Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
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Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori (CSSC): opinioni adottate nel 4o Meeting Plenario riguardanti alcune sostanze impiegate nei prodotti cosmetici.

Lidia Sautebin. Dipartimento di Farmacologia Sperimentale, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Il 13 ottobre del 2009 si è tenuto a Bruxelles il 4° Meeting Plenario* del CSSC. In questo incontro sono state richieste alcune opinioni su sostanze utilizzate nei prodotti cosmetici tra cui il triclosano [5-cloro-2-(2,4-diclorofenossi)fenolo] e diidrossiacetone (DHA). Le opinioni espresse, invece, nel 5° Meeting Plenario (8 dicembre 2009) e nel 6° Meeting Plenario (23 marzo 2010) sono già state trattate su questo sito. Completiamo quindi la panoramica sulla recente attività del CSSC, descrivendo le opinioni adottate nel 4°Meeting Plenario:

  1. Sali ed esteri della colina.
    Il CSSC ha risposto alla domanda nella quale si chiedeva se i vari composti della colina, in base alla struttura chimica e/o all’azione di queste sostanze, fossero regolati dall’allegato II/ n° d’ordine 168 della Direttiva sui Cosmetici.
    Il CSSC ha concluso che, in base alle loro proprietà chimiche e strutturali, le seguenti sostanze sono regolate dall’allegato II/168 della Direttiva sui Cosmetici:
    • fenofibrato di colina, salicilato di colina, gluconato di colina, teofillina colinato, esteri di colina dell’acido stearico e di altri acidi carbossilici a lunga catena alchilica, metilcolina e i suoi sali ed esteri.
    Le seguenti sostanze, invece, non sono regolate dall’allegato II/168 della Direttiva sui Cosmetici:
    • glicerofosfocolina, fosfatidilcolina, lecitina, lisofosfatidilcolina idrogenata, fosfatidilcolina idrogenata, glicole acrilico di polifosforilcolina.
  2. Acido citrico e citrato d’argento.
    Sono state poste al CSSC alcune domande riguardanti la sicurezza di nuovi conservanti per cosmetici, acido citrico e citrato d’argento, quando utilizzati in prodotti cosmetici ad eccezione dei prodotti per l’igiene orale e dei prodotti destinati ad essere usati nelle vicinanze degli occhi in concentrazioni sino allo 0,2% e come ingredienti attivi nei deodoranti pure in concentrazioni sino allo 0,2%.
    Secondo il CSSC, l’uso di acido citrico/citrato d’argento nei prodotti cosmetici a concentrazioni fino allo 0,2% come conservante non presenta rischi per la salute del consumatore. Per quanto riguarda i deodoranti e gli anti-traspiranti, il loro utilizzo come conservanti e/o come ingredienti attivi è considerato sicuro sino ad una concentrazione totale dello 0,2%.
    L’aspetto cruciale per la valutazione della sicurezza dei composti contenenti argento è il possibile effetto a lungo termine dell’argento rilasciato, che può portare ad argiria.
    I dati relativi alla tossicità legata all’argento, sui quali si basano le attuali restrizioni legislative, sono molto vecchi e limitati. Secondo il Comitato Scientifico, sarebbe necessario riconsiderare quanto prima gli studi sulla tossicità dell’argento, effettuati in altri settori, al fine di verificare se essi contengano informazioni rilevanti anche per il settore cosmetico.
    Il CSSC ci tiene a ribadire che la sua opinione è limitata alla valutazione dei rischi dell’esposizione all’acido citrico più citrato d’argento alle concentrazioni stabilite, senza tenere conto dell’uso combinato di altri prodotti (cosmetici e non) contenenti ingredienti all’argento. Infatti, alcune evidenze suggeriscono un incremento dell’esposizione dei consumatori all’argento da fonti diverse dai prodotti cosmetici (come ad esempio prodotti tessili, per la pulizia e medici).
    Pertanto il CSSC raccomanda vivamente di effettuare valutazioni sull’esposizione globale all’argento.
  3. Solfato di 2-ammino-4-idrossietilamino-anisolo.
    Sono state poste al CSSC domande riguardanti anche la sicurezza d’uso di una sostanza colorante per capelli, il solfato di 2-ammino-4-idrossietilamino-anisolo, quando utilizzato in tinture ossidanti per capelli a concentrazioni massime dell’1,5%.
    Il CSSC ha concluso che l’uso del solfato di 2-amino-4-idrossietilamino-anisolo nelle condizioni elencate non presenta alcun rischio per la salute del consumatore. Non è possibile escludere un potenziale di sensibilizzante.
    Questa sostanza è un’ammina secondaria e non dovrebbe essere usata in combinazione con sostanze nitrosanti. Per questo motivo il contenuto di nitrosammine dovrebbe essere inferiore a 50 parti per miliardo. Si dovrebbero, inoltre, condurre studi di genotossicità/mutagenicità sulla base delle opinioni più rilevanti espresse dal SCCNFP/SCCP.
  4. Idrossipropil bis(N-idrossietil-p-fenilendiammina) HCl.
    Altre domande sono pervenute al CSSC riguardo alla sicurezza per il consumatore dell’idrossipropil bis(N-idrossietil-p-fenilendiammina) tetracloridrato, una sostanza colorante per capelli, quando utilizzata in tinture ossidanti a concentrazioni massime dello 0,4%.
    Secondo il CSSC, l’uso di questa sostanza come colorante ossidativo per capelli alle concentrazioni riportate, non presenta rischi per la salute del consumatore, fatta eccezione per il suo forte potenziale sensibilizzante. Dovrebbero, inoltre, essere intrapresi studi di genotossicità/mutagenicità in base alle opinioni più rilevanti dell’SCCNFP/SCCP.

* È possibile consultare una sintesi degli argomenti trattati all’indirizzo:
http://ec.europa.eu/health/scientific_committees/consumer_safety/docs/sccs_mi_004.pdf


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