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a cura dell’Ambulatorio di Medicina Naturale dell’A.O.U. ”Policlinico G. Martino” – Messina
Interazioni tra erbe e farmaci

Idraste. Interazioni farmacologiche.
(a cura di Alessandro Oteri e Francesco Salvo, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina)

Aggiornato al 30/04/2007

Nonostante nessuno dei suoi effetti terapeutici sia stato ancora definitivamente (e scientificamente) dimostrato, l’idraste (Hydrastis canadensis) viene ampiamente utilizzata per le sue proprietà vasocostrittrici, emostatiche ed ipertensive attribuibili agli alcaloidi isochinolinici berberina, canadina e idrastina (1,2). Credenze folcloristiche le addebitano l’effetto di aumentare le difese immunitarie e di curare il congelamento. Erroneamente, alcuni farmacologi imputano alla pianta la capacità di nascondere all’esame delle urine l’assunzione di sostanze d’abuso (1). Diversi studi condotti sia in vitro che in vivo hanno evidenziato la capacità dell’idraste di inibire le isoforme CPY3A4 e CYP2D6 del citocromo P450, e di aumentare i livelli plasmatici dei farmaci metabolizzati da questi enzimi (3,4). Spesso l’idraste si ritrova in preparati contenenti echinacea, la quale è in grado a sua volta di inibire il metabolismo mediato dagli isoenzimi CPY3A4 e CYP1A2 (3,5). Non esistono comunque in letteratura case report o studi clinici che possano confermare tale genere di interazioni.
Gli alcaloidi dell’idraste hanno mostrato in vitro la capacità di modificare l’attività della glicoproteina P, principale trasportatore intestinale per la digossina. In un recentissimo studio è stato comunque osservato che la farmacocinetica della glicoproteina P non viene alterata in maniera significativa dalla contemporanea assunzione di idraste (6). Tuttavia, data la notevole variabilità sia qualitativa che quantitativa dei prodotti erboristici a base di idraste, non è da escludere che, assunta in dosi elevate e per lunghi periodi di tempo, la pianta possa interferire con l’assorbimento della digossina. Finora comunque, tale interazione non è stata riportata in letteratura.

Bibliografia.

  1. Jellin JM et al., eds. Pharmacist's letter/prescriber's letter natural medicines comprehensive database. www.naturaldatabase.com (accessed 2001 Feb 3).
  2. Campanini E. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali. Edizioni Tecniche Nuove II Ed pag. 258.
  3. Budzinski JW et al. An in vitro evaluation of human cytochrome P450 3A4 inhibition by selected commercial herbal extracts and tinctures. Phytomedicine. 2000;7:273-282.
  4. Gurley BJ, et al. In vivo effects of goldenseal, kava kava, black cohosh, and valerian on human cytochrome P450 1A2, 2D6, 2E1, and 3A4/5 phenotypes. Clin Pharmacol Ther. 2005;77:415–426.
  5. Gorski JC, et al. The effect of echinacea (Echinacea purpurea root) on cytochrome P450 activity in vivo. Clin Pharmacol Ther. 2004;75:89-100.
  6. Gurley BJ, et al. Effect of goldenseal (Hydrastis canadensis) and kava kava (Piper methysticum) supplementation on digoxin pharmacokinetics in humans. Drug Metab Dispos. 2007;35:240-5.
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