Serenoa repens Fitovigilanza
Reazioni avverse da erbe medicinali
A cura di Gioacchino Calapai, Giovanni Polimeni, e Achille P. Caputi

Serenoa repens

(a cura di Annabella Vitalone - Dipartimento di Anatomia Umana, Farmacologia e Scienze Medico Forensi. Facoltà di Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Parma)

Aggiornato al 30/06/2007

La Serenoa repens (sinonimo di Sabal serrulata) è una pianta diffusa nelle regioni meridionali degli Stati Uniti (dove è anche nota con il nome di Saw palmetto), nel Sud-Europa e nel Nord-Africa. E' una palma nana che gli Indiani d’America impiegavano nel XVII secolo per alleviare disturbi genitourinari, per l’atrofia testicolare, per il trattamento della disfunzione erettile e come afrodisiaco. La medicina popolare occidentale la consigliava per incrementare il vigore sessuale e le dimensioni del seno, per l’emicrania e per stimolare la crescita dei capelli (1). Quest’ultimo uso “tradizionale”, vede oggi l’impiego di Serenoa repens nel trattamento dell’alopecia androgenetica, sulla base dello stesso razionale che vede impiegata la finasteride nel trattamento della stessa patologia (inibizione della 5 alfa-reduttasi di tipo 2 dei follicoli piliferi dello scalpo). Dati preliminari indicherebbero una potenziale efficacia ed applicabilità di Serenoa come trattamento dell’alopecia androgenetica (2). Le evidenze scientifiche più solide però sono relative all’uso del frutto di Serenoa repens come adiuvante nel trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna (IPB) allo stadio I e II e dei sintomi ad essa associati (3). Questa applicazione comincia a diffondersi ampiamente agli inizi del XX secolo, sino a fare diventare, nel 1990, la Serenoa una tra le prime dieci piante più vendute negli Stati Uniti (4).
La porzione di pianta più ricca in principi reputati attivi (la cosiddetta “droga”) è costituita dal frutto di Serenoa repens. I costituenti chimici che sono stati in essa riscontrati sono numerosi e comprendono: steroli (beta-sitosterolo, stigmasterolo, campestrolo, cicloartenolo), acidi grassi liberi e relativi gliceridi (oleico, caprilico, miristico, stearico, palmitico), carotenoidi, oli essenziali, carboidrati (zuccheri inerti, galattosio, arabinosio), tannini, flavonoidi ed acidi organici (caffeico, antranilico, clorogenico) (4,5). L'estratto del frutto di Serenoa, per essere efficace, deve essere un estratto lipofilico e standardizzato al 85-95 % in acidi grassi e steroli.
La Serenoa repens è presente in commercio in preparazioni farmaceutiche registrate e preparazioni erboristiche. Nella Tabella I sono riportate alcune preparazioni erboristiche in commercio in Italia, mentre nella Tabella II sono riportate alcune specialità medicinali (prodotti fitoterapici per l’acquisto dei quali è richiesta la ricetta medica ripetibile) contenenti Serenoa. Sebbene Serenoa sia disponibile in commercio in diverse formulazioni (capsule, compresse, tisane, tinture), tutti gli estratti acquosi (tisane, decotti) sembrano non essere efficaci nel trattamento dell’IPB. Serenoa repens è anche presente in specialità medicinali, registrate in Italia, in associazione ad estratti secchi idroalcolici di radici di Urtica dioica.
I dati di una metanalisi dei risultati di trials clinici effettuati per verificare l'efficacia di Serenoa repens nel trattamento dell’IPB dimostrano che si ottiene un effettivo miglioramento della qualità della vita del paziente, riducendo la frequenza e l’urgenza degli atti minzionali, la nicturia e migliorando la sensazione di incompleto svuotamento vescicale ed il dolore durante la minzione (6). In un'altra revisione di dati clinici viene riportato che la Serenoa migliora i sintomi urologici in misura superiore al placebo ed uguale alla finasteride (6,7). Altri studi indicano l’equivalenza tra Serenoa e tamsulosina; ribadiscono inoltre la sicurezza di Serenoa e l’inutilità di utilizzarla in associazione all’alfa-antagonista, poiché i benefici ottenibili non sono superiori a quelli conseguibili utilizzando la Serenoa in monoterapia (8,9). Recentemente, l’efficacia di Serenoa è stata messa in discussione da uno studio in doppio cieco condotto su pazienti con IPB di grado moderato-severo. Tale studio afferma la non efficacia di Serenoa repens, con effetti paragonabili (anche in termini di sicurezza) a quelli ottenibili con l’uso del placebo (10). L’impiego di Serenoa repens nel trattamento dell’IPB lieve-moderata, considerato nell’insieme delle informazioni ad oggi disponibili, sembra comunque efficace ed il profilo di sicurezza sembra buono, sebbene non siano stati condotti studi su larga scala e a lungo termine (11). Le informazioni relative a studi clinici che impiegavano estratti del frutto di Serenoa repens in associazione ad estratti di radice di Urtica dioica sembrano confermare la superiorità di questo trattamento rispetto al placebo e la non inferiorità rispetto alla tamsulosina (12,13). Dagli stessi studi è emersa anche una buona tollerabilità della combinazione considerata.
Il dosaggio degli estratti di Serenoa varia a seconda della severità dei sintomi. Generalmente l'estratto standardizzato dovrebbe essere assunto, per apprezzare un significativo miglioramento clinico, alla dose di 160 mg per due volte al giorno per un periodo di 1-3 mesi (14). L’uso eccessivamente prolungato nel tempo di Serenoa non contribuisce ad aumentare i potenziali miglioramenti che si ottengono dopo i primi 3 mesi di terapia.

