Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

Reattività crociata tra la p-fenilendiammina e la 2-metil-p-fenilendiammina, principali costituenti attivi delle tinture per capelli.

Riportiamo di seguito la rielaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont. Derm. 2008; 59: 189–190) di A. Bregnhøj and T. Menné, nel quale gli autori descrivono il caso di una donna di oltre 50 anni che ha manifestato una reazione allergica in seguito all’applicazione di una tintura per capelli contenente la 2-metil-p-fenilendiammina (toluene-2,5-diamine). Quest’ultima, insieme alla p-fenilendiammina, è uno dei costituenti attivi delle tinture per capelli più ampiamente utilizzato (1), con un elevato potere sensibilizzante (2).

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

In un comunicato stampa del 17 ottobre 2008, l’Unipro (Associazione delle industrie cosmetiche italiane) ha posto l’attenzione sui consumatori “over 50” che, grazie ad un benessere diffuso e ad un miglioramento della vita, fanno un uso sempre maggiore di prodotti cosmetici. Infatti, su 9.000 milioni di euro di cosmetici acquistati in Italia, oltre 2.200 milioni sono dagli “over 50” (dati relativi al 2007).
Così come è in aumento l’uso di tali prodotti nei consumatori “over 50”, così è in aumento probabilmente l’insorgenza di effetti indesiderati associato al loro uso. A tal proposito, infatti, riportiamo il caso, che recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” (A. Bregnhøj and T. Menne Primary sensitization to toluene-2,5-diamine giving riseto earlypositive patch reaction to p-phenylenediamine and late to toluene-2,5-diamine Contact Dermatitis 2008: 59: 189–190), inerente ad una donna di 54 anni che ha eseguito una tintura per capelli in un salone di bellezza, con 4 differenti tonalità di coloranti per capelli “Wella”.
Gli autori hanno riferito che la donna, nella settimana successiva all’applicazione della tintura, ha manifestato eritema, edema e desquamazione del viso, collo e braccia. Come riportato nell’articolo, la donna aveva effettuato, in precedenti occasioni, una tintura per capelli con 3 delle tonalità già utilizzate senza mostrare nessuna reazione allergica mentre, durante l’ultima colorazione effettuata, è stata aggiunta una quarta tonalità più scura. Gli autori hanno evidenziato che la paziente non era mai stata sottoposta a patch test per cui non era a conoscenza di una sua eventuale sensibilizzazione ai coloranti.
La donna è stata, pertanto, sottoposta a patch test con serie Europea, contenente l’1% di p-fenilendiammina (PPD, base libera) e di 2-metil-p-fenilendiammina (PTD; INCI toluene-2,5-diamine, base libera) e prick test, incluso il lattice. La paziente è risultata positiva alla PPD al terzo (?) ed al quarto giorno (+), con una positività ancora maggiore al settimo giorno (++) ed alla PTD (+) solo al settimo giorno. Gli autori hanno sottolineato che sono stati esaminati tutti gli ingredienti contenuti nei 4 coloranti. Nessuno conteneva PPD, mentre la PTD solfato era presente in tutti, indicando quindi che la paziente era stata esposta solo alla PTD. Tuttavia i patch test avevano mostrato un’iniziale positività alla PPD ed una reazione positiva alla PTD soltanto al settimo giorno. Pertanto, la reazione osservata potrebbe essere spiegata, secondo gli autori, in funzione di una reattività crociata che si manifesta, frequentemente, tra PPD e PTD (3,4).
Gli autori sono, inoltre, dell’opinione che la lettura dei risultati al terzo giorno è insufficiente per stabilire se un paziente si sia sensibilizzato ad una tintura per capelli. Come raccomandato in letteratura, è più attendibile una lettura al quinto/settimo giorno (5). Infatti, in uno studio di popolazione, la sola lettura al secondo giorno ha evidenziato una prevalenza di allergia alla PPD del 3,6% rispetto al 4,8% ottenuto con una lettura eseguita al quarto giorno (6). Infine, gli autori hanno mostrato la loro perplessità in merito all’esecuzione del test con PTD diluito all’1%, suggerendo diluizioni più alte.

Bibliografia:

  1. Sosted H, Menne T, Johansen J D. Patch test dose-response study of p-phenylenediamine: thresholds and anatomical regional differences. Contact Dermatitis 2006; 54: 145–149.
  2. Sosted H, Basketter D A, Estrada E, Johansen J D, Patlewicz G Y. Ranking of hair dye substances according to predicted sensitization potency: quantitative structure-activity relationships. Contact Dermatitis 2004; 51: 241–254.
  3. Xie Z, Hayakawa R, Sugiura M, Kojima H, Konishi H, Ichihara G, Takeuchi Y. Experimental study on skin sensitization potencies and crossreactivities of hair-dye-related chemicals in guinea pigs. Contact Dermatitis 2000; 42: 270–275.
  4. Picardo M, Cannistraci C, Cristaudo A, De L C, Santucci B. Study on cross-reactivity to the para group. Dermatologica 1990; 181: 104–108.
  5. Frosch P J, Menne T, Lepoittevin J -P. Contact Dermatitis, 4th edition, Berlin, Springer-Verlag, 2008: 374–375.
  6. Natsuaki M. Results of patch testing with standard allergens of the Japanese Society for Contact Dermatitis and topical non-steroidal anti-inflammatory preparations in 1998. Environ Dermatol 2000; 7: 1–5.

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