Riportiamo di seguito il continuo del riadattamento di un articolo apparso su “Prescrire International” del mese di settembre 2011 (Prescrire Int 2011; 20: 209-13, 215) relativo agli effetti avversi correlati all’utilizzo dei cosmetici che sbiancano la pelle in donne in età fertile e in gravidanza.
Lidia Sautebin. Dipartimento di Farmacologia Sperimentale, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Secondo gli Autori le donne che utilizzano i cosmetici sbiancanti sono spesso giovani. La composizione di tali prodotti è spesso sconosciuta, ma è noto, secondo gli Autori, che alcuni componenti sono in grado di attraversare la pelle e la placenta. Gli Autori riportano che, secondo il periodo in cui il feto viene esposto all’utilizzo di tali cosmetici, questi possono causare malformazioni o fetotossicità.
Tretinoina: teratogenicità
Gli Autori ricordano che la tretinoina, come l’isotretinoina è un retinoide. I retinoidi orali sono teratogeni; infatti, secondo quanto riportato, circa un quarto dei bambini esposti durante il primo trimestre di gravidanza ha sviluppato una sindrome malformativa caratterizzata da difetti craniofacciali, cardiaci e a livello del sistema nervoso centrale.
Gli Autori evidenziano che dai dati epidemiologici disponibili non si può escludere un rischio di teratogenicità nei bambini esposti in utero ai retinoidi cutanei. Sono stati riportati, inoltre, diversi casi di malformazioni compatibili con quelle indotti dai retinoidi orali. Per tali motivi, gli Autori consigliano alle donne in età fertile, che non usano contraccettivi efficaci, di evitare la tretinoina.
Acido salicilico: insufficienza renale e ipertensione polmonare
Secondo quanto riportato dagli Autori, l’acido salicilico ha la stessa fetotossicità dell’aspirina, cioè può provocare insufficienza renale ed ipertensione arteriosa polmonare, oltre al rischio di emorragia verso la fine della gravidanza. Gli Autori sottolineano dunque che l’applicazione cutanea dell’acido salicilico dovrebbe essere evitata durante la gravidanza.
Sali di mercurio inorganico: probabile fetotossicità
I sali di mercurio inorganico, come menzionato dagli Autori, non sembrerebbero essere trasformati in mercurio organico, come il metilmercurio, un composto noto per i suoi effetti teratogeni, che sembrano colpire principalmente il sistema nervoso centrale.
Ad ogni modo, gli Autori mettono in evidenza che non sono stati condotti studi relativi alla fetotossicità dei derivati del mercurio inorganico applicati alla pelle durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza né su uomini né su animali.
Gli Autori affermano che è stato descritto in un bambino di tre mesi un caso di cataratta bilaterale con anemia e alterazioni del tubulo renale. Sia il bambino che la madre presentavano alte concentrazioni di mercurio nel sangue e nelle urine. La donna aveva utilizzato un sapone che conteneva sali di mercurio per quindici anni e non ne aveva sospeso l’utilizzo nemmeno durante la gravidanza e nel primo mese di allattamento al seno. Non aveva utilizzato però il suo sapone sul bambino.
È meglio evitare, secondo gli Autori, l’uso dei sali di mercurio durante la gravidanza.
Idrochinone: malformazioni scheletriche
Secondo quanto riportato dagli Autori, il passaggio transplacentare dell’idrochinone non è stato studiato. Studi su animali hanno fornito risultati contraddittori riguardo al rischio di malformazioni scheletriche (alla colonna vertebrale e alle costole) e di microftalmia.
Gli Autori sconsigliano anche l’uso di idrochinone durante la gravidanza.
Corticosteroidi: ritardo della guarigione della ferita dovuta ad un taglio cesareo
I corticosteroidi topici, ricordano gli Autori, possono essere assorbiti a livello sistemico ed è noto che attraversano la placenta. L’applicazione topica dei corticosteroidi durante la gravidanza è indicata per alcune alterazioni cutanee. La terapia a base di corticosteroidi, inoltre, ricordano gli Autori, è talvolta indicata per l’asma severo, le malattie autoimmuni e in dose singola per prevenire un parto prematuro. E’ stato riportato, sempre dagli Autori, che i corticosteroidi topici applicati sull’addome durante la gravidanza ritardano la guarigione della ferita dovuta ad un taglio cesareo e ne favoriscono l’infezione.
In conclusione, gli Autori vogliono mettere in rilievo che i molti effetti avversi associati all’utilizzo di cosmetici sbiancanti sono scarsamente documentati e che tali prodotti possono contenere sostanze sconosciute. Il loro uso, inoltre, durante la gravidanza, espone il nascituro al rischio di malformazioni. Le donne in età fertile, secondo gli Autori, dovrebbero essere informate di questi rischi e incoraggiate a sospendere l’uso di tali prodotti.