Riportiamo di seguito la rielaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont Derm 2009; 61: 180–180) di Charlotte Gotthard Mortz et al, nel quale gli autori hanno descritto il caso di una donna di 68 anni, che ha manifestato una dermatite allergica da contatto in seguito all’uso di alcuni prodotti per il viso. I risultati dei patch test hanno dimostrato che le sostanze responsabili erano due conservanti, quali l’etilesilglicerina ed il glicole pentilenico.
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
I conservanti rappresentano una delle principali cause di dermatite allergica da contatto causate dai prodotti cosmetici. Tali sostanze sono permesse nei prodotti cosmetici, nell’ambito dell’Unione Europea, se elencate nell’Allegato VI della Direttiva Europea 76/768/EC. Si tratta di sostanze chimiche che possono avere un differente potenziale di sensibilizzazione ed il rischio per il consumatore di sviluppare una allergia verso questi composti dipende da fattori individuali, dalla concentrazione, dalla durata e dalle modalità d’esposizione.
La frequenza delle allergie da contatto ai vari conservanti, in pazienti eczematosi, varia nel tempo in base ai cambiamenti nelle formulazioni dei prodotti ed alle variazioni d’esposizione. Le autorità, i produttori ed i consumatori sono tutti influenzati dalle pubblicazioni scientifiche sulle allergie ai conservanti. L’introduzione di nuove sostanze ad azione conservante fa emergere nuovi casi di dermatite allergica da contatto.
Questo è quanto dichiarato dagli autori di un recente articolo pubblicato sulla rivista “Contact Dermatitis” (Charlotte Gotthard Mortz, Aksel Otkjær e Klaus Ejner Andersen. Allergic contact dermatitis to ethylhexylglycerin and pentylene glicol. Cont. Derm 2009; 61: 180–180), nel quale è stato descritto il caso di una donna di 68 anni non atopica, che ha manifestato una ricorrente ed estesa dermatite al viso in seguito all’uso, per quasi 10 anni, di una crema per il viso (Decubal™ face vital cream, Actavis, Copenhagen, Danimarca) ed all’uso, per circa due mesi, di altri due prodotti (Decubal eye cream e Toleriane™ Riche cream, La Roche-Posay, Francia).
I risultati dei patch test, riconfermati da un secondo test a cui è stata sottoposta la paziente, hanno mostrato reazioni positive a tutti e tre i prodotti. La paziente è stata, quindi, sottoposta a patch test con i singoli ingredienti contenuti nei tre prodotti, forniti dagli stessi produttori, manifestando una reazione positiva all’etilesilglicerina (5% in pet.), presente nella crema Toleriane ed al glicole pentilenico (5% e 0,5% in aq.), presente nella crema Decubal. Non vi è stata alcuna reazione al glicole propilenico. La dermatite è, pertanto, scomparsa evitando l’esposizione alle due sostanze a cui la paziente è risultata allergica.
L’etilesilglicerina (n.° CAS 70445-33-9) è un emolliente ed un fissante con proprietà antimicrobiche, che aumenta l’assorbimento dei conservanti nei microrganismi. Sono stati riportati in letteratura solo due casi di dermatite allergica da contatto a questa sostanza (1,2).
Il glicole pentilenico (n.° CAS 5343-92-0) è un condizionante cutaneo, dalle proprietà simili al glicole propilenico, anche se meno irritante ed allergenico. Ha anche proprietà antimicrobiche. Anche per il glicole pentilenico, sono stati riportati solo pochi casi di dermatiti allergiche da contatto (3-6). In accordo con altri (3-5), gli autori del presente articolo non hanno riscontrato alcuna reazione al glicole propilenico nel paziente, anche se sono teoricamente possibili reazioni crociate tra i glicoli.
Come ricordato dagli autori, sia il glicole pentilenico che l’etilesilglicerina non sono compresi nell’Allegato VI della direttiva sui cosmetici. Poiché tali sostanze sono, comunque, usate come conservanti nei cosmetici, gli autori sono dell’opinione che, proprio alla luce del caso da loro descritto, deve essere tenuta in considerazione la possibilità dell’insorgenza di reazioni allergiche a queste sostanze.
Bibliografia