Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

Dermatite allergica da contatto al metil gentisato presente in una maschera schiarente per il viso.

Riportiamo di seguito la rielaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont Derm 2009; 60: 225–226) di E. Serra-Baldrich et al., nel quale gli autori hanno riportato i casi di 2 donne affette da dermatite allergica da contatto associata all’utilizzo di una maschera per il viso contenente metil gentisato. Tale sostanza è di origine naturale, in quanto deriva dalle radici della genziana, utilizzata come agente schiarente per la cute.

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Recentemente è stato pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” un articolo inerente a 2 casi di dermatite da contatto associata all’uso di una maschera schiarente per il viso (Marti Derm®, Barcellona, Spagna) contenente metil gentisato (metil 2,5- didrossibenzoato) (E. Serra-Baldrich et al. Allergic contact dermatitis to methyl gentisate. Cont Derm 2009; 60: 225–226).
Negli ultimi anni, infatti, in Europa, l’uso dei prodotti schiarenti per la cute è aumentato, anche se i casi di dermatite da contatto allergica o irritativa sono riportati raramente.
Il primo caso riferito dagli autori riguarda una donna di 44 anni con una storia, da nove anni, di melasma. Tale donna aveva usato, per la prima volta, nel 2002, una crema schiarente per la cute. Durante il primo anno, la paziente aveva, infatti, applicato una maschera che conteneva metil gentisato ed un prodotto a base di idrochinone (Kligman’s formula). La donna aveva notato un miglioramento considerevole con l’uso di tali prodotti cosmetici e non aveva manifestato nessuna reazione avversa. Nel giugno 2007, alla paziente è stata nuovamente prescritta la stessa maschera per il viso, ma questa volta l’uso della maschera ha determinato alla donna un severo eritema facciale, seguito da edema su entrambe le guance. La donna ha, quindi, sospeso l’uso del prodotto ed il problema si era risolto in 3 settimane. Successivamente, la paziente ha riapplicato la maschera (rechallenge), ma ha manifestato nuovamente la stessa reazione. E’ stata, pertanto, sottoposta a patch test, nel marzo 2008, con la maschera facciale da lei usata, con la serie base spagnola (True Test) e con una serie cosmetica (Trolab). La paziente ha mostrato, in una lettura effettuata al secondo ed al quarto giorno, in accordo con i criteri del Gruppo di Ricerca Internazionale per la Dermatite da Contatto (ICDRG - International Contact Dermatitis Research Group), reazioni positive alla maschera per il viso (i dati sono rimasti positivi fino al settimo giorno). Sono stati ottenuti, inoltre, risultati positivi al metil gentisato 0,05% (in pet.) e negativi all’idrochinone 1% (in pet.) (presente nella serie dei cosmetici Trolab).
Per quanto riguarda il secondo caso, gli autori hanno riportato che una donna di 47 anni aveva manifestato una grave dermatite al viso. La paziente, che non aveva nessuna storia di dermatite atopica o da contatto, aveva dichiarato di aver usato una maschera schiarente per il viso 2 volte a settimana, per le precedenti 2 settimane, come trattamento per il melasma. Il prodotto in questione, conteneva metil gentisato ed altri componenti schiarenti per la cute. Gli autori hanno affermato che la reazione era comparsa, la prima volta, sulle guance, estendendosi poi alle palpebre ed alla fronte. Pertanto, la paziente era stata sottoposta a patch test con la maschera facciale, con la serie base spagnola (True Test) e con la serie cosmetica (Trolab) contenente idrochinone. La donna aveva mostrato una forte reazione positiva solo alla maschera facciale, al secondo ed al quarto giorno. La donna era stata, quindi, sottoposta ad ulteriori patch test allo scopo di determinare quali ingredienti nella maschera per il viso fossero responsabili della reazione positiva. I test sui singoli ingredienti della maschera hanno mostrato reazioni positive, al secondo ed al quarto giorno, solo al metil gentisato allo 0,05% (in pet.).
Il metil gentisato [(HO)2C6H3CO2CH3; CAS: 2150-46-1] è l’estere metilico dell’acido gentisico, strutturalmente simile all’idrochinone (1). Si tratta di una sostanza di origine naturale, in quanto deriva dalle radici della genziana, utilizzata come agente schiarente per la cute.
Gli autori hanno affermato che è stato riportato in letteratura soltanto un caso di dermatite allergica da contatto dovuta al metil gentisato presente in un prodotto schiarente (2), mentre sono stati descritti molti casi di allergia all’idrochinone. Nei casi riportati nell’articolo, invece, si è verificata una positività al metil gentisato, ma non all’idrochinone.
Secondo gli autori, infine, tenuto conto che l’industria cosmetica ha introdotto di recente sul mercato numerosi nuovi ingredienti chimici, è importante che sia i dermatologi che gli allergologi siano informati sul possibile sviluppo di reazioni cutanee causate da questi nuovi prodotti.

Bibliografia:

  1. Gallo R, Baldary M. Allergic contact dermatitis from methyl gentisate in a bleaching cream. Contact Dermatitis 2006: 54: 220–221.
  2. Barrientos J, Ortiz-Frutos E. Allergic contact dermatitis from a bleaching cream. Am J Contact Dermatitis 2001: 12: 24–33.

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