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Reazioni avverse da
erbe medicinali
A cura di
Gioacchino Calapai, Giovanni
Polimeni, e Achille P. Caputi
KAVA (KAVA-KAVA)
La pianta Kava (sinonimi sono "Kava Kava" e "Kawa" o "Kawa Kawa") cresce in Oceania e appartiene alla famiglia delle piperaceae. Il nome latino è Piper methysticum ("pepe tossico"). Il termine "Kava" viene usato per descrivere varie caratteristiche organolettiche della pianta (amaro, aspro, pungente) (1). In fitoterapia si usa la radice. Le sue proprietà ansiolitiche e sedative hanno fatto si che la pianta venisse nel tempo utilizzata durante rituali religiosi o cerimonie sociali o come pianta medicinale presso le popolazioni dell'Oceania (2, 3).
A seconda della dose utilizzata, gli estratti della radice possono produrre un effetto inizialmente ansiolitico e sedativo e, con l'aumentare della dose, rilasciamento muscolare e incoordinazione motoria (4). Nella medicina popolare la radice di Kava è stata usata per curare la gonorrea, indurre il sonno, come rilassante muscolare e antifatica (5, 6).
Anche se sono state isolate varie sostanze tra cui flavonoidi e chetoni (7), alcuni composti (ne sono stati isolati 18) denominati kavapironi sembrano essere responsabili delle principali attività farmacologiche. I kavapironi sono anche utilizzati per la standardizzazione degli estratti di Kava presenti in commercio (8). Questi composti sono dotati di alcune attività farmacologiche; quali anticonvulsiva, anestetica locale, ansiolitica, spasmolitica e antimicotica (1). Gli estratti di kava sono in grado di produrrre inibizione della captazione della noradrenalina (9) e inibizione delle monoamino-ossidasi (10).
Una recente revisione sistematica degli studi clinici condotti con la radice o con il principio attivo kavaina, ha dimostrato che la Kava ha una efficacia superiore al placebo nel trattamento dell'ansia e dei disturbi del comportamento ad essa collegati (11). Uno studio meno recente e condotto su un numero ridotto di pazienti suggerisce che l'estratto di Kava può essere utile nel trattamento delle disfunzioni psicosomatiche e neurovegetative presenti nel periodo del climaterio femminile (12).
La posologia considerata valida dal punto di vista terapeutico è di 50-70 mg di estratto di Kava per tre volte al giorno (13). Può essere assunta sotto forma di capsule, compresse, tinture o tisane. Nella Tabella I sono elencate alcune specialità erboristiche contenenti Kava e presenti in commercio in Italia.
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Tabella I. Specialità erboristiche contenenti Kava in commercio in Italia. |
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Prodotto |
Ditta fornitrice |
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Kava kava opercoli |
ABOCA |
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Kava kava opercoli |
BODY-SPRING |
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Kawa night |
DAREC |
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Kava kava cpr e opercoli |
ERBEX |
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Kawa Syn |
KOWL |
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Kawanis |
NATURAL BRADEL |
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Kava kava radice tintura madre |
PLANTA MEDICA |
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Kava kava cps |
PHARBENIA |
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Kavalin |
PHARMALIFE |
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Kawastenil |
RHASIS |
TOSSICITA' ED EFFETTI COLLATERALI (Tabella II)
E' stato segnalato un caso riguardante una donna di 39 anni con pregressa epatite che ha sviluppato epatite necrotizzante in seguito ad assunzione di una preparazione contenente Kava (14).
Un uomo di 54 anni è stato ospedalizzato a causa di una sintomatologia caratterizzata da letargia e stato confusionale in seguito ad assunzione per 3 giorni di kava a dosi normalmente consigliate. Poiché l'uomo aveva assunto alprazolam nello stesso periodo, la causa della sintomatologia è stata identificata nella interazione tra kava e benzodiazepine (15).
