Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Il Centro di Ricerca Congiunto (Joint Research Centre, JRC) è stato originariamente fondato sotto il Trattato del 1957 che istituiva la Comunità Europea sull’Energia Atomica (Euratom). Il ruolo dell’Euratom è ancora oggi quello di promuovere la sicurezza nucleare in Europa ma, dal momento dell’istituzione, anche il JRC ha contribuito a raggiungere tale obiettivo con la sua continua attività di ricerca. Il JRC ha, tuttavia, nel tempo, allargato il campo d’azione, interessandosi anche alla sicurezza ed alla protezione generale dei consumatori.
Come riportato in un comunicato pubblicato il 7 gennaio 2009 sul sito del JRC, il Centro Europeo per la Validazione dei Metodi Alternativi (European Centre for the Validation of Alternative Methods, ECVAM) è parte dell’Istituto per la Salute e la Protezione dei Consumatori (Institute for Health and Consumer Production, IHCP), che è peraltro uno dei sette istituti scientifici del JRC della Commissione Europea. L’ECVAM è stato creato dalla Commissione Europea nel 1991 per cercare delle valide alternative all’uso degli animali per fini sperimentali o comunque scientifici. Pertanto, non dovrebbe essere eseguito alcun esperimento se è disponibile un altro metodo scientificamente soddisfacente, che permette di ottenere i risultati cercati senza comportare l’uso d’animali.
L’ECVAM ha recentemente ultimato la valutazione e la validazione d’altri due metodi, che prevedono l’uso di cellule umane cutanee, per test in vitro, al fine di saggiare le sostanze chimiche.
Come riportato nel comunicato, molti dei prodotti d’uso quotidiano, come quelli per l’igiene personale, shampoo ed altri cosmetici, sono usati con la convinzione che essi siano sicuri e che non causino irritazioni o danni alla cute. In realtà, gli ingredienti, usati in tali prodotti, prima dell’immissione in commercio, sono generalmente testati, per la loro sicurezza d’uso, su cute di coniglio. Tuttavia, i test eseguiti sugli animali hanno numerosi inconvenienti; infatti, oltre al problema etico, vi è anche, secondo il JRC, una “valutazione” alquanto soggettiva d’eventi avversi piuttosto che una misurazione empirica di parametri definiti. Inoltre, la cute di coniglio differisce sostanzialmente da quell’umana.
I nuovi metodi in vitro validati, denominati SkinEthic RHE ed EpiDerm SIT, sono realmente capaci di distinguere il grado di pericolosità per la cute umana delle sostanze senza la necessità di ricorrere ai test sugli animali. Insieme al test EPISKIN, validato l’anno scorso, sono, pertanto, disponibili 3 modelli cutanei in vitro, validati dall’ECVAM. Il test su coniglio per l’irritazione cutanea può essere, quindi, considerato obsoleto.