Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
News dalle agenzie regolatorie

Sperimentazione animale: il punto di vista dell’UNIPRO.

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Il 13 novembre 2007, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche (Unipro) ha emanato un comunicato stampa nel quale ha ribadito il notevole impegno da parte sia dell’industria cosmetica italiana che europea nel cercare di ridurre ed eliminare la sperimentazione condotta sugli animali.
Con la Direttiva 2003/15/CEE, l’Unione Europea ha deciso di vietare, a partire dall’11 settembre 2004, la sperimentazione condotta sugli animali per i prodotti cosmetici finiti ed, a partire dall’11 marzo 2009, anche per i singoli ingredienti in essi contenuti (vedi sito).
Nel comunicato, l’Unipro ha sottolineato di aver intrapreso, a seguito di tale decisione, numerose iniziative in merito. Tra queste, lo sviluppo di un programma di ricerca, promosso da un “comitato per i metodi alternativi alla sperimentazione animale” (SCAAT), al fine di individuare test alternativi per valutare la sicurezza dei prodotti cosmetici, che ha già ottenuto risultati rilevanti. L’industria cosmetica collabora, inoltre, con il “Comitato scientifico consultivo del Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi” (ECVAM), per l’approvazione di test che sostituiscano la sperimentazione animale.
A tal proposito, nel comunicato, si ribadisce che, nel maggio 2007, sono stati approvati diversi test alternativi (vedi sito). Tra questi 1 saggia le sostanze chimiche potenzialmente irritanti per la pelle, contenute non solo nei cosmetici, ma anche in molti altri prodotti di uso comune e 2 riguardano le sostanze potenzialmente responsabili di forti irritazioni agli occhi e di allergie cutanee.
L’Unipro ha, peraltro, contribuito alla fondazione, insieme alla Commissione europea, del Partenariato europeo per la promozione di metodi alternativi alla sperimentazione animale (EPAA). Come viene evidenziato nel comunicato, tale Partenariato ha il compito di rimpiazzare, ridurre e raffinare i test sugli animali avvalendosi delle nuove scoperte scientifiche e dei moderni metodi alternativi.
L’Unipro ha, inoltre, sottolineato che, in Europa, fino ad oggi, il numero degli animali utilizzati per testare gli ingredienti cosmetici rappresenta solo lo 0,08% rispetto al totale degli animali utilizzati per la sperimentazione con finalità scientifiche.
Ciò è quanto dichiarato anche nella "Relazione sullo sviluppo, la convalida e la legalizzazione di metodi alternativi alla sperimentazione animale nel settore dei cosmetici (2005)" della Commissione Europea, pubblicata nel maggio scorso.
L’Unipro ha, infine, precisato che in Italia non è stato effettuato alcun esperimento sugli animali a fini cosmetici, tenuto conto degli ultimi dati (2005) comunicati dal Ministero della Salute.


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