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Reazioni avverse da erbe
medicinali
A cura di
Gioacchino Calapai, Giovanni
Polimeni, e Achille P. Caputi
IPPOCASTANO (Aesculus hippocastanum)
L'ippocastano (Aesculus hippocastanum) è una pianta appartenente alla famiglia delle Hippocastanaceae. Originaria dell'Asia e della zona centrale delle penisola balcanica è ora coltivata in molte zone dell'Europa e del Nord America. Il suo nome è dovuto al fatto che i suoi larghi semi venivano usati come cibo per i cavalli. Le diverse parti della pianta (semi, foglie, corteccia) sono state usate nella medicina tradizionale per curare ferite, malattie intestinali e emorroidi (1). Gli estratti usati nella moderna fitoterapia sono ottenuti dai semi della pianta. La sua popolarità in Occidente è dovuta ad evidenze sperimentali e cliniche che documentano la sua efficacia nel trattamento delle insufficienza cronica della circolazione venosa e dei disturbi ad essa collegati (varici, ulcere venose, edemi agli arti inferiori, emorroidi) (2, 3, 4). Numerosi sono gli studi clinici che dimostrano l'efficacia dell'Ippocastano nel trattamento di questa patologia (5, 6). Una recente revisione di tutti gli studi clinici controllati pubblicati fino al 1998 dimostra una efficacia superiore al placebo nel ridurre sintomi che si manifestano in soggetti con insufficienza venosa quali l'edema, il dolore, il prurito ed il senso di fatica e tensione dell'arto inferiore (7).
Il principio attivo responsabile delle proprietà terapeutiche è l'escina, un glicoside triterpenico contenuto in discrete quantità nei semi di Ippocastano. Gli estratti di Ippocastano presenti in commercio sono standardizzati per il loro contenuto in escina nella percentuale del 16-21 %. Altri composti presenti nella pianta sono flavonoidi glicosidici e proantocianidine (8). In fitoterapia si utilizzano estratti standardizzati in modo da garantire una dose giornaliera di 100-150 mg di escina (9). Viene utilizzato anche come tintura alla dose di 1-4 ml per tre volte al giorno, sebbene attraverso questa via di somministrazione l'assorbimento sia scarso (10). Preparazioni a base di escina per applicazione topica sono usate per la cura delle emorroidi, di ulcere cutane, delle varici venose e traumi contusivi. Nella Tabella I sono elencati alcuni prodotti erboristici o dietetici contenenti Ippocastano in commercio in Italia.
Sono state dimostrate diverse attività farmacologiche che possono essere alla base dell'attività terapeutica dell'Ippocastano: aumento della pressione venosa, riduzione della permeabilità capillare causata da stimoli flogogeni, riduzione dell'edema e attività antiinfiammatoria (11).
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Tabella I - Elenco di alcuni prodotti erboristici contenenti Ippocastano in commercio in Italia. |
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Prodotto |
Ditta Fornitrice |
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Ippocastano estratto semplice 50 ml |
AB ANALITICA |
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Ippocast. ABO tintura madre 50 ml |
ABOCA |
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Ippocastano estratto glicolico |
ACEF |
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Ippocastano capsule |
ARKOCAPSULE |
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Ippocastano Rusco gel |
CHEMIST |
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Ippocast. tintura madre 50 ml |
ERBEX |
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Ippocastano flaconcini |
FADEM |
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Ippocastano capsule |
FITOSALUTE |
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Ippocastano tintura madre |
GRICAR CHEMICAL |
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Ippocastano frutti 50 ml |
NATUR PHARM GROUP |
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Ippocastano flaconcini |
NATURA HOLDING |
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Ippocastano capsule |
PHARBENIA |
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Ippocastano flaconcini |
PHARMALAND |
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Ippocastano semi tintura madre |
PLANTA MEDICA |
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Ippocastano SID capsule |
SIDAF |
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Ippocastano gemme |
SIFRA OMEOPATICI |
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Ippocastano sospensione |
SPECCHIASOL |
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Ippocastano olio |
VENEZIANI |
EFFETTI COLLATERALI
Gli estratti di ippocastano sono in genere ben tollerati. In rari casi si può manifestare prurito, nausea e disturbi gastrointestinali (12).
AVVERTENZE
Gli edemi e i disturbi circolatori possono essere il sintomo di gravi condizioni cardiovascolari. Per questo motivo è bene consultare il proprio medico prima di assumere l'Ippocastano per curare questi disturbi.
Nonostante non sia stato documentato alcun caso clinico, l'associazione di Ippocastano con farmaci che possono interferire con la coagulazione come il warfarin e l'eparina è da evitare poiché ritenuta potenzialmente pericolosa (13). E' stato avanzata l'ipotesi che l'escina, contenuta nei semi di Ippocastano, possa determinare danni renali (14). Poiché questa possibilità non è stata sufficientemente studiata è consigliabile non assumere Ippocastano in caso di insufficienza renale. L'uso di Ippocastano dovrebbe essere evitato anche in presenza di una epatopatia o in questo caso solo dopo avere consultato il proprio medico.
Referenze bibliografiche
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