Erba di San Giovanni (iperico). Interazioni con farmaci.
L'erba di San Giovanni viene usata nel trattamento della depressione lieve e moderata. Quest'erba non possiede gli effetti anticolinergici degli antidepressivi triciclici né causa le disfunzioni sessuali associate all'uso degli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs) (1). Comunque, se è vero che ha meno effetti collaterali, sono numerose e potenzialmente gravi le sue interazioni farmacologiche.
Spesso i risultati ottenuti dagli studi effettuati in vitro sull'erba di San Giovanni non hanno riscontro in vivo. Quest'erba inibisce molti isoenzimi del Citocromo P450, inclusi CYP2C9, CYP2D6, CYP3A4 (2-4). Al contrario, in vivo sembra esserne un induttore (5-10). Questa discrepanza è spiegabile per la presenza di un altro costituente dell'erba di San Giovanni, l'iperforina, che interferisce sulla produzione degli enzimi metabolici. Sembra che l'iperforina si leghi ad un recettore nucleare chiamato il recettore del pregnano X, causando un aumento dell'espressione del gene che codifica per il CYP3A4 (11,12). Questa attività, non osservabile in vitro, tende ad incrementare la disponibilità del CYP3A4 con un conseguente aumento del metabolismo dei farmaci che ne sono substrato. Per esempio, l'erba di San Giovanni riduce la concentrazione serica di amitriptilina, substrato del CYP2C9, CYP2D6 e del CYP3A4 (13). L'interazione farmacologica con l'erba di San Giovanni mediata dal CYP3A4 può essere fatale. Quando somministrato insieme con altri substrati del CYP3A4, come l'indinavir, l'iperico ne riduce la concentrazione serica e l'emivita. L'erba di San Giovanni partecipa alla pericolosa riduzione dei livelli serici di ciclosporina in pazienti trapiantati affetti da sindrome da rigetto acuto degli organi neotrapiantati (8,10,14,15). Anche in questo caso è chiamato in causa un aumento del metabolismo per induzione del CYP3A4, ma c'è anche un'alterazione di un trasportatore, la P-glicoproteina, che si traduce in modifiche dell'assorbimento e dell'eliminazione di molti farmaci. L'erba di San Giovanni inoltre causa alterazioni del ciclo mestruale in donne che assumono contraccettivi orali, anche se non è riportata nessuna gravidanza indesiderata (16). L'induzione del CYP3A4 aumenta il metabolismo dell'estradiolo e di tutti i corticosteroidi che sono substrato di quest'enzima. Quindi e necessario informare attentamente le donne che usano quest'erba insieme a contraccettivi orali, che l'effetto contraccettivo di questi ultimi potrebbe essere ridotto, invitandole ad usare altri metodi anti-concezionali.
La carbamazepina non risente della contemporanea somministrazione dell'erba di San Giovanni, nonostante sia anch'essa metabolizzata dal CYP3A4 (17), visto che l'autoinduzione del CYP3A4 da parte del farmaco è maggiore di quella dell'erba. È riportato un caso clinico che descrive un sindrome simil-serotoninergica causata dall'associazione di sertralina ed erba di San Giovanni (17), effetto probabilmente dovuto allo stimolo della secrezione di serotonina da parte degli antidepressivi che quindi non devono associasi all'erba di San Giovanni (18,19).
Sia case report che esperimenti di laboratorio svelano che l'erba di San Giovanni causa, attraverso l'induzione della p-glicoproteina, una riduzione del 18-25% dei livelli serici di digossina (20-22). Quest'induzione è confermata da uno studio di due settimane su otto volontari nei quali fu riscontrato un' aumento dell'espressione della p-glicoproteina a livello duodenale (20). Queste interazioni sono riassunte nelle tabelle 1 e 2 (cap. tabelle riassuntive).
Referenze bibliografiche