Lidia Sautebin. Dipartimento di Farmacologia Sperimentale, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Di seguito viene riportata la traduzione di un articolo di Nicolas Kluger e Hervé Garat, pubblicato recentemente su Contact Dermatitis (Cont Derm 2010: 62: 188–189), in cui è descritto il caso di un bambino di 8 anni che ha sviluppato ipertricosi nella zona di applicazione di un tatuaggio temporaneo all’henné addizionato con p-fenilendiammina.
La popolarità dei tatuaggi temporanei all’henné rimane in crescita, specialmente durante le festività. L’uso di additivi, per velocizzare i tempi di essiccamento e per rendere più scuro il colore nell’henné disponibile in commercio, come la p-fenilendiammina (PPD) e altri composti ha portato ad un aumento dell’incidenza delle dermatiti allergiche da contatto (1) e potenziali complicazioni a lungo termine, come la formazione di cicatrici, formazioni cheloidi, ipopigmentazione post-infiammatoria (2) e sensibilizzazione attraverso reazioni crociate con sostanze chimicamente correlate (3).
L’ipertricosi temporanea è una reazione rara che è stata raramente riportata in seguito all’applicazione di tatuaggi all’henné (4-6).
Nell’articolo, gli autori descrivono il caso di un bambino di 8 anni, senza alcuna patologia, che nell’aprile del 2008 si è fatto applicare un tatuaggio all’henné sul braccio sinistro da un venditore di strada, durante una festa a Bali, in Indonesia. Quindici giorni più tardi ha sviluppato una reazione eczematosa sulla zona di applicazione del tatuaggio. Cinque giorni più tardi si è manifestata un’ipertricosi localizzata, assieme ad un peggioramento della reazione eczematosa.
L’esame dermoscopico non era rilevante, ma ha permesso di notare l’ipertricosi. Non sono state effettuate biopsie o patch test, tuttavia la sensibilizzazione alla PPD è stata considerata ampiamente possibile (7). L’ipertricosi è scomparsa 4 mesi dopo senza lasciare cicatrici, iper- o ipo-pigmentazione.
Dopo un anno di osservazione né l’eczema né l’ipertricosi si erano ripresentati.
Nei pochissimi casi in letteratura in cui è stata riportata ipertricosi in seguito ad un tatuaggio temporaneo all’henné, questa si è manifestata rapidamente, in 5-15 giorni, quando il tatuaggio stava scomparendo, era asintomatica e si è risolta spontaneamente in 3-4 mesi (4-6).
Una biopsia alla cute, effettuata in uno dei casi riportati in precedenza (4), ha mostrato un aumento dei follicoli dei peli vellus con una leggera fibrosi periferica.
Questo caso pubblicato presenta, secondo gli autori, notevoli similitudini, ad eccezione del fatto che il loro paziente ha sviluppato prima la dermatite da contatto prima e poi l’ipertricosi.
Rimane comunque difficile stabilire il nesso tra la dermatite da contatto e l’ipertricosi: gli autori ritengono che una delle sostanze additive o una combinazione di alcune di esse contenute nella pasta commerciale all’henné potrebbe aver causato la maggiore crescita pilifera. Infatti, è già stato osservato che in seguito ad alcuni trattamenti topici con tacrolimus 0,1% (8) o analoghi delle prostaglandine (9,10) si può avere una crescita di peli.
Sfortunatamente il tatuaggio del caso riportato dagli autori è stato effettuato durante una festa, rendendo impossibile effettuare delle analisi sulla pasta e l’identificazione di un potenziale ingrediente colpevole.
L’ipertricosi temporanea è una complicazione benigna collegata ai tatuaggi all’henné che ha una prognosi eccellente e, pertanto, normalmente non è necessario effettuare ulteriori indagini.
Bibliografia