Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
News dalle agenzie regolatorie

Istituto federale tedesco pzer la valutazione del rischio (BfR): i cosmetici contenenti cumarina possono essere dannosi per il consumatore.

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Il 20 dicembre del 2007, l’Istituto Federale Tedesco per la Valutazione del Rischio (BfR) ha emanato un comunicato stampa riguardante la possibile esposizione alla cumarina, un aroma naturale derivante da alcuni tipi di piante, come la Stellina odorosa (Asperula odorata), il Trifoglio dolce (Melilotus Alba) e la Cannella cinese (Cinnamomum cassia), anche mediante l’uso di prodotti cosmetici.
Nel presente comunicato, il BfR ha riportato che la cumarina può causare danni epatici in individui molto sensibili, anche se tali effetti possono essere annullati nel momento in cui viene sospesa l’assunzione di tale sostanza.
Non solo, il BfR ha riferito che è stato possibile osservare, mediante esperimenti eseguiti su animali da laboratorio, l’insorgenza di cancro in seguito all’esposizione di elevate concentrazioni di cumarina. Pertanto, come riportato nel comunicato, sulla base dell’epatotossicità di tale sostanza, ne è stata stabilita una quantità giornaliera tollerabile (tolerable daily intake, TDI), assumibile mediante la dieta, pari a 0,1 mg/kg di peso corporeo. Tale quantità, secondo il BfR, non dovrebbe essere superata per un uso prolungato nel tempo.
In base a quanto riferito dall’Istituto Federale, i consumatori possono assumere la cumarina attraverso l’ingestione di cibo contenente elevati livelli di Cinnamomum cassia. Tuttavia, la cumarina non si trova solo nei cibi ma, come già detto, anche nei prodotti cosmetici, aggiunta come fragranza in profumi, gel per la doccia, lozioni e deodoranti con intenso odore di lavanda o muschio. Non esiste, inoltre, come riferito nel comunicato, un limite massimo per la cumarina presente nei prodotti cosmetici, mentre nel cibo può essere aggiunta una quantità massima di 2 mg/kg di tale sostanza, utilizzata come aroma.
Peraltro, la cumarina, così come molte altre fragranze, può provocare allergie in individui molto sensibili e, secondo il BfR, essa deve essere etichettata come ingrediente nei cosmetici, se presente al di sopra di specifiche concentrazioni.
Il BfR ha affermato, inoltre, che la cumarina penetra facilmente attraverso la pelle e, quindi, i cosmetici possono contribuire all’esposizione totale a tale sostanza. A tal proposito, l’istituto tedesco ha valutato i risultati derivanti da alcune indagini condotte dai corpi di controllo degli Stati Federali, per determinare il grado d’esposizione alla cumarina mediante l’uso dei prodotti cosmetici.
Come riportato dal BfR, fino ad ora, sono disponibili solo pochi dati circa la quantità di cumarina contenuta nei cosmetici. Le strutture federali deputate ai controlli hanno, quindi, eseguito indagini a campione e tra i prodotti esaminati vi erano soprattutto profumi, ma anche gel per la pelle, lozioni per il corpo ed oli, ossia prodotti che rimangono sulla pelle dopo l’applicazione. E’ stato evidenziato che se un individuo assume i massimi livelli di cumarina, rilevati nei cosmetici esaminati, la quantità assunta di tale sostanza può superare considerevolmente la TDI. Nei bambini, ad esempio, l’uso regolare di gel per la pelle, lozioni per il corpo ed oli con elevati livelli di cumarina può rappresentare più del 20% della sua TDI.
Tuttavia, fino ad ora, non è ancora stato chiarito completamente se la cumarina, assorbita attraverso la pelle, abbia un effetto dannoso sul fegato simile a quello indotto dalla stessa quantità assorbita attraverso il tratto gastro-intestinale. Il BfR ha riferito che, secondo alcuni, la cumarina assorbita attraverso la pelle potrebbe essere meno epatotossica di quella ingerita. Tuttavia, fintanto che alla questione non sarà data una risposta scientificamente attendibile, il BfR ha ritenuto opportuno, a scopo cautelativo, considerare comparabili gli effetti indotti da tale sostanza, indipendentemente dalla via d’assunzione.
Pertanto, con il presente comunicato, il BfR ha voluto raccomandare ai consumatori di ridurre l’esposizione complessiva alla cumarina, anche quella contenuta nei cosmetici. Inoltre, il BfR è dell’opinione che la cumarina non dovrebbe essere utilizzata nei prodotti per la cura personale di neonati e bambini in tenera età. Peraltro, il BfR ritiene necessario effettuare ulteriori analisi per la determinazione dei livelli di cumarina presente nei prodotti cosmetici, in quanto non esclude che ci siano sul mercato, oltre ai campioni esaminati, altri cosmetici con più elevate concentrazioni della sostanza. Il BfR ha, infine, invitato i produttori a rendere disponibili i dati in merito.


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