Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Riportiamo di seguito la rielaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont Derm 2009; 60: 171-172) di Esen Ozkaya e Leyla Mirzoyeva, nel quale gli autori hanno descritto il caso di un bambino di 6 anni che ha manifestato una dermatite allergica da contatto dopo aver utilizzato uno smalto “amaro”, contenente la resina tosilamide/formaldeide, al fine di contrastare la sua abitudine a mordersi le unghie. Gli autori hanno sottolineato l’esclusività di questo caso, dato che tali allergie sono più frequenti nelle donne che applicano lo smalto principalmente per fini estetici.
Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” il caso di un bambino turco di 6 anni non atopico che presentava, da due mesi, lesioni eczematose pruriginose che coinvolgevano le palpebre, il volto, la parte laterale del collo e la zona periungueale delle dita (Esen Ozkaya and Leyla Mirzoyeva. Tosilamide/formaldeide resin allergy in a young boy: exposure from bitter nail varnish used against nail biting. Cont Derm 2009; 60: 171-172).
Come riportato dagli autori, la madre del piccolo ha negato che il bambino giocasse con i suoi prodotti cosmetici, ma, dopo un colloquio più approfondito, è emerso che la donna aveva applicato, per ben un anno, uno smalto “amaro” trasparente sulle unghie del figlio, una volta a settimana, per contrastare la sua abitudine a mordersi le unghie.
Il bambino è stato, pertanto, sottoposto a patch test, i cui risultati hanno evidenziato una reazione positiva alla resina tosilamide/formaldeide (10% in pet.) ed allo smalto “amaro” (FlorMar Nail Care Unisex No Bite, Kocaeli, Turchia), e negativa a tutti gli altri ingredienti della serie di base europea utilizzata (Brial Allergen, Greven, Germania).
Come riferito nell’articolo, la risoluzione dell’eczema da cui era affetto il bambino si è avuta in seguito alla rimozione dello smalto e con l’utilizzo, per due settimane, di una pomata, applicata localmente, contenente corticosteroidi. Non si sono, inoltre, verificate ricadute nel bambino durante i due mesi successivi in cui lo smalto per unghie è stato sospeso. Sfortunatamente, però, il bambino ha ripreso l’abitudine a mordersi le unghie.
Gli autori hanno dichiarato che, dal primo caso di dermatite dovuto ad uno smalto per unghie nel 1925 (1) e dall’identificazione, nel 1943, della resina tosilamide/formaldeide quale principale allergene presente in esso (2), sono stati riportati numerosi casi analoghi (3-5). La resina tosilamide/formaldeide è, quindi, un allergene noto da tempo che può causare dermatite da contatto e deve, pertanto, essere tenuta in considerazione perché utilizzata nei cosmetici (3).
Come affermato dagli autori, la maggior parte dei casi di allergia da contatto riportati riguardano pazienti di sesso femminile che utilizzano lo smalto per proteggere o decorare le unghie e che sviluppano la dermatite tipicamente sulle palpebre, guance, mento e sulla parte anteriore e laterale del collo. Le pazienti che si mordono le unghie possono anche sviluppare cheilite allergica da contatto (6). Le lesioni periungueali possono manifestarsi più frequentemente di quanto precedentemente detto (4). I bambini, ma soprattutto le bambine, possono svilupparla in seguito all’utilizzo dei prodotti cosmetici delle loro madri (7).
Gli autori hanno riferito che vi è un diffuso utilizzo di smalti per unghie per scopi non cosmetici, come quello riportato nel caso in questione. Tuttavia, le segnalazioni di allergie a smalti per unghie hanno riguardato solo smalti utilizzati per altri fini, come evitare le smagliature delle calze (4) e prevenire il rilascio di nichel dai metalli (8). La dermatite allergica da contatto, discussa nel presente caso ed indotta dalla resina tosilamide/formaldeide nel bambino di 6 anni, che utilizzava lo smalto trasparente “amaro” al fine di prevenire la sua cattiva abitudine a mordersi le unghie, è un ulteriore esempio di allergia agli smalti per unghie, dovuta ad un uso non cosmetico.
Come riportato, infine, dagli autori, la diagnosi di allergia ad uno smalto per unghie potrebbe rivestire particolare interesse, proprio nei pazienti, soprattutto di sesso maschile, che lo usano per scopi non cosmetici.
Bibliografia