Riportiamo di seguito l’elaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont Derm 2008; 58: 242–243) di S. E. Jacob et al., nel quale è stato descritto il caso di una bambina di 6 anni affetta da dermatite allergica da contatto associata all’uso di prodotti multivitaminici e di un balsamo per labbra, contenenti cera di carnauba e propoli. Gli autori hanno evidenziato che il consumo di tali sostanze è molto elevato, poiché esse sono presenti in diversi prodotti di largo utilizzo.
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” (S. E. Jacob et al. Allergic contact dermatitis to propolis and carnauba wax from lip balm and chewable vitamins in a child. Contact Dermatitis 2008; 58: 242–243) il caso di una bambina di 6 anni, con una storia di lieve dermatite atopica, affetta da ricorrenti episodi di cheilite (infiammazione cutanea del labbro, che si manifesta con taglietti, gonfiori ed anche ulcerazioni, che partono dagli angoli o dal bordo e si estendono fino alle labbra), accompagnata da una dermatite al viso ed agli arti superiori.
Come riportato dagli autori, la paziente è stata sottoposta a patch-test con specifici agenti chimici e con serie standard di sostanze tessili, farinacei, fragranze, materie plastiche e colle. Dalle indagini eseguite, la bambina ha mostrato risultati positivi alla propoli e alla cinnamaldeide, mentre esiti incerti al dicromato di potassio, al sorbitan sesquioleato, all’ottil gallato ed alla tintura di blu disperso. E’ stato, inoltre, eseguito un test di provocazione con il balsamo per labbra utilizzato dalla bambina (Chap Ice_ Gentle Lips_Cherry Lip Protectant Balm_ by OraLabs Inc., Parker, CO,USA), contenente fragranze naturali ed artificiali e mentolo, che ha dato esito positivo.
La paziente aveva, inoltre, utilizzato un prodotto multivitaminico, denominato “Flintstones™ Gummies-chewable multivitamins” (Bayer HealthCare Leverkusen, Germany), che conteneva una quantità “indefinita” di cera di carnauba e cera d’api (Bayer HealthCare Consumer Relations, personal communication, July 2007). Gli autori hanno dichiarato che, sospendendo l’utilizzo delle vitamine, si è osservato un miglioramento della dermatite.
Come riportato nell’articolo, la propoli è una sostanza resinosa simile alla cera, prodotta dalle api domestiche (Apis mellifera). Le resine parzialmente digerite, ottenute da gemme e corteccia degli alberi, in particolare delle conifere e pioppi, sono unite alla cera d’api per formare questa complessa miscela di circa 50 costituenti, tra cui balsami e resine (55%), cere (30%), oli essenziali (10%), polline ed alcool cinnamilico (5%), vitamine A, B, C ed E, flavonoidi e vari minerali (1).
Il consumo umano di questa sostanza è molto ampio. Essa è, infatti, presente in sciroppi per la tosse, cosmetici, pillole, pastiglie, pomate, lozioni, dentifrici e vitamine (2). Gli autori hanno riferito che sono stati riportati casi di cheilite allergica da contatto in associazione all’utilizzo di tale sostanza (3-5).
Come riportato, inoltre, nell’articolo, i soggetti più a rischio di reazioni allergiche sono i bambini che, frequentemente, sono sensibilizzati alla propoli. Data la presenza di sostanze comuni (acido cinnamilico, alcool cinnamilico e vanillina) (6), i pazienti con sensibilità al Balsamo del Perù (Myroxylon pereirae), salicilati, pioppi e conifere, dovrebbero evitare il contatto con la propoli (7).
Come già detto, la paziente aveva utilizzato vitamine, contenenti cera d’api e cera di carnauba. La cera d’api è spesso contaminata con la propoli; la cera di carnauba, raccolta dalle foglie della Copernicia prunifera, contiene, invece, il 10% d’acido cinnamilico (8). Tali cere sono comunemente aggiunte ai cibi per la produzione di rivestimenti lucidi commestibili (9).
In conclusione, gli autori ritengono che questo caso mostri la necessità di considerare le vitamine masticabili come una possibile fonte d’esposizione e la probabilità che si possano manifestare reazioni crociate tra propoli/cera d’api e cera di carnauba a causa del loro ingrediente comune, quale l’acido cinnamilico, forma ossidata della cinnamaldeide (10).
Bibliografia: