Una sindrome parkinsoniana persistente, associata all’uso illecito, per via endovenosa, dello psicostimolante metcatinone è stata identificata in alcuni individui in Latvia.
Tuttavia, piuttosto che la droga stessa, i ricercatori ritengono che ne sia responsabile la soluzione contenente manganese usata per miscelare il farmaco.
Uno studio (1) condotto su 23 adulti consumatori di metcatinone endovena che avevano sviluppato sintomi extrapiramidali, che comprendevano disturbi dell’andatura e della parola, ha rivelato modificazioni del segnale dei gangli basali alla risonanza magnetica ed elevati livelli ematici di manganese.
“La fonte di manganese che sta alla base degli effetti neurotossici in questi pazienti era presumibilmente il permanganato di potassio usato nel processo di ossidazione di efedrina o pseudoefedrina per formare metcatinone” scrivono gli autori.
Noto in Russia come efedrone, e chiamato in strada cat, mul’ka e jeff, il catinone, originariamente derivato dalla pianta khat (Catha edulis), è stato a lungo usato come psicostimolante; è noto per causare psicosi, ma non parkinsonismo.
Problema di Produzione Locale
Il metcatinone viene in genere preparato in laboratori locali dalla ossidazione di efedrina e pseudoefedrina contenuta in vari prodotti farmaceutici facilmente disponibili.
Mentre in Nord America è prodotto in forma di polvere dalla ossidazione del cromato in presenza di acido solforico per insufflazioni nasali, in Russia e nell’Europa dell’Est una preparazione endovenosa è prodotta dalla ossidazione del permanganato di potassio in presenza di acido acetico.
Un precedente studio pubblicato da ricercatori in Russia nel 2005 aveva notato la presenza di una distinta sindrome extrapiramidale nei consumatori di metcatinone nell’Europa dell’Est e in Russia.
Cadute e Difficoltà di Parola
Per studiare meglio queste precedenti osservazioni, i ricercatori hanno identificato 23 pazienti tra il 2003 e il 2006, che erano tutti consumatori attuali o pregressi di metcatinone, con difficoltà di andatura o di parola.
Tutti i soggetti dello studio avevano disturbi di andatura e difficoltà di camminare all’indietro. Undici soggetti riportavano cadute quotidiane ed un paziente usava una sedia a rotelle. Inoltre, 21 pazienti avevano una parola ipofonica ed 1 paziente era muto. Tutti i soggetti erano affetti da epatite C e 20 erano anche HIV positivi.
I pazienti sono stati valutati con Risonanza Magnetica (MRI) e con un dettagliato esame neurologico che valutasse la postura, la parola e la scrittura. Sono stati anche valutati con la Unified Parkinson's Disease Rating Scale (UPDRS) e il sistema Hoehn e Yahr, utili per la misurazione dei sintomi parkinsoniani e della malattia di Parkinson e con la Schwab and England Activities of Daily Living Scale.
In aggiunta, 17 soggetti sono stati sottoposti al Mini-Mental State Examination (MMSE). Sono stati raccolti campioni di sangue da tutti i partecipanti allo studio e testati per il manganese.
Del gruppo di studio, 13 erano consumatori pregressi con 2 o 6 anni trascorsi dall’ultima assunzione della droga e 10 soggetti erano consumatori attivi.
Danno Permanente
I risultati della MRI nei consumatori attivi hanno rivelato una simmetrica iperintensità nel globo pallido e nella sostanza nigra e nella sostanza innominata. Tra i 13 consumatori pregressi, è stato osservato un grado inferiore di modificazioni del segnale alla MRI.
I livelli sierici normali di manganese sono < 209 nmol/L. Invece, la media dei livelli di manganese nei consumatori attivi era di 831 nmol/L e di 346 nmol/L nei consumatori pregressi. Tuttavia, nonostante la caduta dei livelli sierici di manganese nei consumatori pregressi, i ricercatori hanno notato che i deficit neurologici osservati non si sono risolti.
"Sebbene i reperti alla MRI migliorano o si risolvono con la sospensione dell’uso del metcatinone, le condizioni neurologiche dei pazienti non migliorano, il che implica il fatto che il danno neuronale permanente resta, nonostante la scomparsa del manganese dai gangli della base” gli Autori riportano.
I ricercatori dello studio hanno valutato se la sindrome simil-Parkinsoniana nei consumatori di metcatinone potesse essere correlata allo stato HIV-positivo. Occasionali disordini di movimento tipo Parkinsoniano avvengono in pazienti con demenza HIV-associata o con infezioni opportunistiche del sistema nervoso centrale.
Esclusa l’Infezione da HIV
Comunque, questa possibilità è stata esclusa in base al fatto che i reperti clinici e della MRI nei consumatori di metcatinone non erano compatibili con quelli osservati in pazienti affetti da HIV con disordini parkinsoniani dei movimenti. Inoltre, 3 dei soggetti dello studio non erano HIV-positivi e più della metà non avevano un AIDS conclamato, che è associato in maniera tipica a disordini simili.
I ricercatori hanno notato che i sintomi in questo gruppo di pazienti sono compatibili con l’avvelenamento da manganese nei saldatori e in coloro che lavorano con i metalli, ma appaiono essere molto più gravi nei consumatori di metcatinone.
"Le nostre scoperte mettono in evidenza conseguenze imprevedibili e serie per la salute che possono insorgere da modificazioni chimiche di agenti farmaceutici facilmente disponibili”, concludono gli autori.
Lo studio è stato in parte supportato dal Latvian Council of Science. Gli autori non hanno dichiarato conflitti di interesse.
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Figura 1. Immagini di RMN in un utilizzatore attivo di metcatinone |
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Figura 2. Nel riquadro A: Immagini di RMN in un utilizzatore attivo di metcatinone |
Bibliografia