Riportiamo di seguito la rielaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont. Derm. 2008; 59: 52) di O’Connell et al., nel quale gli autori hanno descritto il caso di una paziente che ha presentato un’allergia da contatto, dovuta all’estratto di liquirizia, contenuto in un prodotto cosmetico. Gli autori hanno sottolineato che la liquirizia è comunemente utilizzata nella medicina popolare, per le sue qualità antiallergiche ed è stato, inoltre, dimostrato, in vivo ed in vitro, che ha proprietà antinfiammatorie. Gli autori hanno concluso che la liquirizia può determinare raramente allergia da contatto e che l’allergene, in essa presente, non è stato ancora identificato.
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” il caso di una donna di 35 anni, priva di una storia personale di atopia che, dopo essersi sottoposta ad un trattamento esfoliante al viso, eseguito da un’estetista, ha manifestato eritema e gonfiore acuti al viso, in particolare, un marcato edema alla regione periorbitale, scomparsi dopo circa una settimana (R.L. O’Connell et al. Liquorice extract in a cosmetic product causing contact allergy. Contact Dermatitis 2008; 59: 52). Gli autori hanno riportato che dopo il trattamento è stata applicata sul viso della donna una crema, denominata “Recovery Cream”.
Come riferito dagli autori, dopo la risoluzione dei sintomi, la paziente è stata sottoposta a patch test con la crema che le era stata applicata sul viso (Recovery Cream), con la serie della linea di base europea e con gli allergeni addizionali della serie dei cosmetici e delle fragranze. I risultati del test hanno mostrato una reazione positiva solo alla crema in questione. Come riferito dagli autori, la casa produttrice ha fornito i singoli ingredienti, presenti nella crema, e la paziente è stata sottoposta nuovamente a patch test con tali agenti, opportunamente diluiti. La paziente è risultata positiva all’estratto delle radici di liquirizia (1% pet).
Le radici di Liquirizia (Glycyrrhiza genus), come riferito dagli autori, sono utilizzate, dai tempi antichi, come materiale vegetale grezzo, con finalità terapeutiche. Oggi, sono ampiamente utilizzate da sole nella moderna medicina popolare ed anche in molte preparazioni a base di vari componenti, grazie ad una varietà d’attività biologiche dichiarate, come quelle cicatrizzanti in caso di ferite, antisettiche ed antiallergiche (1).
Dalle indagini condotte dagli autori è emerso che vi sono stati solo due precedenti casi d’allergia da contatto associati alla liquirizia (2,3). Entrambi sono stati segnalati in Giappone, dove gli estratti liposolubili di liquirizia sono comunemente utilizzati nei prodotti schiarenti, molto popolari in Asia. Gli estratti liposolubili di liquirizia, come sottolineato dagli autori, sono estratti etanolici ottenuti dalla Glycyrrhiza glabra Linne. Sono composti di tipo flavonoide, non contenenti glicirizzina. Tale sostanza è un estratto idrosolubile di liquirizia.
Come riferito dagli autori, è stato, inoltre, dimostrato che 2 dei principali componenti della liquirizia, ossia la liquiritigenina e l’acido 18(beta)-glicirretinico, hanno effetti antinfiammatori. Tali componenti hanno effetti anti-pruriginosi in vivo ed inibiscono la degranulazione delle cellule di RBL-2H3, indotta dal legame delle immunoglobuline E con l’antigene, e dei mastociti peritoneali di ratto, indotta dal composto 48/80 in vitro (3).
Gli autori hanno, inoltre, sottolineato che gli estratti di liquirizia bolliti, ottenuti con etanolo, hanno mostrato una forte attività antinfiammatoria mediante riduzione della produzione d’ossido nitrico e della prostaglandina E (2), nei macrofagi murini (RAW254,7), stimolati con lipopolisaccaride (4). La liquirizia ha anche effetti inibitori sulle citochine pro-infiammatorie e sull’espressione di CD14 (5).
In conclusione, gli autori hanno sottolineato che la liquirizia è comunemente utilizzata nella medicina popolare, per le sue qualità antiallergiche ed è stato, inoltre, dimostrato, in vivo ed in vitro, che ha proprietà antinfiammatorie. Essi hanno, infine, concluso che il presente caso evidenzia che la liquirizia può determinare raramente allergia da contatto; inoltre, l’allergene in essa presente non è stato ancora identificato.
Bibliografia: