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Reazioni avverse
da erbe medicinali
A cura di
Gioacchino Calapai, Giovanni
Polimeni, e Achille P. Caputi
CALENDULA OFFICINALIS
La Calendula officinalis (o Calendola) è una comune pianta da giardino che cresce nel Nord America ed in Europa. I fiori di colore giallo-oro-arancio sono stati usati a scopo curativo per secoli e ancora oggi utilizzati per gli estratti fitoterapici. Tra i costituenti chimici della calendula vi sono triterpeni (acido oleanolico), composti sesquiterpenici, flavonoidi, steroli, composti glicosidici, un olio volatile e acido clorogenico (1, 2, 3).
La Calendula è stata utilizzata in Europa per il trattamento topico di ferite ed ulcere, lievi ustioni (eritema solare), eczemi. E' utilizzata anche come coadiuvante nel trattamento di disturbi del tratto gastrointestinale quali gastriti, ulcera peptica e colite ulcerosa. Possiede proprietà antimicotiche e viene considerata un regolatore del ciclo mestruale (4).
La Calendula è stata anche applicata in campo oftalmologico nel trattamento delle congiuntiviti e delle cheratiti erpetiche (5, 6) e in quello odontostomatologico per il trattamento di paraodontopatie (7).
E' un ingrediente comune di dentifrici a base di erbe e di diversi tipi di preparazioni ad uso cosmetico. E' stata anche usata per ridurre la ritenzione idrica.
Le sue proprietà curative sembrano essere dovute soprattutto alla presenza di composti triterpenici. Tra questi, il calenduloside B (un triterpene glicosidico) esercita un marcato effetto anti-ulcera e possiede azione sedativa (8). La calendula sembra possedere attività immunostimolante probabilmente dovuta ai composti polisaccaridici (9). Altre proprietà studiate da tempo sono quelle antitumorale (10) ed antivirale (11). In laboratorio è stato dimostrato che gli estratti ottenuti dai fiori di Calendula possiedono attività antivirale nei confronti del virus HIV (12).
Il trattamento con estratti di calendula è indicato per via topica nelle infiammazioni della cute e delle mucose e per la guarigione di ferite o contusioni (13, 14, 15). Per quanto sia indicata quasi esclusivamente per via topica (anche a causa della maggiore possibilità di reazioni allergiche quando assunta per via orale), uno studio, tra i pochi studi clinici pubblicati, ha dimostrato che la calendula in associazione ad un'altra erba il Symphitum officinalis è in grado di ridurre in maniera significativa la sintomatologia dolorosa e favorire la guarigione in soggetti affetti da ulcera e gastroduodenite (16).
Per quanto riguarda la preparazione e il dosaggio può essere assunta come infuso ponendo 1-2 cucchiaini da thè di fiori di Calendula in acqua bollente per 10-15 minuti. Il preparato così ottenuto dovrebbe essere bevuto tre volte al giorno. La Calendula viene utilizzata come infuso anche per applicazione topica: 1-2g/150 ml. Come tintura per uso esterno: estratto liquido 1:1 in 40 % di alcool o 1:5 in 90 % di alcool (14). Per il trattamento delle ferite si applica direttamente la tintura (17).
EFFETTI COLLATERALI
In laboratorio è stato osservato che il trattamento può causare sensibilizzazione a livello della cute (18). Possono verificarsi reazioni allergiche anche gravi in seguito ad assunzione per via orale (19).
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE
Non sono conosciute reazioni avverse causate da interazioni farmacologiche con la Calendula.
REFERENZE BIBLIOGRAFICHE
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