L, Sanson J E. Allergic contact dermatitis from phtalic anhydride/trimellitic anhydride/glycol copolymers in nail varnish. Contact Dermatitis 2002: 46:236.
  5. Gach J E, Stone N M, Finch T M. A series of four cases of allergic contact dermatitis to phtalic anhydride/trimellitic anhydride/glycols copolymer in nail varnish. Contact Dermatitis 2005; 53: 63-64.
  6. Rietschel R, Fowler J. Cheilitis and perlèche caused by nail polish. In: Fischer’s Contact Dermatitis, 4 th edition. Williams and Wilkins, 1995; 910.

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