Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

Complicazioni derivanti dalla depilazione laser, condotta da personale non medico.

Riportiamo di seguito l’elaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Can Fam Physician” (2009; 55: 50-52) di Sergio Vano-Galvan e Pedro Jaen, nel quale gli autori hanno affrontato una tematica di grande attualità, come le complicazioni derivanti dalla depilazione laser. La tecnica laser è il metodo più efficace per l’eliminazione, a lungo termine, dei peli ed è, pertanto, diventata molto popolare. Tale tecnica consiste nella distruzione dell’unità follicolare e la sua abilità nel rimuovere il pelo, senza danneggiare l’area cutanea circostante, è basata sulla foto-termolisi selettiva.
Come riportato dagli autori, le lesioni che possono insorgere in seguito al trattamento appaiono, generalmente, come macchie iperpigmentate, sul collo, viso, braccia ed inguine; altri effetti collaterali includono pigmentazione cutanea, formazione di cicatrici, eritema reticolato e complicazioni oculari. Questi effetti collaterali sono molto frequenti, soprattutto se la procedura è eseguita da personale inesperto. Gli autori hanno, peraltro, sottolineato che il medico di famiglia dovrebbe essere in grado di riconoscere tali complicazioni cutanee al fine di diagnosticarle e trattarle correttamente.

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Can Fam Physician” (Sergio Vano-Galvan and Pedro Jaen. Complications of nonphysician-supervised laser hair removal. 2009; 55: 50-52) un articolo riguardante le possibili complicazioni derivanti dalla depilazione mediante tecnica laser condotta da personale non medico.
Come riportato nell’articolo, i metodi tradizionali d’eliminazione dei peli spesso non sono soddisfacenti perché non duraturi e ciò fa sì che la presenza di peli non desiderati continui a tormentare molti individui. Le vecchie tecniche di depilazione includono l’uso di rasoi e cerette, la depilazione chimica e l’elettrolisi, ma esse determinano risultati temporanei. L’invenzione della foto-termolisi e lo sviluppo di vari sistemi laser, con un’ampia gamma di lunghezze d’onda, hanno reso possibile un’eliminazione effettiva dei peli.
Come riportato dagli autori, dall’approvazione dei primi dispositivi laser nel 1996, vi è stato un aumento “esplosivo” ed un progresso continuo di tale tecnica di depilazione. Il laser produce un fascio di luce altamente concentrata, che è assorbita in modo selettivo dalla melanina (un cromoforo endogeno) contenuta nel bulbo del follicolo pilifero. Per un processo denominato foto-termolisi selettiva, l’energia luminosa si trasforma in energia termica, provocando un vero e proprio danno delle cellule staminali del bulbo pilifero. Tale tecnica, che consiste, quindi, nella distruzione dell’unità follicolare e nell’abilità a rimuovere il pelo, senza danneggiare l’area cutanea circostante, dipende proprio dalla foto-termolisi selettiva, teoria secondo la quale, in particolari condizioni di lunghezza d’onda, durata della pulsazione e fluidità, il danno termico è confinato al bersaglio (nel caso specifico, la melanina) (1).
La depilazione con la luce laser può essere realizzata, in teoria, mediante 3 meccanismi: distruzione foto-termica attraverso riscaldamento locale, distruzione foto-meccanica attraverso la generazione d’onde d’urto o distruzione foto-chimica attraverso la creazione di radicali tossici, come quelli dell’ossigeno o radicali liberi (2). Sfruttando la teoria della foto-termolisi selettiva, la depilazione laser è più efficace nei pazienti con carnagione chiara e peli scuri. I pazienti con carnagione più scura sono più difficili da trattare, sebbene ciò sia possibile. E’ in fase di valutazione l’efficacia della radiofrequenza combinata e dei dispositivi ottici, così come della terapia foto-dinamica, per il trattamento dei peli più chiari.
La tecnica laser è, quindi, il metodo più efficace, ora disponibile, per l’eliminazione a lungo termine dei peli, sia per gli uomini che per le donne (3). Le giovani donne, infatti, richiedono spesso di sottoporsi a sedute di depilazione, mediante tale procedura.
Nel processo di depilazione è importante l’assorbimento della luce da parte del bulbo pilifero pigmentato e del follicolo circostante, perciò le pazienti dovrebbero evitare l’uso di pinzette, cerette ed elettrolisi, prima di sottoporsi ad una seduta con il laser. E’ possibile, invece, radere e decolorare i peli, in quanto ciò preserva il bulbo del pelo. Possono anche essere usate le creme depilatorie, che probabilmente alterano di meno il follicolo rispetto alla pinzetta, ceretta ed elettrolisi.
Come sottolineato dagli autori, la popolarità della depilazione laser continua ad aumentare, soprattutto grazie al fatto che garantisce un trattamento veloce, sicuro ed efficace dei peli non desiderati.
Numerosi studi pubblicati hanno confermato l’efficacia a lungo termine di tali trattamenti. Tuttavia, i vantaggi reclamizzati suggeriscono spesso che la depilazione laser è priva d’effetti collaterali (4-6).
In realtà, in seguito alla depilazione laser si può osservare spesso l’insorgenza di complicazioni. Le più frequenti sono la formazione di cicatrici e le alterazioni pigmentarie, meno frequenti l’eritema reticolato e le complicazioni oculari. La depilazione a livello dell’area periorbitale dovrebbe essere, infatti, eseguita con cautela finché non saranno intrapresi altri studi in merito al potenziale danno che tale tecnica può determinare sulle strutture intraoculari.
In attesa di informazioni più dettagliate, i pazienti devono essere in ogni modo informati dei possibili effetti collaterali gravi associati a questa procedura cosmetica.
Sebbene l’incidenza complessiva di tali effetti avversi sia bassa e transitoria, essi sono più frequenti soprattutto se la procedura d’eliminazione è eseguita da personale inesperto (7,8).

