Fitovigilanza
Reazioni avverse da erbe medicinali
A cura di Gioacchino Calapai, Giovanni Polimeni, e Achille P. Caputi

REAZIONI EPATOTOSSICHE DA CIMICIFUGA RACEMOSA? SOSPENSIONE CAUTELATIVA DELLA COMMERCIALIZZAZIONE
GIOACCHINO CALAPAI
Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia – Sezione di Farmacologia - Università degli Studi di Messina

Gli estratti di rizoma (parte sotterranea) della pianta Cimicifuga racemosa, originaria del Nord America, sono oggi diffusi in Europa principalmente per curare sintomi peri e post-menopausali. In Italia, estratti della pianta sono in commercio come ingredienti di integratori alimentari. In data 7 agosto 2006, il Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria e la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti del Ministero della Salute ha emesso una circolare in cui, in attesa di ulteriori approfondimenti, si richiede la sospensione in via cautelativa, della commercializzazione in Italia dei prodotti contenenti estratti provenienti dal rizoma di Cimicifuga racemosa.

La circolare ministeriale é successiva ad una iniziativa dell’Agenzia Europea per la Valutazione dei Medicinali (EMEA). L’EMEA ha emesso il 18 luglio 2006 un comunicato (Doc. Ref.: EMEA/269259/2006) che mette in guardia i consumatori e gli operatori sanitari sui possibili rischi collegati all’uso di prodotti contenenti materiale estratto dal rizoma della pianta. I pazienti che attualmente stanno utilizzando prodotti contenenti estratti dal rizoma di Cimicifuga racemosa sono consigliati di sospenderne il consumo e, in presenza di sintomi ricollegabili a danno epatico (senso di fatica ingiustificato, perdita dell’appetito, colore giallastro della cute e degli occhi, nausea e/o vomito, emissione di urine scure), sono invitati a consultare immediatamente il proprio medico.

Il comunicato è stato emesso in seguito all’esame da parte del Comitato per i Prodotti a base di Erbe Medicinali (Committee on Herbal Medicinal Products; HMPC) di una serie di casi di epatotossicità rilevati in pazienti che hanno fatto uso di Cimicifuga racemosa. Sono stati esaminati 42 casi di epatotossicità; tuttavia, di questi solo 16 sono stati considerati sufficientemente documentati. Nel corso della valutazione 5 casi sono stati esclusi e 7 sono stati considerati scarsamente correlabili all’uso della pianta. Nei rimanenti 4 casi è stata riscontrata una relazione temporale tra assunzione dei prodotti a base di Cimicifuga racemosa e comparsa della reazione epatotossica. In essi sono state riscontrate le seguenti diagnosi: 2 casi di epatite autoimmune, un caso di danno epatico cellulare, un caso di insufficienza epatica fulminante.

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