Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

Idrossietilacrilato: un potenziale allergene nelle creme cosmetiche?

Riportiamo di seguito l’elaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont Derm 2008; 59: 321–322) di Nathalie Lucidarme et al., nel quale gli autori hanno riportato il caso di una donna che ha manifestato sulle braccia, addome, cosce e gambe, una dermatite allergica da contatto acuta, in seguito all’applicazione di una crema anticellulite/rassodante, contenente il 2-idrossietilacrilato che, come dichiarato in etichetta, doveva essere in forma di copolimero e non di monomero. I monomeri acrilici sono allergenici, mentre i prodotti polimerizzati hanno una capacità allergenica nulla o ridotta, per la presenza di una piccola quantità di monomero, lasciata come impurezza. Tuttavia, se resta una quantità sufficiente di monomero, questa può indurre/elicitare una reazione allergica da contatto. Sfortunatamente, nel caso in questione, quando l’allergene è stato identificato, il prodotto era già stato ritirato per cui gli autori non hanno potuto analizzare la quantità di monomero presente nella crema.

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” (Nathalie Lucidarme, Olivier Aerts, Rik Roelandts and An Goossens. Hydroxyethyl acrylate: a potential allergen in cosmetic creams? Contact Dermatitis 2008; 59: 321–322) il caso di una donna di 43 anni, non atopica, con allergia nota al nichel ed al thiomersal, che ha presentato, nel luglio 2007, un’eruzione eczematosa papulo-vescicolare, associata ad orticaria, a livello delle braccia, addome e cosce. A livello delle gambe, la paziente ha, invece, presentato una dermatite edematosa ed essudativa, con croste gialle. Due settimane prima di tale manifestazione, la paziente ha dichiarato di aver usato per la prima volta una crema “anticellulite/rassodante” (ThalgoSculpt®, Thalgo, Australia). E’ stata, pertanto, sospettata una dermatite allergica da contatto acuta dovuta alla crema. La paziente è stata trattata prima con corticosteroidi topici e poi sistemici. Tuttavia, 20 giorni dopo aver sospeso la terapia, ha presentato nuovamente un’irritazione a livello del torace, addome e cosce, dopo aver verniciato il pavimento di casa.
Nell’ottobre del 2007, la paziente è stata sottoposta a patch test con la serie di base europea (Trolab, Hermal, Reinbek, Germany), cosmetica e tessile e, per richiesta del suo dentista, anche con la serie di acrilati (Chermotechnique, Malmö, Svezia), così come con la crema rassodante ThalgoSculpt e gli ingredienti in essa contenuti.
I patch test hanno confermato l’allergia da contatto, già nota, al nichel ed al thiomersal. Sono state, inoltre, osservate altre reazioni positive, come alla crema ThalgoSculpt (saggiata tal quale), al 2-idrossietilacrilato (HEA) (0.1% pet.), al 2-idrossietil-metilacrilato (2-HEMA) (2% pet.) e, ad una successiva lettura, all’etilenglicole di metacrilato (EGDMA) (2% pet.), al metil metacrilato (MMA) (2% pet.) ed alla cloracetamide (0.2% pet.).
Gli acrilati costituiscono, come ribadito dagli autori, un largo gruppo di sostanze chimiche derivate dall’acido acrilico. Nei cosmetici, l’allergia da contatto ai (meta)acrilati può essere causata, sia in ambito occupazionale che non, dall’esposizione ad unghie artificiali ed alla colla usata per la loro applicazione (1,2). I monomeri acrilici sono allergenici, mentre i prodotti polimerizzati hanno una capacità allergenica nulla o ridotta, per la presenza di una piccola quantità di monomero, lasciata come impurezza. Tuttavia, se resta una quantità sufficiente di monomero, questa può indurre/elicitare una reazione allergica da contatto.
