Liberata Sportello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Il 7 Maggio 2008, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche (UNIPRO) ha emanato una circolare (Circolare: RG/lfc-C. 2008/45) con la quale ha chiarito quali sono i prodotti cosmetici esenti dall’indicazione del PaO in etichetta.
Tale chiarimento sulle esenzioni nasce dal fatto che alla fine del 2007 ed all’inizio del 2008, i NAS dei Carabinieri hanno eseguito dei controlli per verificare la corretta apposizione del PaO in etichetta, senza tener conto che alcuni prodotti, come previsto dalle linee guida della Commissione Europea, possono non riportare tale indicazione.
Ciò ha comportato un danno alle aziende che sono state accusate di non aver apposto il PaO sulle confezioni di quei prodotti che possono esserne privi.
Su richiesta di Unipro, il Ministero della Salute è intervenuto informando i NAS che, in base appunto a quanto previsto dalle linee guida della Commissione, determinati prodotti cosmetici possono effettivamente non riportare il PaO in etichetta, per la loro particolare formulazione o confezionamento.
Tali prodotti sono quelli presentati in contenitori che non mettono a contatto il cosmetico con l’ambiente esterno (es. prodotti sotto pressione) ed i prodotti monouso. Peraltro, come rilevato dal Ministero, l’indicazione del PaO su quest’ultima categoria di cosmetico potrebbe indurre il paziente a riutilizzare il cosmetico destinato, invece, ad una sola applicazione.
C’è, inoltre, una terza categoria che può non riportare il PaO in etichetta ed è rappresentata da quei prodotti per i quali, dopo l’apertura, un eventuale deterioramento non arreca danni alla salute del consumatore (in accordo con l’articolo 2 della Direttiva 76/768/CEE). Tuttavia, come riportato da Unipro nella circolare, per quest’ultima categoria di cosmetici il Ministero ritiene necessario eseguire opportune valutazioni di tipo tecnico-scientifiche, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, prima di esprimere una propria considerazione che chiarisca definitivamente lo stato di incertezza attuale.