In un altro caso un uomo di 27 anni è stato ospedalizzato a causa di una grave sintomatologia costituita da movimenti di tipo coreoatetosico interessanti gli arti inferiori, il tronco, il collo e il viso. Tale sintomatologia è scomparsa dopo 12 ore e si è manifestata più volte nello stesso soggetto sempre in seguito ad assunzione di Kava (16).
Nel 1995 è stato pubblicato un articolo che riportava la descrizione di 4 casi riguardanti soggetti che in seguito ad assunzione di Kava avevano manifestato effetti neurologici di tipo extrapiramidale quali reazioni distoniche e discinesia. Gli stessi autori commentano i casi suggerendo che gli effetti di tipo extrapiramidale potrebbero essere dovuti ad una azione antagonista degli estratti di Kava nei confronti della dopamina (17).
L'assunzione cronica di Kava è stata associata a manifestazioni di tipo eczematoso (18) ed alla comparsa di una dermopatia di tipo pellagroide con colorazione giallastra della cute che è stata inizialmente attribuita a deficit di niacina (vitamina B6), dato questo non confermato da successivi studi (19) e, successivamente, ad alterazioni del metabolismo del colesterolo (20). Più recentemente è stato descritto il caso di una donna di 36 anni che, dopo avere assunto un estratto di radice di kava alla dose di 120 mg al giorno per 3 settimane, ha manifestato un esantema cutaneo a carico del tronco caratterizzato da eritema di tipo papuloso accompagnato da intenso prurito. In seguito ad un breve periodo di trattamento con corticosteroidi l'esantema è regredito ma la donna ha continuato ad accusare prurito per diverse settimane (21).
L'uso cronico di Kava può determinare riduzione dei livelli delle proteine plasmatiche ed ematuria (22). Con il termine "kavaismo" è stata denominata una sintomatologia che si manifesta dopo uso cronico di Kava e caratterizzata da: disidratazione, desquamazione e depigmentazione della cute e da arrossamento degli occhi (19, 20).
Dagli studi finora condotti non sembra che nell'uomo si sviluppi tolleranza (23), né dipendenza (24) verso i suoi effetti.
CONTROINDICAZIONI
L'assunzione di kava può essere controindicato:
AVVERTENZE
Il proprio medico dovrebbe sempre essere consultato prima di assumere Kava:
L'uso di alcool può potenziare gli effetti sedativi del fitoterapico (25).
L'assunzione di kava può rallentare i riflessi motori e ridurre lo stato di vigilanza. E' opportuno non guidare automezzi o adoperare macchinari pesanti.
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Tabella II. Possibile tossicità ed effetti collaterali da consumo di Kava. |
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Reazione avversa |
Referenza bibliografica |
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Reazioni cutanee (esantema eritemato-papuloso) |
Suss R, Lehmann P. Hautarzt 1996; 47: 459-61. |
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Deficit proteine plasmatiche ed ematuria |
Mathews JD, Riley MD, Fejio L, Munoz E, Milns NR, Gardner ID, Powers JR, Ganygulpa E, Gununuwawuy BJ. Med. J. Aust. 1988; 148: 548-55. |
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Epatite necrotizzante |
Strahl S, Ehret V, Dahm HH, Maier KP. Dtsch Med Wochenschr 1998; 123: 1410-4. |
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Letargia e stato confusionale |
Almeida JC, Grimsley EW. Ann. Intern. Med. 1996; 125: 940-1. |
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Coreoatetosi |
Spillane PK, Fisher DA, Currie BJ. Med. J. Aust. 1997; 167: 172-3. |
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“Kavaismo”: disidratazione, desquamazione e depigmentazione della cute e arrossamento degli occhi. |
Ruze P. Lancet 1990; 335: 1442-5. |
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Reazioni distoniche e discinesia |
Schelosky L, Raffauf C, Jendroska K, Poewe W. J Neurol Neurosurg. Psychiatry 1995; 58: 639-40. |
Referenze bibliografiche
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