Liberata Sportello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Il 6 marzo 2008, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche (UNIPRO) ha pubblicato un resoconto riguardante il profilo economico del settore cosmetico italiano.
In particolare, UNIPRO ha sottolineato che tale settore, nonostante le incertezze che condizionano gli acquisti da parte di alcune fasce di consumatori, è cresciuto del 2,9% durante il 2007 rispetto alla crescita del 3,3% del settore cosmetico globale.
UNIPRO ha, inoltre, messo in risalto che pur essendo il prezzo una variabile importante per qualsiasi prodotto di consumo, il consumatore di oggi si orienta verso canali distributivi che garantiscono la sicurezza dei prodotti che offrono.
A tal riguardo, UNIPRO ha evidenziato l’importanza del ruolo svolto dalle farmacie e dalle erboristerie, le quali hanno registrato elevati tassi di sviluppo nel 2007 ed all’inizio del 2008 e questo grazie ad una nuova visione della figura del farmacista, che non è più soltanto il dispensatore di prodotti etici. UNIPRO ha, inoltre, affermato che è stata registrata una buona crescita anche nel settore delle vendite della profumeria, mentre più lenta è stata quella di altri settori, come i saloni per acconciatura ed i centri estetici.
Poiché il consumatore di oggi è sempre più attento ed aggiornato, UNIPRO ha sottolineato l’importanza di metterlo nelle condizioni di poter scegliere prodotti di qualità.
Pertanto, UNIPRO ha affermato che, nonostante i dati relativi ai singoli canali presentino differenze significative, l’industria cosmetica italiana è in costante ascesa ed occupa un posto di prestigio in tale settore, se si tiene conto del fatto che l’Italia rappresenta il sesto paese produttore di cosmetici a livello mondiale, mentre è il quarto mercato dopo Germania, Francia e Regno Unito, all’interno dell’Unione Europea.