Liberata Sportello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
E’ sempre più diffusa, nella popolazione in generale, la tendenza ad adornare il proprio corpo, mediante l’applicazione di tatuaggi e trucco permanente. Tali pratiche, tuttavia, possono rappresentare un rischio per la salute, dovuto alle contaminazioni microbiche, alla presenza di sostanze pericolose nei prodotti utilizzati per eseguire i tatuaggi e/o il trucco permanente e/o alla possibilità che esse vengano eseguite in condizioni igieniche non idonee.
Gli effetti indesiderati che esse possono provocare spesso non si limitano solo alla zona tatuata o trattata, ma possono estendersi anche alle zone adiacenti o a tutto il corpo. Inoltre, talvolta, tali eventi possono essere così gravi da richiedere l’ospedalizzazione ed ancora indurre fenomeni di sensibilizzazione tali da impedire l’esercizio di determinate professioni come ad esempio quella del parrucchiere.
Secondo l’Agenzia Francese della Sicurezza Sanitaria e dei Prodotti Sanitari (AFSSAPS), il fenomeno dei tatuaggi temporanei sta diventando sempre più preoccupante a causa non solo del numero crescente di casi di allergia segnalati (8 casi associati ai tatuaggi temporanei all’hennè nel 2004, altri 9 nel 2005 e 16 nel 2006) che interessano soprattutto i bambini e gli adolescenti, ma anche a causa delle difficoltà nei controlli dei circuiti di distribuzione di tali prodotti e dei luoghi di realizzazione dei tatuaggi.
E’ importante, inoltre, sottolineare che ad oggi non esistono ancora regolamentazioni adeguate in materia. Tuttavia, l’AFSSAPS ha più volte sconsigliato ai consumatori di effettuare tatuaggi temporanei soprattutto in ambienti non idonei, come nei luoghi di vacanza, sulle spiagge e nei mercatini, ed ha ribadito ai professionisti della salute di informare i pazienti sui rischi derivanti da tale pratica.
A tal proposito, nel mese di luglio del 2007, la stessa agenzia ha realizzato e diffuso un volantino a scopo informativo con il quale ha messo in guardia i consumatori illustrando i rischi inerenti alla pratica del tatuaggio e del trucco permanente.
Anche la Svizzera, come già apparso nel sito, si è occupata del problema emanando nel novembre 2005 un’ordinanza, entrata in vigore il 1° gennaio 2006, con la quale ha disciplinato alcune pratiche cosmetiche, tra cui piercing, tatuaggi e trucco permanente.
Secondo la Food and Drug Administration (FDA), alcuni rischi, come la diffusione di infezioni (epatite, HIV) attraverso l’utilizzo di aghi non sterili, sono noti da tempo, mentre non è chiara la sicurezza degli inchiostri usati per eseguire un tatuaggio o trucco permanente. Sono pervenute alla FDA numerose segnalazioni di reazioni avverse agli inchiostri per tatuaggi, e più di recente ai trucchi permanenti. Pertanto, l’Agenzia Statunitense ha deciso di avviare una valutazione in merito alla sicurezza d’uso di questi pigmenti. In particolare, la sua attenzione è volta a valutare la composizione chimica degli inchiostri, il loro metabolismo nell’organismo, i possibili effetti a breve ed a lungo termine e le risposte dell’organismo per interazione tra la luce e tali sostanze. L’obiettivo è, quindi, quello di ottenere una migliore comprensione degli effetti dovuti agli inchiostri per tatuaggi e trucco permanente sulla salute umana ed anche di identificare i prodotti maggiormente a rischio.
Per quanto riguarda l’Europa, tenuto conto delle lacune normative, è stata recentemente adottata una Delibera del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del Consiglio d’Europa, inerente ai requisiti ed ai criteri di sicurezza per i tatuaggi ed il trucco permanente [Resolution ResAP(2008)1 on requirements and criteria for the safety of tattoos and permanent make-up (superseding Resolution ResAP(2003)2 on tattoos and permanent make-up], che va a sostituire la precedente “Resolution ResAP(2003)2 on tattoo and permanent make-up” del 2003.
Come riportato nel documento, i tatuaggi ed il trucco permanente non devono essere pericolosi per la salute o la sicurezza delle persone o dell’ambiente. Infatti, il fabbricante od il responsabile dell’immissione in commercio dei prodotti in questione dovrebbe compiere una valutazione del rischio, basandosi su recenti dati tossicologici, resi facilmente accessibili alle autorità competenti.
Secondo la Delibera, inoltre, i tatuaggi ed il trucco permanente dovrebbero essere utilizzati solo se privi di:
E’ inoltre possibile l’uso di conservanti, alle concentrazioni efficaci più basse, al fine di garantire la conservazione del prodotto dopo l’apertura e non per correggere un’insufficiente purezza microbiologica dovuta alle scarse condizioni igieniche del processo di produzione o della fase di esecuzione del tatuaggio.
E’ peraltro importante che i prodotti utilizzati per tali pratiche siano sterili e conservati in contenitori, preferibilmente monouso, che garantiscano la sterilità del prodotto fino all’applicazione. Non solo, ma anche che la realizzazione dei tatuaggi o del trucco permanente sia eseguita conformemente alle norme igieniche, previste dal sistema sanitario di ciascuno Stato.
Anche l’etichettatura dei prodotti ha la sua importanza.
Infatti, come riportato nella Delibera, sulla confezione, è necessario riportare alcune informazioni, quali il nome e l’indirizzo del produttore o della persona responsabile dell’immissione in commercio, la data di durata minima, le condizioni d’uso e le avvertenze, il numero di lotto, la lista degli ingredienti e la garanzia di sterilità del contenuto (intesa come assenza d’organismi vitali, inclusi i virus).
Il Consiglio dei Ministri ha, inoltre, invitato le autorità competenti a valutare i dati forniti dai produttori in merito alla sicurezza delle sostanze (in particolare i coloranti) usate per l’esecuzione dei tatuaggi e del trucco permanente, prima che queste siano poste sul mercato, al fine di escludere l’utilizzo di quelle dannose per la salute e di stilare così progressivamente una lista di sostanze ritenute sicure. I dati richiesti per la valutazione della sicurezza dei prodotti utilizzati dovrebbero riguardare le caratteristiche chimico-fisiche (grado di purezza; presenza di impurezze, intese come metalli pesanti, ammine; presenza di ingredienti ausiliari; stabilità dei prodotti; ecc.), i dati tossicologici (possibilità di causare irritazioni della pelle e delle mucose; fototossicità, immunotossicità; genotossicità; ecc.) od altri dati di rilievo.
Infine, ciascun governo dovrebbe imporre a coloro che effettuano tatuaggi e trucco permanente l’obbligo di fornire ai consumatori informazioni attendibili e comprensibili riguardanti i rischi associati a tale pratica e di consigliare loro di consultare un medico in caso di possibili complicazioni. Altrettanto utile per i consumatori sarebbe la possibilità di essere informati di tali rischi attraverso campagne informative di massa o via internet.
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