A tal proposito, gli autori hanno riportato il caso di una donna di 28 anni che ha manifestato particolari lesioni dolorose sul collo, che è peraltro la sede più frequentemente colpita in seguito alla depilazione laser, soprattutto in quelle donne affette da irsutismo, associato alla sindrome ovarica policistica. Simili lesioni possono essere osservate molto frequentemente anche in altre aree, come le braccia e l’inguine. Le lesioni della paziente in questione sono comparse 8-10 ore dopo la sua prima seduta di depilazione laser, eseguita presso un centro estetico.
Dopo un’accurata indagine, la paziente ha ammesso che nessun medico era presente durante la procedura di depilazione. L’esame dermatologico successivo ha rivelato 3 macchie lineari iperpigmentate ed una lesione lineare eritematosa, senza essudazione od edema, limitate all’area di contatto con il laser. A causa della caratteristica disposizione parallela delle lesioni, è stata fatta una diagnosi d’ustione di primo grado post-laser. Dopo due applicazioni giornaliere di corticosteroidi topici, è stato osservato un parziale miglioramento delle lesioni; tuttavia, dopo 6 mesi, la pigmentazione cutanea e le cicatrici, formatesi nell’area trattata, non erano ancora completamente risolte.
Gli autori hanno anche sottolineato che le complicazioni cutanee derivanti dalla depilazione laser dovrebbe essere riconoscibili anche da parte del medico di famiglia. Concludono, infine, affermando che la conoscenza degli effetti collaterali cutanei associati alla depilazione laser, nonché la conoscenza della loro manifestazione clinica, rappresentano fattori importanti per una valida prevenzione, così come per una corretta diagnosi ed un adeguato trattamento delle complicazioni che potrebbero insorgere.

Gli autori hanno, infine, commentato che l’aumento dell’incidenza, presso la loro struttura ospedaliera, degli effetti collaterali associati alla tecnica laser per la depilazione, eseguita da personale non medico, ha portato a condurre una ricerca bibliografica in PubMed MEDLINE e PubMed Central, considerando un periodo compreso tra il 1996 ed il 2008 ed usando 4 termini o parole chiave: laser hair removal, sia da sola sia in associazione con nonprofessional, nonphysician o complications.
Da tale revisione, gli autori hanno potuto evidenziare alcuni aspetti importanti, che potrebbero essere di particolare interesse clinico per i medici di famiglia.
In seguito al trattamento laser per la rimozione dei peli si può osservare l’insorgenza di complicazioni, che possono essere ridotte se si comprendono i meccanismi alla base del trattamento laser. L’obiettivo di tale tecnica è quello di danneggiare le cellule staminali a livello del bulbo del follicolo pilifero, avendo come bersaglio la melanina, il cromoforo endogeno usato dai dispositivi laser e dalle lampade per rimuovere il pelo. Si ha una riduzione dell’assorbimento da parte dei cromofori competenti, ossiemoglobina ed acqua, presenti a livello cutaneo e pilifero, tra i 690 ed i 1000 nm, il che rende tale intervallo ideale per i dispositivi laser (6).

Bibliografia

  1. Dierickx CC. Hair removal by lasers and intense pulsed light sources. Dermatol Clin 2002; 20: 135-46.
  2. Wanner M. Laser hair removal. Dermatol Ther 2005; 18: 209-16.
  3. Goldberg DJ. Laser- and light-based hair removal: an update. Expert Rev Med Devices 2007; 4: 253-60.
  4. Bouzari N, Tabatabai H, Abbasi Z, Firooz A, Dowlati Y. Laser hair removal: comparison of long-pulsed Nd:YAG, long-pulsed alexandrite, and long-pulsed diode lasers. Dermatol Surg 2004; 30 (4 Pt 1): 498-502.
  5. Liew SH. Laser hair removal: guidelines for management. Am J Clin Dermatol 2002; 3: 107-15.
  6. Lim SP, Lanigan SW. A review of the adverse effects of laser hair removal. Lasers Med Sci 2006; 21: 121-5. Epub 2006 Jul 1.
  7. Haedersdal M. Potential risks of non-physicians’ use of lasers and intense pulsed light in dermatology [in Danish]. Ugeskr Laeger 2005; 167: 4095-7.
  8. Greve B, Raulin C. Professional errors caused by lasers and intense pulsed light technology in dermatology and aesthetic medicine: preventive strategies and case studies. Dermatol Surg 2002; 28: 156-61.

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