Il 2-HEA è un monomero acrilico usato nella preparazione d’inchiostri per stoffe o per procedure innovative di stampa. In accordo con le informazioni fornite dalla ditta, così come secondo quanto riportato sull’etichetta della crema usata dalla paziente, l’HEA era elencato tra gli ingredienti come copolimero, nel modo seguente: “…, Fragrance, Hydroxyethyl Acrylate/Sodium acryloyldimethyltaurate copolymer, Macrocystis pyrifera extract, …”. I copolimeri acrilati sono usati nei cosmetici come agenti sospendenti, leganti, filmogeni e viscosanti, come fissativi per capelli e stabilizzanti d’emulsioni. Dopo polimerizzazione, pochissimi sono i monomeri che persistono come residui.
Sfortunatamente, quando l’allergene è stato identificato, il prodotto era già stato ritirato per cui gli autori non hanno potuto analizzare la quantità di monomero presente nella crema.
Come dichiarato dagli autori, non vi sono stati altri casi di dermatite allergica da contatto dovuta alla presenza degli acrilati in tali prodotti. Poiché l’irritazione è comparsa solo dopo 2 settimane dall’applicazione, la crema rassodante probabilmente ha causato una primaria sensibilizzazione al 2-HEA. Tuttavia, 2 mesi più tardi, quando la paziente ha verniciato il pavimento di casa, la dermatite si è ripresentata. Il foglietto informativo della vernice riportava, infatti, la seguente dicitura: “vernice resistente all’acqua, contenente acrilato di poliuretano”; tuttavia, gli autori hanno sottolineato che tali foglietti informativi non sono affidabili (3).
Sono state osservate, inoltre, reazioni positive tardive all’EGDMA e al MMA, che non sarebbero state evidenziate se non fossero state eseguite delle letture addizionali. Come dichiarato dagli autori, ciò è in accordo con quanto precedentemente riportato in letteratura per: 2-HEA, 2-idrossipropil acrilato (HPA), 2-HEMA, 1,4-butandiol-dimetacrilato (BUDMA), 1,6-esandiol-diacrilato (HDDA), tetraidrofurfuril-metacrilato (THFMA), trietileneglicol-diacrilato (TREGDA), 1,4-butandiol-diacrilato (BUDA), di etilenglicole diacrilato (DEGDA) (4) e EGDMA (5). In questi casi, è stato presentato un esempio di reazione simultanea al 2-HEMA, all’EGDMA ed al MMA. Tuttavia, la paziente del presente caso ha reagito anche ad altri metacrilati e a diversi acrilati. Gli autori hanno, inoltre, dichiarato di non aver potuto evidenziare alcuna relazione con la cloracetamide, un conservante che ha dato esito positivo al patch test.
In conclusione, il caso descritto dagli autori ha riguardato una paziente affetta da una grave dermatite allergica da contatto, manifestata in seguito all’uso di una crema rassodante contenente il 2-HEA. I patch test non hanno identificato nessun altro potenziale allergene presente nel prodotto. Sfortunatamente, la crema non era più disponibile per l’analisi chimica. In accordo con i dati di letteratura, i monomeri acrilati, ai livelli trovati nelle formulazioni cosmetiche, non dovrebbero rappresentare un problema. Tuttavia, come in questo caso, se residui di monomeri sono ancora presenti nelle creme, in una concentrazione sufficientemente alta, essi possono causare reazioni allergiche da contatto.

Bibliografia

  1. Lazarov A. Sensitization to acrylates is a common adverse reaction to artificial fingernails. J Eur Acad Dermatol Venereol 2007: 21: 169–174.
  2. Geukens S, Goossens A. Occupational contact allergy to (meth)acrylates. Contact Dermatitis 2001: 44: 153–159.
  3. Henriks-Eckerman M L, Kanerva L. Product analysis of acrylic resins compared to information given in material safety data sheets. Contact Dermatitis 1997: 36: 164–165.
  4. Goon A, BruzeM, Zimerson E, Goh C, IsakssonM.Contact allergy to acrylates/methacrylates in the acrylate and nail acrylics series in southern Sweden: simultaneous positive patch test reaction patterns and possible screening allergens. Contact Dermatitis 2007: 57: 21–27.
  5. Goon A, Isaksson M, Zimerson E, Goh C, Bruze M. Contact allergy to (meth)acrylates in the dental series in southern Sweden: simultaneous positive patch test reaction patterns and possible screening allergens. Contact Dermatitis 2006: 55: 219–226.

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