Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

Necessità di usare cautela con i deodoranti.

Riportiamo di seguito l’elaborazione di un articolo apparso sulla rivista “The Indian Journal of Pediatrics” (Indian J Pediatr 2007; 74: 876) di Prasanth Kumar KP et al., nel quale gli autori hanno descritto il caso di un neonato deceduto in seguito all’inalazione di agenti chimici, come il triclosan, contenuto in un deodorante.

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

E’ stato pubblicato sulla rivista “The Indian Journal of Pediatrics” (Prasanth Kumar KP et al. Deodorants - need for caution. The Indian Journal of Pediatrics 2007; 74: 876) il caso estremamente interessante di un neonato di 45 giorni, nato a termine, dopo un periodo prenatale tranquillo, che ha manifestato un inaspettato stato di denutrizione, difficoltà respiratoria ed ingrossamento scrotale.
Come riferito dagli autori, il neonato era in uno stato di shock con gli arti freddi ed umidi. La difficoltà respiratoria era evidente a causa dello stridore inspiratorio e di abbondanti secrezioni orali e nasali. Gli atti respiratori erano 46 al minuto, il battito cardiaco era di 160 al minuto, la saturazione dell’ossigeno era del 90 % ed, inoltre, si avvertivano crepitazioni bilaterali. L’area scrotale si presentava gonfia e con pustule.
Gli autori hanno riferito che il bambino era entrato in contatto con un deodorante a livello del viso, del torace e dell’area genitale, spruzzato scherzosamente dai fratelli maggiori. Il bambino, ricoverato nel reparto pediatrico di terapia intensiva con la diagnosi d’ustioni chimiche, shock ed insufficienza respiratoria, era stato collegato ad un respiratore, dopo essere stato rianimato. Dalle indagini degli autori è emerso che i valori degli elettroliti e dell’emocromo erano risultati normali, mentre il valore della glicemia era alterato (460 mg/dl). Gli autori hanno precisato che la radiografia del torace aveva rivelato opacità eterogenee sviluppatesi in quasi tutta la zona polmonare e si osservava una progressiva paralisi respiratoria. Dopo poche ore il neonato presentò ipotermia con temperatura rettale sui 35°C e bradicardia. Purtroppo, entro 24 ore dal ricovero se ne registrò il decesso.

Gli autori hanno sottolineato che, sebbene l’uso di un deodorante non dovrebbe causare eventi avversi, è possibile che si verifichi un inavvertito sovradosaggio nei bambini che può essere potenzialmente fatale. Pertanto, i pediatri dovrebbero educare i genitori riguardo all’uso di tali prodotti nei bambini, come tenerli lontano dalla loro portata per evitarne un uso indiscriminato. I deodoranti, infatti, sono diventati prodotti comuni in ambito familiare.

Come evidenziato nell’articolo, l’ingrediente attivo in molti deodoranti è un derivato fenolico: il “triclosan (5-cloro-2-fenolo)”. Il triclosan è anche usato in molti altri prodotti, come saponi, colluttori, dentifrici e detergenti per le mani, per le sue proprietà antibatteriche (1). Gli autori hanno sottolineato che, sebbene questo composto sia stato approvato per la formulazione dei deodoranti da parte della Food and Drug Administration (FDA), può rappresentare un rischio per la salute e per l’ambiente. Se somministrato per via topica, il triclosan può provocare irritazione della pelle, vesciche e dermatite da contatto (2). Per via sistemica, anche in piccole quantità, può causare sudorazioni fredde, collasso circolatorio, convulsioni, coma, edema polmonare non cardiogenico, paralisi respiratoria e morte (3).
Gli autori hanno precisato che nel bambino l’ingrossamento scrotale e le vesciche erano secondarie alla grave dermatite. La difficoltà respiratoria di tipo acuto associata ad ipossia ed infiltrati bilaterali, osservati con la radiografia del torace, hanno suggerito una sindrome da distress respiratorio dell'adulto (Adult Respiratory Distress Syndrome, ARDS) causata dall’inalazione polmonare d’agenti chimici. Il triclosan ed altri disinfettanti antimicrobici, come riportato nell’articolo, causano mutazioni genetiche in batteri e virus tali da generare nuove forme nocive per le quali il nostro sistema immunitario non ha difese (4). Gli autori, inoltre, hanno evidenziato che il triclosan e la clorina in combinazione producono cloroformio, che è un sospetto agente cancerogeno per l’uomo (5). Gli autori hanno, infine, messo in evidenza che il triclosan non è stato completamente saggiato ed analizzato per i possibili rischi che può determinare per la salute e l’ambiente.

Bibliografia:

  1. Bhargava HN, Leonard PA. Triclosan: applications and safety. Am J Infect Control 1996; 24: 209-218
  2. Wong ESM, Beck MH. Allergic contact dermatitis from triclosan in antibacterial handwashes. Contact Dermatitis 2001; 45: 307-303.
  3. Varon J, Wenker OC. The Acute Respiratory Distress Syndrome: Myths and Controversies. Intern J Emergen Intens Care Med 1997; vol. 1, n. 1. http://www.ispub.com/journals/ IJEICM/Vol1N1/ards.htm
  4. Triclosan and antibiotic resistance in Staphylococcus aureus. Suller MT, Russell AD. J Antimicrob Chemother 2000; 46: 11-18.
  5. Rule KL, EbbettVR, Vikesland PJ. Formation of chloroform and chlorinated organics by free-chlorine-mediated oxidation of triclosan. Environ Sci Technol 2005; 39: 3176-3185.

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