Vigilanza sui prodotti naturali
Efficacia e sicurezza dei prodotti naturali
a cura dell’Ambulatorio di Medicina Naturale dell’A.O.U. ”Policlinico G. Martino” – Messina
Interazioni tra erbe e farmaci

Liquirizia
(a cura di Francesco Salvo, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina)

A causa dei suoi effetti aldosterone-simili, per i quali può causare ritenzione idrica, aumento della pressione e perdita di potassio, la liquirizia non dovrebbe essere assunta a dosi superiori a 3 g/die e per più di 6 settimane. Questi effetti possono essere particolarmente gravi in soggetti che assumono digitale, con elevata pressione sanguigna, patologie cardiache, diabete e malattie renali.
Inoltre potrebbe ridurre l’effetto di farmaci anti-ipertensivi, in particolare ACE-inibitori, tiazidici, diuretici dell’ansa e diuretici risparmiatori di potassio (spironolattone, triamterene, amiloride) (1,2). Pazienti che assumono digossina e liquirizia, a causa della capacità di quest’ultima di causare ipopotassiemia, possono andare incontro a tossicità da digitale che si può manifestare con nausea, alterazioni visive e gravi aritmie cardiache (2,3).
La liquirizia può aumentare i livelli serici di corticosteroidi ed aumentare la possibilità di reazioni avverse (4-6). In uno studio effettuato su 6 volontari sani è stato somministrato prednisolone con o senza 200 mg di glicirrizina, un costituente della liquirizia (2). È stato dimostrato che la glicirrizina aumenta i livelli plasmatici di prednisolone a causa di una riduzione del suo catabolismo da parte dell’organismo. Sembra inoltre che l’acido glicirretinico possegga di per sé effetti simil-corticosteroidi (4,7). Per le stesse ragioni, l’acido glicirretinico deve essere somministrato con cautela nelle donne in trattamento con contraccettivi orali, pertanto le donne che assumono contraccettivi orali dovrebbero consultare il proprio medico nel caso in cui volessero assumere anche liquirizia.

Bibliografia

  1. Walker BR, Edwards CR. Licoirice-induced hypertension and syndromes of apparent mineralcorticoids excess. Endocrinol Metab Clin North Am. 1994; 23:359-377.
  2. Wash LK, Bernard JD. Licoirice-induced pseudoaldosteronism. Am J Hosp Pharm. 1975; 32: 73-74.
  3. Epstein MT et al. Licoirice toxicity and the rennin-angiotensin-aldosterone axis in man. Br Med J. 1977; 1:209-210.
  4. Tamura Y et al. Effects of glycyrrhetinic acid and its derivates on delta-4-5-alfa- and 5-beta-reductase in rat liver. Arzneimittelforschung. 1979; 29: 647-649.
  5. Chen MF et al. Effects of glycyrrhizin on the pharmacockinetics of prednisolone following low dosage of prednisolone hemisuccinate. Endocrinol Jpn. 1990; 37: 331-341.
  6. Kumagai A et al. Effects of glycyrrhizin on thymolitic and immunosuppressive action of cortisone. Endocrinol Jpn. 1967; 14: 39-42.
  7. Shintani et al. Glycyrrhizin (licoirice)-induced hypokaliemic myopathy. Report of 2 cases and review of the literature. Eur Neurol. 1992; 32: 44-51.
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