Riportiamo di seguito l’elaborazione di un articolo apparso su Contact Dermatitis (Cont Derm 2009; 61: 125–126) di P. Sánchez-Pedreño et al., nel quale gli autori hanno descritto il caso di un uomo di 75 anni che, in seguito all’uso di una protezione solare, ha sviluppato un’allergia da contatto al sale tetrasodico dell’acido etilendiaminotetracetico (EDTA). Gli autori hanno sottolineato che, sebbene il suo vastissimo impiego, è raro che l’EDTA generi sensibilizzazione ed allergia. Nonostante ciò, per il paziente del caso da loro descritto vi era una stretta correlazione tra l’applicazione del prodotto contente l’EDTA e la comparsa dell’eczema.
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin°
*Dipartimento di Medicina Sperimentale, Sezione di Farmacologia "L. Donatelli", Seconda Università di Napoli; °Dipartimento di Farmacologia Sperimentale, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Recentemente è stato pubblicato in letteratura il caso di un uomo di 75 anni, in trattamento per diversi tumori epiteliali, che ha iniziato ad usare su prescrizione medica una protezione solare con fattore di protezione 50+ (Uriage™ SPF50+) (P. Sánchez-Pedreño, B. García-Bravo e J. Frías-Iniesta. Contact allergy to tetrasodium EDTA in a sunscreen. Contact Dermatitis 2009; 61: 125–126). Come riportato dagli autori, dopo 10 mesi, il paziente ha sviluppato chiazze eczematose nelle aree in cui aveva applicato la protezione solare, ovvero sul viso, sul collo e sul dorso delle mani. Il paziente è stato, pertanto, sottoposto a patch test con la serie standard di GEIDAC (Spanish Contact Dermatitis and Cutaneous Allergy Research Group), con la serie di filtri solari e con la crema che lui stesso utilizzava. I risultati dei patch test hanno dato una risposta positiva solo alla crema solare. Il paziente è stato, quindi, sottoposto ad ulteriori patch test, questa volta con i singoli ingredienti (n=24) contenuti nella protezione solare, forniti dallo stesso produttore, manifestando una reazione positiva solo al sale tetrasodico dell’acido etilendiaminotetracetico (EDTA) allo 0,2% in acqua. Come hanno ricordato gli autori nell’articolo, l’EDTA ed i suoi sali sono spesso usati come conservanti ed agenti antiossidanti in gocce per gli occhi, per il naso e per le orecchie, e nelle creme cosmetiche. Nonostante la sua scarsa attività antibatterica, l’EDTA potenzia l’azione di sostanze come il benzalconio cloruro, del clorobutanolo e del tiomersale nelle soluzioni oftalmiche.
Come agente chelante, l’EDTA mostra affinità per gli ioni metallici come nichel, calcio, magnesio e piombo ed è pertanto usato spesso nel trattamento dei calcoli urinari, ipercalcemia ed avvelenamento da piombo. Possiede anche la capacità di stabilizzare alcune soluzioni, come quelle contenenti acido ascorbico, perossido di idrogeno, formaldeide, acido folico e ialuronidasi (1). Nonostante il suo vastissimo impiego, è raro che l’EDTA generi sensibilizzazione ed allergia.
Il primo caso riportato risale al 1969, pubblicato da Raymond e Gross (2), mentre de Groot ha descritto un paziente che mostrava allergia da contatto all’EDTA dopo l’applicazione di una crema a base di steroidi (3). In pubblicazioni più recenti, l’EDTA è stato segnalato come allergene in un anestetico locale (4), in lozioni cosmetiche ed in uno shampoo (5,6). Kimura e al. (5) hanno dimostrato una reazione crociata tra differenti sali dell’EDTA (trisodico, bisodico e tetrasodico).
La maggiore solubilità dei sali dell’EDTA potrebbe spiegare la maggiore capacità allergenica. Pochi autori hanno invece osservato reazioni crociate tra questo composto ed uno strutturalmente correlato, quale il cloruro di etilendiammina (7,8). Secondo gli autori, per il paziente del caso da loro descritto vi era una stretta correlazione tra l’applicazione del prodotto e la comparsa dell’eczema. Esiti positivi ai patch test sono stati, infatti, registrati solo con l’EDTA, mentre sono risultati negativi all’etilendiammina. L’eczema è, inoltre, scomparso solo dopo la sospensione della protezione solare Uriage™, in seguito sostituita con un nuovo prodotto non contenente EDTA.
Bibliografia