Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
News dalle agenzie regolatorie

Allarme inerente ad elevate concentrazioni di piombo nei rossetti: il punto di vista dell’industria italiana.

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Come riportato su numerosi quotidiani durante la seconda settimana di ottobre, si è svolta negli Stati Uniti una campagna per la sicurezza dei cosmetici (Campaign for Safe Cosmetics-CSC), nell’ambito della quale sono state condotte, da un laboratorio indipendente, analisi sul contenuto di piombo in rossetti acquistati a Boston, Minneapolis, Hartford e San Francisco.
I risultati di tale analisi hanno evidenziato che, su 33 rossetti di marca controllati, il 61% conteneva livelli di piombo compresi tra lo 0,03 e 0,65 parti per milione (ppm), anche se in etichetta non era riportata la presenza di tale metallo.
Un terzo di questi conteneva una quantità di piombo superiore a 0,1 ppm, che è il limite fissato dalla Food and Drug Administration (FDA), per i dolci destinati ai bambini, come le caramelle, in modo da ridurne il rischio di ingestione che può indurre disturbi comportamentali, nell’apprendimento, nel linguaggio e, nelle donne, infertilità ed aborto.
Tuttavia, come precisato dall’organizzazione statunitense per la difesa dei consumatori, l’FDA, nonostante i rossetti vengano spesso ingeriti, non ha mai stabilito un livello massimo consentito a differenza di quanto fatto per i dolci. Il 39% dei rossetti, alcuni dei quali di marchi non particolarmente costosi, non presentava tracce rilevabili di piombo.
A tal riguardo, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche (UNIPRO) ha emanato una nota informativa nella quale ha rassicurato le consumatrici italiane circa l’utilizzo dei rossetti.
In Europa, infatti, e quindi anche in Italia, secondo quanto stabilito dalla Direttiva dei Cosmetici 76/768/CEE e successive modifiche, il piombo è una sostanza vietata nella formulazione dei prodotti cosmetici. Pertanto, nell’ambito dell’Unione Europea, l’uso degli ingredienti presenti nei cosmetici è regolato da rigide norme, sia nazionali sia comunitarie, ed i prodotti cosmetici sono soggetti ad analisi scientifiche e stretti controlli di sicurezza prima della loro immissione sul mercato.
Inoltre, sempre secondo la nota emanata dall’UNIPRO, il piombo non è aggiunto ai cosmetici intenzionalmente. Si tratta di un elemento naturale che si può trovare ovunque nell’ambiente, e per questo, i consumatori sono quotidianamente ad esso esposti.
Pertanto, l’UNIPRO ha precisato che anche l’eventuale presenza di tracce minime ed accidentali di piombo nei prodotti cosmetici, come quelle rilevate negli USA, non rappresenta alcun pericolo, dal momento che la quantità media alla quale una donna potrebbe essere esposta usando cosmetici è circa mille volte inferiore rispetto alla quantità con cui verrebbe a contatto mangiando, respirando e bevendo l’acqua.
Infine, la “Cosmetic, Toiletry and Fragrance Association” (l’associazione delle aziende cosmetiche americane) ha affermato che i prodotti identificati nel comunicato della “Campaign for Safe Cosmetics” (CSC) rispettano i severi limiti stabiliti dall’Ente Regolatorio Americano per i livelli di piombo consentiti nei colori utilizzati per i rossetti e, pertanto, considera tali prodotti sicuri.

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