Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Nel mese di marzo del 2008, l’Istituto Federale per la Valutazione del Rischio (BfR) tedesco ha emanato un comunicato riguardante la sicurezza d’uso dei prodotti di consumo.
Tale Istituto ha, innanzitutto, sottolineato che per prodotti di consumo si intendono tutti quei prodotti con cui il consumatore può entrare in contatto quotidianamente e tra questi vi sono anche i prodotti cosmetici.
Come dichiarato nel comunicato, nell’ambito del BfR, il dipartimento per la “Sicurezza dei Prodotti di Consumo” fornisce un notevole contributo grazie al quale è possibile assicurare che la salute dei consumatori non sia danneggiata dall’utilizzo sia proprio che improprio dei prodotti di consumo.
In particolare, tale dipartimento si occupa di valutare i rischi associati all’uso di un’ampia gamma di prodotti e materiali. Non solo, tiene conto anche degli ingredienti presenti in tali materiali e ciò riguarda principalmente i materiali tessili ed i cosmetici. Per la valutazione degli ingredienti presenti in questi prodotti, due aspetti principali sono presi in considerazione: la tossicità delle sostanze e l’esposizione dei consumatori a tali sostanze. L’esposizione ad una determinata sostanza può avvenire per via orale, per via dermica o per via respiratoria.
Poiché l’uso di tali prodotti non deve essere associato ad alcun rischio per la salute, in Germania, le autorità di controllo degli Stati Federali per il Cibo e per i Prodotti di Consumo si occupano di monitorare che i produttori, gli importatori ed i distributori si assumano pienamente la responsabilità per la sicurezza dei loro prodotti. Essi si avvalgono della presenza di una serie di regolamentazioni, direttive, ordinanze e leggi, a livello sia europeo che nazionale. In particolare, nel settore cosmetico, contribuisce alla sicurezza dei prodotti, non solo la Direttiva Europea 76/768/CEE, ma anche un’Ordinanza tedesca sui Cosmetici.
Come riportato nel comunicato, i cosmetici sono intesi come prodotti per la cura del corpo, che non influenzano le sue funzioni e non vantano attività terapeutiche. In questa categoria di prodotti non sono inclusi solo fondotinta, ombretti e rossetti, ma anche gel per la doccia, shampoo, saponi, deodoranti, dentifrici, lozioni, creme per la pelle, tinture e protezioni solari.
Il BfR ha sottolineato che quando si esegue una valutazione sulle sostanze presenti nei cosmetici, bisogna innanzitutto stabilire la quantità di una sostanza che può essere assunta dal consumatore per applicazione di una crema o lozione che la contiene. Inoltre, bisogna conoscere non solo quali sostanze agiscono sulla pelle, ma anche le reazioni da esse provocate. L’Istituto ha affermato che è altrettanto importante capire se le sostanze possono essere assorbite attraverso la pelle, penetrare nella circolazione sanguigna e quali sono le conseguenze che ciò può comportare per la salute. Per tali valutazioni, ci si avvale di vari metodi, tra cui uno che utilizza ad esempio la pelle del maiale, in quanto presenta caratteristiche simili a quella umana. Il BfR ha precisato che tali procedure sono importanti non solo per i cosmetici che rimangono temporaneamente sulla pelle ma anche per quelli che rimangono permanentemente, come i coloranti utilizzati per il trucco permanente e per i tatuaggi. Anche se milioni di persone hanno tatuaggi ed utilizzano il trucco permanente non si conosce nulla su ciò che accade quando i coloranti rimangono sulla pelle per un tempo illimitato o vengono assorbiti attraverso la pelle.
Il BfR ha, inoltre, il compito di informare il Ministero Federale per il Cibo, l’Agricoltura e la Protezione dei Consumatori sui problemi inerenti alla valutazione della sicurezza dei prodotti cosmetici, in particolare riguardo alle questioni tecniche relative all’emendamento dell’Ordinanza dei Cosmetici ed i corrispondenti annessi ed ai problemi del monitoraggio. In questo campo, l’Istituto si avvale dell’aiuto del Comitato per i Cosmetici (Cosmetics Committee), affiancato da esperti del mondo accademico, autorità dello stato federale, industria ed esperti nominati dalle associazioni dei consumatori. I risultati delle attività di consulenza del Comitato dei Cosmetici riflettono l’attuale livello di conoscenza scientifica in materia.