Riportiamo di seguito l’elaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont. Derm. 2008; 58: 122-123) di Stefan Kerre, nel quale l’autore descrive il caso di una paziente affetta da dermatite allergica da contatto in seguito all’utilizzo di una crema cosmetica contenente glicole pentilenico, usato come conservante, umettante e solvente. L’autore ha sottolineato l’importanza del ROAT test come mezzo diagnostico per individuare l’allergene responsabile dell’evento indesiderato.
Liberata Sportello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” il caso di una donna di 56 anni (Stefan Kerr. Allergic contact dermatitis to pentylene glicol in a cosmetic cream. Contact Dermatitis 2008: 58: 122-123) che ha manifestato per una settimana una dermatite al viso con gonfiore delle palpebre. L’autore ha riportato che la paziente non atopica utilizzava da un mese una crema “toleriane riche cream” (La Roche Posay Laboratories, La Roche Posay France) e non faceva uso di altri prodotti. La paziente è stata, pertanto, sottoposta a patch test con serie standard europee, con serie cosmetica belga e con la “toleriane riche cream”. Soltanto la crema utilizzata dalla paziente ha dato esito positivo.
Due mesi dopo, la paziente è stata sottoposta ad ulteriori test con i singoli ingredienti della crema sospetta, che hanno però fornito risultati negativi. Nel frattempo, a causa dell’uso di una nuova lozione per il corpo (L. Widmer), la paziente ha manifestato nuovamente la dermatite al viso. La donna è stata, pertanto, sottoposta ancora a patch test con la “toleriane riche cream” ed anche con la lozione per il corpo L. Widmer. Entrambi i prodotti hanno provocato una reazione positiva. L’autore ha riportato che, poiché i patch test con i singoli ingredienti della lozione per il corpo hanno evidenziato una reazione positiva al glicole propilenico (5% acqua), la paziente è stata sottoposta a patch test con il glicole pentilenico (5% in acqua), uno degli ingredienti della “toleriane riche cream”. Sebbene quest’ultimo patch test abbia dato risultati negativi, la paziente è stata sottoposta al ROAT test (repeated open application test) con lo stesso ingrediente, grazie al quale è stato possibile evidenziarne la positività. Tre volontari sono stati, poi, sottoposti allo stesso test, che ha dato esiti negativi. L’autore ha così riscontrato che la paziente risultava positiva sia al glicole propilenico che al glicole pentilenico.
Come riferito dallo stesso autore, il glicole pentilenico (1,5-pentandiolo) è usato come conservante, umettante e solvente ed ha caratteristiche simili al glicole propilenico. L’autore ha riferito che il glicole pentilenico, come il glicole butilenico ed il glicole esilenico, è utilizzato in alternativa al glicole propilenico perché è considerato meno irritante e meno allergenico. Tuttavia, reazioni allergiche al glicole butilenico(1-3), esilenico(4) e pentilenico(5) sono già state descritte in precedenza. Patch test con tali sostanze sono generalmente effettuati ad una concentrazione in acqua al 5%, che è stata proposta come concentrazione ottimale da Matsunga(6). L’autore ha riferito che, sebbene in uno dei casi descritti in precedenza il paziente ha reagito ad una concentrazione di glicole pentilenico addirittura dello 0,5% in acqua, la paziente del presente caso non ha reagito, invece, ad una concentrazione del 5%. Pertanto, in base all’esperienza descritta dall’autore, dovrebbe essere presa in considerazione una concentrazione più alta (10%).
L’autore ha riferito, inoltre, che il presente caso illustra anche l’importanza del ROAT test come un efficace mezzo diagnostico per individuare l’allergene responsabile dell’evento indesiderato(7). Ha evidenziato, infine, che reazioni crociate al glicole propilenico, in pazienti che hanno manifestato una reazione ad altri glicoli, può essere considerata una possibilità, che non è, tuttavia, per ora mai stata osservata nella pratica.
Bibliografia: