Liberata Sportello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Il 24 aprile del 2008, l’Ente governativo finlandese per la protezione del Consumatore (Kuluttajavirasto) ha emanato un comunicato stampa nel quale ha espresso la sua opinione in merito ai rischi associati alle varie pratiche che permettono di modificare il proprio aspetto corporeo. L’Ente ha precisato che per “modifiche del corpo” s’intendono tutti quei cambiamenti esteriori, permanenti o temporanei, eseguiti per motivi di natura sicuramente non medica. Tra questi vi sono, ad esempio, la scarnificazione (si tagliano lembi di pelle con una determinata forma e si fa cicatrizzare per ottenere l’effetto immagine), la marchiatura (un tipo di tatuaggio che si ottiene provocando ustioni di terzo grado per raffigurare disegni o lettere), gli impianti sottocutanei, il taglio della lingua in due parti e l’amputazione cosmetica. Questi trattamenti, solitamente, vengono praticati nei centri in cui si eseguono tatuaggi e piercing.
Come dichiarato nel comunicato, le strutture dove sono eseguite tali tecniche devono essere conformi alla legge e non mettere in pericolo la salute del consumatore. Il personale, inoltre, deve garantire che gli attrezzi utilizzati siano disinfettati e che vengano rispettare le norme igieniche. L’Ente ha rilevato, inoltre, che le persone che forniscono questi servizi dovrebbero sempre informare il cliente in merito alle conseguenze di tali cambiamenti, così come della loro irreversibilità, alle possibili infezioni che possono subentrare, ai rischi dell’operazione ed, infine, fornire loro le opportune istruzioni per la cura delle parti trattate.
Tuttavia, come rilevato nel comunicato, nonostante il cliente segua scrupolosamente le indicazioni fornitegli, spesso si possono verificare delle complicazioni.
In tal caso è necessario rivolgersi ad un medico. Poiché, infatti, chi esegue tali procedure non è normalmente un operatore sanitario, il cliente dovrebbe essere informato di ciò, in quanto in tale circostanza non vi è il monitoraggio da parte dell’Autorità Nazionale per gli Affari medico-legali. Inoltre, poiché il cliente paga tali servizi, non si può considerare un paziente ed il sistema di assicurazione non copre eventuali danni causati da una complicanza insorta in seguito a tali procedure.
Infine, l’Ente finlandese ha affermato che tali interventi non dovrebbero essere compiuti su persone minorenni e che non siano state informate accuratamente circa le complicazioni dell’operazione ed i rischi a loro associati. La riflessione finale ha riguardato, invece, la legalità di tali pratiche, soprattutto quelle estreme (come l’amputazione cosmetica delle dita), che dovrebbe essere attentamente valutata indipendentemente dal fatto di aver fornito informazioni in merito ai pazienti.