Nello studio di Laura Cuesta et al., apparso recentemente su Contact Dermatitis (Cont Derm 2010; 62: 250–251), gli autori hanno confrontato le risposte dei loro pazienti ai patch-test, ottenute con concentrazioni di MCI/MI di 100 ppm e 200 ppm. La prima è presente nella serie di base, la seconda nella serie dei cosmetici. Essi hanno notato che con la concentrazione più elevata hanno potuto evidenziare un maggior numero di allergie rispetto a quella della serie di base. Riportiamo di seguito un riassunto del loro studio.
Lidia Sautebin. Dipartimento di Farmacologia Sperimentale, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
La miscela di metilcloroisotiazolinone/metilisotiazolinone (MCI/MI) in proporzione 3:1 (1) è stata utilizzata per 20 anni come conservante in molti prodotti industriali, per la cura personale e per la casa. Nelle serie di base, la miscela MCI/MI è inclusa a concentrazione di 100 ppm in acqua (2), una concentrazione ritenuta ottimale per rilevare il maggior numero possibile di casi di allergia da contatto con il minor numero possibile di falsi negativi e reazioni irritative. Gli autori di questo studio descrivono una serie di casi di allergia a MCI/MI che è stato possibile verificare solo a concentrazioni di 200 ppm e che rappresentano il 24% dei casi di dermatite allergica da contatto causata da questo composto.
Essi hanno condotto uno studio retrospettivo su pazienti, precedentemente sottoposti a patch-test nel periodo tra ottobre 2006 e settembre 2008. Sono stati selezionati tutti i pazienti che in questo periodo erano stati sottoposti a test con la serie di base spagnola. Alcuni di loro erano stati testati anche con le serie dei cosmetici.
Per ogni paziente sono stati registrati età, sesso, professione, sito delle lesioni, serie testate, allergeni positivi, numero di reazioni positive e loro rilevanza, l’origine della sensibilizzazione, la diagnosi per ciascun paziente e le conseguenze della patologia diagnosticata. Tutti i pazienti sottoposti a test sono stati visitati nei giorni 2 e 4 secondi i criteri dell’International Contact Dermatitis Research Group.
Le serie di base comprendono MCI/MI a concentrazione di 100 ppm, mentre le serie dei cosmetici comprendono MCI/MI a 200 ppm. La prima è stata applicata a 556 pazienti, 230 dei quali sono stati sottoposti a test anche con la serie dei cosmetici.
Questi 230 pazienti, quindi, sono stati sottoposti a test sia a concentrazioni di 100 ppm che a 200 ppm.
Dei 556 pazienti totali, 25 (4,49%) hanno mostrato ipersensibilità ritardata a MCI/MI ed 11 di questi sono stati testati sia con la serie di base (100 ppm) che con la serie dei cosmetici (200 ppm), mentre i rimanenti 14 sono stati sottoposti a test solo con la serie di base. Dei 25 casi di ipersensibilità ritardata, 6 (24%) hanno dato reazioni positive solo alla serie dei cosmetici e non alla serie di base.
In seguito alla sospensione dell’utilizzo dei cosmetici responsabili della reazione allergica, si è avuto in tutti i pazienti un miglioramento o una completa guarigione.
Gli autori riportano che, nella popolazione testata, MCI/MI era la settima causa più frequente di eczema da contatto. Questa situazione è simile a quella registrata nel più recente studio epidemiologico dello Spanish Investigation Group (percentuale 4,04%)(3). La percentuale è, invece, più alta di quella osservata dal North American Contact Dermatitis Group (2,7%) e dal corrispondente gruppo tedesco (1,8%).
La concentrazione massima di MCI/MI nei prodotti, sia con risciacquo che senza risciacquo, presenta dei limiti proprio a causa del suo potenziale sensibilizzante. Nell’Unione Europea la concentrazione massima consentita è di 15 ppm per entrambe le categorie di prodotti (4), mentre negli Stati Uniti è di 7,5 ppm nei prodotti senza risciacquo e di 15 ppm per quelli con risciacquo. In alcuni paesi come il Giappone, il suo uso è consentito soltanto nei prodotti con risciacquo.
Gli autori riportano altresì che sono stati osservati casi di dermatite allergica da contatto per entrambi i tipi di prodotti, anche se alcuni autori come Fewings e Menné affermano che il rischio di sensibilizzazione ed elicitazione di eczemi è molto basso in condizioni normali (1). Comunque, in tutti i casi osservati dagli autori, a causare la condizione allergica era stato un prodotto con risciacquo e in tutti loro si è avuto un miglioramento in seguito alla sospensione del suo utilizzo.
Nonostante MCI/MI sia incluso nella serie di base a concentrazioni di 100 ppm, non vi è ancora un accordo unanime sulla concentrazione ideale per lo studio delle allergie a questo composto. Björkner et al. in un loro studio hanno osservato che il 50% dei casi non viene diagnosticato a concentrazioni di 100 ppm (5). Secondo gli autori rimane ancora un argomento in fase di discussione se effettivamente l’utilizzo di concentrazioni di 200 ppm possa permettere la diagnosi di un maggior numero di casi di allergia rispetto a concentrazioni di 100 ppm. In effetti, in uno studio di Fewings e Menné, le due concentrazioni sono messe a confronto e si è visto che la frequenza di risultati positivi a 200 ppm non era maggiore, anche se il numero di reazioni dubbie era più alto (6). Dall’altro lato, uno studio di Färm et al. ha mostrato un numero maggiore di casi diagnosticati attraverso l’utilizzo di concentrazioni di 200 ppm (7). In un altro studio condotto in Gran Bretagna, usando concentrazioni di 100 ppm, gli autori hanno notato che il 46% dei pazienti risultati positivi a 200 ppm non aveva dato risposta positiva a 100 ppm. A quest’ultima concentrazione, inoltre, non hanno avuto alcuna reazione irritativa (8).
In alcuni paesi come la Svezia, MCI/MI è incluso già nella serie di base a 200 ppm (9). E’ stato osservato che i patch-test con concentrazioni di 300 ppm danno un maggior numero di reazioni positive, anche se presentano un rischio di sensibilizzazione più elevato (5).
Con le serie TRUE™, nella quale MCI/MI è presente a concentrazione di 150 ppm, è stato ottenuto un maggior numero di risposte positive paragonate a quelle ottenute con la serie di base (10). Nei casi riportati dagli autori di questo studio, la serie TRUE™ era stata già applicata in precedenza ad uno dei pazienti con risultato negativo. In conclusione, gli autori di questo studio sono dell’opinione che sarebbe utile includere MCI/MI a concentrazione di 200 ppm nella serie di base, per poter diagnosticare un maggior numero di casi di allergia a questo composto.
Bibliografia