Tabella I. Alcune preparazioni erboristiche contenenti Serenoa repens in commercio in Italia.

Prodotto

Ditta fornitrice

Prostenil (Serenoa in associazione) opercoli

ABOCA

Serenoa repens cps

BODY SPRING - ANGELINI

Serenoa cps

PHARBENIA

Sabalselect

INDENA

Serenoa serrulata

VEPRO

 

Tabella II. Alcune specialità medicinali contenenti Serenoa repens in commercio in Italia.

Prodotto

Ditta fornitrice

Permixon

PIERRE FABRE PHARMA

Prostaplant (in associazione a Urtica dioica, estratto secco idroalcolico)

WILLMAR-SCHWABE-D

Prosteren

CORNELLI CONSULTING

Rilaprost

LABORATORI GUIDOTTI

Serpens

LISAPHARMA

In vitro ed in vivo, sono state dimostrate diverse attività farmacologiche che possono contribuire a spiegare il complesso meccanismo di azione di Serenoa repens, tra le più importanti ricordiamo: inibizione dell'attività dell'enzima 5-alfa-reduttasi di tipo 1 e 2 (15,16), antagonismo non competitivo nei confronti del recettore alfa-1-adrenergico (17), inibizione della produzione dei metaboliti della 5-lipossigenasi e dell’espressione della ciclossigenasi-2 (con conseguente effetto antinfiammatorio ed antiedemigeno) (18), attività antiandrogenica ed antiestrogenica (interferisce con il legame del diidrotestosterone con il recettore citosolico ed inibisce la sintesi del recettore estrogenico) (19).

Effetti collaterali.
Gli effetti collaterali sono rari e sono generalmente costituiti da disturbi gastrointestinali (20), nausea (14), cefalea (3), vertigini (21). Un caso di epatite colestatica è stato segnalato in un uomo che aveva assunto una preparazione contenente Serenoa repens per un periodo di 2 settimane (22) (Tabella III). Un’altra evidenza di possibili problemi epatici deriva dal riscontro di epatite acuta e pancreatine, in un uomo di 55 anni che assumeva saltuariamente Serenoa da 4 anni (23). Le potenziali attività a livello epatico di Serenoa devono essere oggetto di ulteriore valutazione, poiché altri esperimenti condotti in laboratorio non hanno confermato effetti significativi sui marker biologici di tossicità epatica (24). Un caso di emorragia intraoperatoria è stato associato all’uso di Serenoa, in un uomo sottoposto a chirurgia per asportazione di un meningioma (25) (Tabella III).

Tabella III. Effetti collaterali correlati all'uso di Serenoa repens.

Effetto collaterale

Referenza bibliografica

Cefalea

Champault G, Patel JC, Bonnard AM. Br J Clin Pharmacol 1984; 18: 461-2.

Disfunzioni eiaculatorie e impotenza

Blumenthal M. The A B C Clinical Guide to Herbs, The American Botanical Council - Tieme Press, New York, 2003; 309-319.

Disturbi gastrointestinali

Tasca A, Barulli M, Cavazzana A, Zattoni F, Artibani W, Pagano F. Minerva Urol Nefrol 1985; 37: 87-91.

Emorragia

Cheema P, El-Mefty O, Jazieh AR. J Intern Med 2001; 250: 167-9.

Epatite acuta e pancreatite

Jibrin I, Erinle A, Saidi A, Aliyu ZY. South Med. J. 2006; 99: 611-2.

Epatite colestatica

Hamid S, Rojter S, Vierling J. Ann Intern Med 1997; 127: 169-70.

Nausea

Plosker GL, Brogden RN. Drugs Aging. 1996; 9: 379-95.

Vertigini

Reece Smith H, Memon A, Smart CJ, Dewbury K. Br J Urol 1986; 58: 36-40.

Interazioni e controindicazioni.
Al momento le interazioni con farmaci di sintesi o altre erbe medicinali non sono del tutto note, soprattutto perché durante gli studi clinici vengono generalmente esclusi i pazienti in terapia con alfa-bloccanti, diuretici o altri farmaci in genere (4). Tuttavia, sono stati riportati alcuni casi di aumentato sanguinamento in persone che associavano l’uso di inibitori della ciclossigenasi-2 e di aspirina ad un consumo eccessivo di Serenoa repens (26). La presenza di tannini, inoltre, potrebbe determinare un’inibizione dell’assorbimento di ferro, somministrato in concomitanza di Serenoa repens (27). Infine, è teoricamente molto probabile che i prodotti a base di Serenoa possano interagire con qualunque contemporanea terapia ormonale (5).
L'unica indicazione terapeutica che, ad oggi, prevede l'uso di Serenoa repens è l'ipertrofia prostatica benigna. Poiché la Serenoa potrebbe essere controindicata, dovrebbe essere sempre consultato il proprio medico prima di assumere Serenoa repens, in particolare se:

Data la mancanza di studi clinici al riguardo, l'assunzione della Serenoa repens per usi diversi dal trattamento della ipertrofia prostatica benigna dovrebbe essere sconsigliata nelle donne in gravidanza, in quelle che allattano o che intendono concepire.

Referenze bibliografiche

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  4. Blumenthal M. The A B C Clinical Guide to Herbs, The American Botanical Council - Tieme Press, New York, 2003; 309-319.
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