Riportiamo di seguito la rielaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont Derm 2009; 61: 48-50) di Stine Lasthein Andersen et al, nel quale gli autori hanno descritto il caso di una donna di 35 anni, che ha manifestato una dermatite allergica da contatto in seguito all’applicazione di unghie artificiali contenenti idrossietil metacrilato e perossido di benzoile.
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Per decenni l’uso di unghie artificiali è stato molto popolare e sono stati riportati numerosi casi di reazioni allergiche ai loro componenti, sia tra le estetiste che tra le clienti.
Il primo caso risale al 1955 (1-4), periodo in cui i monomeri del metilmetacrilato erano ammessi per l’applicazione delle unghie artificiali. Nel 1974 la Food and Drug Administration ne ha proibito l’uso (4). Tuttavia, gli acrilati possono comunque essere presenti nei prodotti per uso professionale e lo stesso possono aver luogo reazioni crociate tra i monomeri di acrilato (5-7).
Questo è quanto dichiarato dagli autori di un recente articolo pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” (Stine Lasthein Andersen et al. Occupational allergic contact dermatitis to hydroxyethyl methacrylate (2-HEMA) in a manicurist. Cont Derm 2009; 61: 48-50), in cui è stato descritto il caso di una donna di 35 anni (da 14 anni esercitava la professione di manicurista), che ha manifestato un eczema alle mani con una grave distrofia al letto ungueale.
Come riferito dagli autori, circa diciotto mesi prima la paziente si era fatta applicare delle estensioni ai capelli, manifestando una transitoria eruzione pruriginosa alle braccia, scomparsa in seguito alla loro rimozione. Per l’applicazione di queste estensioni, si fa uso spesso di un adesivo a base di cianoacrilato (2) ed è probabile che fosse stato usato anche in questo caso.
Dodici mesi prima la ragazza aveva anche iniziato a lavorare come manicurista, maneggiando spesso unghie acriliche artificiali e poco dopo aveva sviluppato una grave dermatite vescicolare a livello di mani e dita. La paziente aveva, pertanto, deciso di smettere di lavorare in quel campo, poiché vi era il sospetto che il contatto con i materiali per l’applicazione delle unghie artificiali potesse essere la causa della sua dermatite. Qualche mese più tardi, la ragazza ha deciso di farsi applicare lei stessa delle unghie artificiali e, dopo un solo giorno dall’applicazione, ha manifestato una dermatite vescicolare periungueale, presente anche al momento dell’analisi clinica in associazione ad una distrofia del letto ungueale.
La paziente è stata, pertanto, sottoposta a patch-test con la serie di base europea e con alcuni tipi di acrilati comunemente utilizzati. I risultati dei patch test hanno mostrato reazioni positive sia al perossido di benzoile, riportato nella lista degli ingredienti presenti nei prodotti per unghie usati dalla paziente, sia all’idrossietil metacrilato o 2-HEMA che, invece, non era neppure riportato nella lista degli ingredienti. Tra i prodotti usati dalla ragazza durante l’attività lavorativa, parecchi contenevano acrilati e perossido di benzoile.
Come riferito dagli autori, sia il perossido di benzoile che il 2-HEMA sono noti allergeni presenti nei materiali acrilici.
Nel 2002, il Comitato Scientifico per i Prodotti di Consumo europeo (allora Comitato Scientifico per i prodotti cosmetici e non alimentari) ha suggerito che il perossido di benzoile (oltre che l’idrochinone e l’idrochinone metiletere) dovrebbe essere presente esclusivamente nei prodotti ad uso professionale (8). Attualmente, infatti, la massima concentrazione permessa nei prodotto finiti (dopo miscelazione per l’uso), quali i kit per unghie finte, non deve superare lo 0,7% per il perossido di benzoile (e 200 ppm per idrochinone e idrochinone metiletere).
Per quanto riguarda il 2-HEMA, esso è incluso nell’inventario Europeo degli ingredienti cosmetici, secondo cui la sua funzione è di agente filmogeno. Nessuna analisi è stata effettuata per altri acrilati.
Secondo gli autori, il problema principale dei cosmetici ad uso professionale è la loro scarsa etichettatura (9-11). L’analisi dei materiali usati dalla paziente per la realizzazione delle unghie artificiali ha, infatti, mostrato alte concentrazioni di 2-HEMA, che non era neppure menzionato nella lista degli ingredienti. Non si può, tuttavia, escludere, in base a quanto dichiarato dagli autori, la possibilità di una contaminazione tra i diversi contenitori.
Bibliografia