Riportiamo di seguito la rielaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” di K. Taghipour et al. (Cont Derm 2008; 58: 168–169) riguardante un caso di dermatite dovuta all’olio di ricino (HCO) presente in un deodorante. Gli autori hanno precisato che i più comuni allergeni, identificati in tali prodotti, sono le fragranze; tuttavia, questo caso mostra che l’HCO è un altro possibile allergene presente nei deodoranti. Gli autori hanno, inoltre, sottolineato che è importante che i prodotti siano testati tal quali per evitare risultati falso-negativi.
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” il caso di un uomo di 43 anni che ha presentato una dermatite ascellare in seguito all’utilizzo di un antitraspirante denominato “Clinique antiperspirant deodorant stick”, contenente olio di ricino idrogenato (Hydrogenated Castor Oil, HCO) (K. Taghipour F. Tatnall and D. Orton. Allergic axillary dermatitis due to hydrogenated castor oil in a deodorant. Contact Dermatitis 2008: 58: 168–169).
L’HCO, denominato anche cera di ricino, è ottenuto dall’olio di ricino, aggiungendo idrogeno in presenza di nichel come catalizzatore. L’HCO presenta caratteristiche idrofobiche ed è, pertanto, resistente all’acqua, il che giustifica il suo uso in prodotti come gli antitraspiranti ed i solari a schermo totale. Tale sostanza è utilizzata anche come ammorbidente e per migliorare la viscosità in prodotti quali rossetti, ombretti, fard, idratanti e detergenti.
Come riportato dagli autori, la sensibilizzazione all’olio di ricino è stata riportata in associazione all’uso di rossetti (1), struccanti (2), sostanze utilizzate per rimuovere verruche (3,4) e creme a base d’ossido di zinco (5). Gli autori hanno riferito che l’allergia da contatto all’HCO è rara e non è stata ancora ampiamente descritta.
Il paziente del caso preso in esame dagli autori è stato sottoposto a patch test con una serie standard dipartimentale, che comprendeva due coloranti e l’HCO (al 30% in pet.), con risultati negativi. Tuttavia, i patch test eseguiti con i singoli ingredienti del deodorante, forniti in seguito dal produttore del deodorante usato dal paziente, hanno mostrato reazioni negative a tutti i costituenti, tranne che per l’HCO, saggiato tal quale (100%). Sottoponendo allo stesso test con HCO (tal quale) 10 soggetti, usati come controlli, non è stata evidenziata alcuna dermatite irritativa da contatto.
Come evidenziato dagli autori, l’olio di ricino è un olio naturale ottenuto dai semi di Ricinus communis appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae.
Si tratta di un olio commercialmente importante, composto per circa il 90% da un acido grasso a 18 atomi di carbonio insaturo, denominato acido ricinoleico. Alcuni studi hanno suggerito che l’acido ricinoleico è probabilmente l’allergene presente nell’olio di ricino (6). I ricinoleati sono saponi metallici dell’acido ricinoleico per cui, in particolare per il ricinoleato di zinco, sono stati descritti due casi di dermatite allergica da contatto (7,8). In un primo caso, riportato da Doom-Goossens et al. (7), un paziente, affetto da una dermatite indotta dall’uso di un deodorante e sottoposto a patch test, ha mostrato risultati positivi all’HCO 5% pet., mentre in un secondo caso, descritto da Magrel et al. (8), simile al precedente, il paziente mostrava risultati negativi all’HCO saggiato alla stessa concentrazione.
Gli autori hanno precisato che, nel caso da loro analizzato, il patch test effettuato con l’HCO 30% pet. aveva mostrato risultati negativi, mentre l’HCO non diluito (saggiato tal quale) aveva determinato una reazione allergica. Secondo gli autori, non è sicuro se ciò possa dipendere dalla concentrazione dell’allergene testato o dal fatto che l’allergene è un fattore secondario rispetto ad un’eventuale impurità presente nel campione ottenuto dal produttore.
Come ribadito dagli autori, la dermatite allergica da contatto ai deodoranti è spesso attribuita alle fragranze in essi presenti. Tuttavia, essi hanno sottolineato che anche l’HCO dovrebbe essere considerato un potenziale allergene, in quanto presente nei prodotti per l’igiene personale, tra cui i deodoranti. Per quanto riguarda il caso analizzato, gli autori hanno sottolineato che, se il produttore non avesse fornito la sostanza in questione, probabilmente essa non sarebbe stata considerata e quindi identificata come agente responsabile.
Bibliografia: