Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Il 14 aprile 2008, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche (Unipro) ha emanato un comunicato stampa nel quale ha posto attenzione sulla possibile associazione tra l’uso di sostanze chimiche, presenti nell’ambiente, ed i rischi per la salute.
La questione, già affrontata nei primi giorni d’aprile dall’Associazione Europea per i Cosmetici ed i Prodotti per l’Igiene Personale (Colipa), nasce da quanto dichiarato, in un rapporto, dal Prof. Kortenkamp del Centre for Toxicology alla School of Pharmacy dell’Università di Londra, secondo il quale è possibile un’associazione tra l’esposizione a quelle sostanze chimiche che mimano l’azione estrogenica e l’insorgenza di cancro al seno (vedi sito).
Poiché, nel rapporto, il Prof. Kortenkamp si riferisce anche ai prodotti cosmetici, in particolare ai parabeni, ad alcuni filtri UV ed agli ftalati in essi contenuti, le associazioni del settore cosmetico hanno ritenuto importante chiarire la loro opinione al riguardo, onde evitare inutili allarmismi. Hanno, infatti, sottolineato che esistono rigorose procedure regolatorie per assicurare che l’industria cosmetica fornisca prodotti sicuri di cui i consumatori possano fidarsi.
Entrambe hanno puntualizzato che gli ftalati ritenuti pericolosi sono proibiti già da tempo nella produzione dei cosmetici. L’uso dei parabeni come conservanti è stato ufficialmente approvato dalla Commissione Europea, grazie a numerosi studi che ne hanno accertato l’innocuità.
Non solo, di recente, il Comitato Scientifico dei prodotti di Consumo (SCCP) della Commissione Europea ha nuovamente esaminato il metilparabene e l’etilparabene, i due parabeni più comunemente impiegati nei cosmetici, riconfermandone la sicurezza d’uso.
Infine, per quanto riguarda i filtri UV, previa valutazione del SCCP, anche il loro utilizzo è stato autorizzato nelle protezioni solari.
Alla luce di quanto riportato, sia l’Unipro che il Colipa hanno, pertanto, ribadito il loro impegno nel continuare a garantire la presenza sul mercato solo di prodotti cosmetici sicuri, nonché degli ingredienti in essi contenuti, in collaborazione con le autorità europee e nazionali.