Riportiamo di seguito la rielaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont. Derm 2008; 58: 316–317) di Natkunarajah et al., inerente al caso di una donna affetta da dermatite allergica da contatto che si è manifestata in seguito all’uso di salviette detergenti contenenti iodopropinil butilcarbammato. Gli autori hanno posto l’attenzione sull’importanza di eseguire patch test con le salviettine detergenti, quando opportuno, al fine di confermare la diagnosi clinica ed incrementare la conoscenza relativa a questo tipo di dermatite da contatto.
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” il caso di una donna caucasica di 20 anni che, per nove mesi, ha presentato una ricorrente dermatite pruriginosa al viso associata a gonfiore periorbitale (J. Natkunarajah, et al. Allergic contact dermatitis to iodopropynyl butylcarbamate found in a cosmetic cleansing wipe. Cont Derm 2008; 58: 316–317). Come riferito dagli autori, la paziente usava salviette detergenti a base d’olio di Malaleuca alternifolia (Superdrug, London, UK), per rimuovere il trucco.
La donna è stata sottoposta a patch test con le serie standard sia facciali che cosmetiche della Società Britannica per la Dermatite da Contatto (British Contact Dermatitis Society Standard and Facial and Cosmetic series) e con i prodotti cosmetici e con le salviette struccanti da lei utilizzate. Dalle indagini eseguite è emerso che la paziente era positiva sia alle salviette struccanti all’olio di Tea Tree (Malaleuca alternifolia) “Superdrug”, sia allo iodopropinil butilcarbammato (IPBC) allo 0.1%. Gli autori hanno evidenziato che le salviette struccanti erano l’unico prodotto, usato dalla paziente, che conteneva l’IPBC. Inoltre, con la sospensione di tale prodotto, la dermatite al viso è scomparsa.
Come riferito dagli autori, l’IPBC è un bioacido, ossia un agente chimico biologicamente reattivo, con una potenziale azione irritante ed allergizzante, utilizzato originariamente per la conservazione del legno (1,2). Gli autori hanno sottolineato che la Direttiva Europea sui Cosmetici permette l’uso di tale sostanza, come conservante nei cosmetici, ad una concentrazione massima dello 0.1% (3). A tale concentrazione, infatti, studi condotti sugli animali hanno dimostrato che il rischio di sensibilizzazione è basso (4). Tale sensibilizzazione si può manifestare, soprattutto, con una prolungata ed intensa esposizione (5,6).
Come riportato nell’articolo, l’IPBC è attualmente usato negli shampoo, lozioni, borotalco, trucco, creme e prodotti per bambini (2). Gli autori hanno però dichiarato che, nonostante il suo diffuso utilizzo, sono stati riportati in letteratura solo pochi casi di dermatite allergica da contatto causati dall’IPBC, presente nei prodotti cosmetici (2,7,8). Sono, tuttavia, già stati in precedenza segnalati casi di dermatite allergica da contatto all’IPBC, contenuto in salviettine detergenti, e tale fenomeno è in aumento (9).
In conclusione, gli autori hanno posto l’attenzione sull’importanza di eseguire patch test con le salviettine detergenti, ove indicato, al fine di confermare la diagnosi clinica ed incrementare la conoscenza relativa a questo tipo di dermatite da contatto.
Bibliografia