Vigilanza sui prodotti naturali
Efficacia e sicurezza dei prodotti naturali
a cura dell’Ambulatorio di Medicina Naturale dell’A.O.U. ”Policlinico G. Martino” – Messina
Programma permanente e in continua evoluzione.

Il consumo di Tè riduce il rischio di cancro alle ovaie? (Un tè al giorno...)
(Antonella Pieratti e Gioacchino Calapai -Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia – Sezione di Farmacologia – Università di Messina)

Esistono diverse qualità di tè, la bevanda più utilizzata al mondo dopo l’acqua. Tè verde e tè nero provengono dalla stessa pianta, la Camelia sinensis, un piccolo albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Theacee. La principale differenza fra il tè verde (denominato anche tè vergine) ed il tè nero è dovuta ad un diverso metodo di essiccazione della droga. Mentre nel caso del tè nero le foglie subiscono un processo di fermentazione che porta alla formazione di sostanze aromatiche, nel caso del tè verde un rapido riscaldamento della droga assicura l'assenza di fermentazione lasciando inalterato il contenuto di sostanze attive (polifenoli).
I principi attivi di maggiore interesse contenuti nel tè sono: composti polifenolici (catechine, flavonoli e loro glucosidi), metilxantine (caffeina o teina-, teofillina, teobromina), saponine triterpeniche. I componenti presenti in quantità maggiore sono i polifenoli; una tazza di tè verde generalmente ne contiene 50-100 mg (1). I costituenti presenti in quantità minore sono proteine, carboidrati, acidi fenolici, minerali e fibre (2).
Nonostante numerose ricerche di laboratorio indichino che le preparazioni a base di tè verde e nero hanno proprietà antitumorali, sono ancora pochi gli studi clinici che correlano gli effetti del consumo di tè con il rischio di insorgenza di cancro (3-4).

Recentemente è stata pubblicata una ricerca condotta su 61057 donne svedesi da un gruppo di ricercatori di Stoccolma della Divisione di Epidemiologia Nutrizionale del Karolinska Institute avente come oggetto gli effetti del consumo abituale di tè sul rischio di insorgenza di cancro ovarico.
Si tratta di uno studio prospettico condotto su una coorte costituita da donne svedesi tra i 40 e i 76 anni, che avevano eseguito una mammografia tra il 1987 ed il 1990. In tale occasione alle pazienti é stato consegnato un questionario contenente insieme a domande sulla dieta, l’istruzione, il peso, la data del primo menarca, l’eventuale data di inizio della menopausa, il possibile uso di anticoncezionali o di ormoni postmenopausali, domande riguardanti il consumo di tè.
Nel 1997, alle medesime partecipanti allo studio è stato consegnato un nuovo questionario contenente ulteriori domande riguardanti lo stile di vita, l'anamnesi, i fattori riproduttivi e l'uso di ormoni.

Circa il 68% delle partecipanti ha affermato di bere tè (principalmente tè nero) almeno una volta al mese. Le donne appartenenti al campione analizzato che hanno affermato di essere consumatrici abituali di tè presentano caratteristiche diverse rispetto alle donne che hanno affermato di bere tè raramente. Sono in genere più giovani, più magre, possiedono un’istruzione superiore, consumano più frutta e verdura e meno caffè.
L’analisi delle risposte date dopo circa 15 anni (il periodo intercorso tra la somministrazione dei due questionari), attraverso il secondo questionario, evidenzia che in 301 donne tra quelle partecipanti allo studio si é sviluppato un carcinoma invasivo dell’epitelio ovarico. La percentuale di donne affette da tale patologia è risultata essere minore tra le donne che consumano tè rispetto a quelle che non lo bevono abitualmente. I calcoli effettuati dagli autori dello studio, confermando le conclusioni di studi analoghi condotti in USA ed in Cina (4), indicano che il rischio di insorgenza di cancro ovarico può essere minore del 46% tra le donne consumatrici di 2 o più tazze di tè al giorno e che ogni tazza di tè supplementare al giorno può ridurre del 18% tale rischio (5).

Il cancro è una malattia multifattoriale, ed è chiaro che gli alimenti e le bevande che costituiscono la nostra dieta possono svolgere un ruolo nel contribuire a ridurre o ad aumentare il rischio di molti tipi di cancro. Come spiegare gli effetti protettivi del tè? Gli autori dello studio sottolineano l’importanza di sostanze come i polifenoli (catechina, teaflavine ed i flavonoli), presenti sia nel tè verde che nel tè nero, studiati come agenti chemioprotettivi e che in virtù della loro azione antiossidante, anti proliferativa e antiangiogenetica possono combattere le cellule cancerose. Un tè al giorno...

Bibliografia

  1. Yamamoto T, Juneja LR, Chu DC et al: Chemistry and Applications of green tea. CRC Press, Boca Raton, FL, USA, 1997.
  2. Kaegi E: Unconventional therapies for cancer: green tea. Can Med Assoc J. 1998; 158:1033-1035.
  3. Yang CS, Maliakal P, Meng X. inhibition of carcinogenesis by tea. Annu Rev Pharmacol Toxicol. 2002; 42:25-54.
  4. Zheng W, Doyle TJ, Kushi LH, Sellers TA, Hong CP, Folsom AR. Tea consumption and cancer incidence in a prospective cohort study of postmenopausal women. Am J Epidemiol. 1996; 144:175-182.
  5. Larsson SC, Wolk A,. Coffee Consumption is not associated with ovarian cancer incidence. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2005; 14: 2273-2274.
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